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L'Aquila, Cialente si dimette da vice commissario alla ricostruzione

In una lettera al premier il sindaco del capoluogo abruzzese denuncia l'accentuarsi dello stato di confusione

L'Aquila, Cialente si dimette da vice commissario alla ricostruzione
Massimo Cialente si è dimesso da vice commissario vicario alla ricostruzione post terremoto, con delega all'assistenza alla popolazione. Il sindaco dell'Aquila ha motivato la sua decisione in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e al commissario delegato alla Ricostruzione, Gianni Chiodi.

Stato di confusione - La decisione "è dettata dal fatto che, in seguito alla nomina del nuovo vice commissario (Antonio Cicchetti), vedo un preoccupante accentuarsi dello stato di confusione, peraltro ripetutamente da me segnalato, e difficoltà nella governance di gestione dell'emergenza e del processo di ricostruzione".

"Ritengo che la nomina di un ulteriore vice commissario, senza porre un problema sulla persona, sia un appesantimento della struttura, di cui si è rivelata l'indeterminatezza dei ruoli, con le conseguenti difficoltà di gestione. Questa circostanza pone una serie di problemi funzionali che renderanno inevitabilmente ancora più difficile il percorso che ci attende. Pertanto, al fine di favorire un'auspicabile, maggiore chiarezza su compiti e funzioni in una preoccupante commistione di ruoli politico-istituzionali e tecnici, ritengo che il mio gesto possa essere utile nell'interesse della città dell'Aquila, dei Comuni del cratere e della stessa struttura commissariale".

In qualità di primo cittadino del capoluogo abruzzese, Cialente ci tiene a precisare: "Io sono il sindaco eletto dai cittadini e sento il dovere e la responsabilità di onorare fino in fondo il mandato che mi è stato assegnato. È per il loro esclusivo interesse che devo lavorare, tanto più nel momento più drammatico della storia del capoluogo d'Abruzzo. È con loro che dovrà affrontare le battaglie e le sfide che ci attendono, guidando un processo difficile e affrontando un percorso che è ancora tutto in salita. È questo il mio compito ed è questo il mio ruolo, poiché io sono espressione della volontà dei cittadini e non di logiche di palazzo. Per queste ragioni, come sindaco dell'Aquila, lavorerò alla ricostruzione e, nel contempo, assicurerò tutta la mia collaborazione e tutta l'esperienza da me maturata in questi terribili mesi, con immutata lealtà e amicizia".

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    24 Settembre 2010 - 12:12

    I destri, invece sanno fare meglio e con quale velocità: vedi l'assessore regionale, il sindacoe la consigliera dell'Abruzzo, i due senatori PDL. Poi vedi la quasi bancarotta di Palermo ed i suoi rifiuti mai comparsi in televisione, la bancarotta di Taranto, la bancarotta di Catania, il responsabile della quale Scapagnini è stato promosso senatore.

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  • arnj

    24 Settembre 2010 - 11:11

    ......Cialente probabilmente si è dimesso da vice commissario alla ricostruzione in quanto, a mio modesto avviso, non è in grado di assolvere a questo gravoso compito. Più facile per lui criticare l'operato del governo,aizzare il popolo delle carriole ecc.., insomma fare politica disfattista.......tutto quello che solo i Komunisti sono capaci di fare. .....Il resto tutte balle !!!...

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  • paolino46

    24 Settembre 2010 - 00:12

    non credo che gli Italiani debbano pagare una unatantum. Sarebbe sufficiente che le tasse le pagassero tutti. I pensionati e gli operai la pagano già al 23 %, E DI SICURO. Poi sono anche convinto che Cialente si sia dimesso perchè in disaccordo con la nomina del nuovo Vicepresidente, (amico di amici di altri amici). Non credo proprio sia uno di quei personaggi che amano essere su di un piedistallo. a quanto mi risulta non porta neppure scarpe con tacchi di 8 centimetri.

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  • gasparotto

    23 Settembre 2010 - 10:10

    Secondo me Cialente ha una paura maledetta della magistratura. Nella ricostruzione gira gente onesta e vecchie volpi, non ci vuole niente per rimanere incastrati da una telefonata;meglio starne fuori. Eppoi Cialente è molto più efficace nel metetrsi a capo di proteste popolari, lui e la Pezzopane,piuttosto che essere parte attiva di una ricostruzione difficile e difficoltosa per carenza di fondi. Difficile perchè per la ricostruzione è necessario un piano regolatore che ridisegni la città,di diverse discariche per lo smaltimento dei rifiuti speciali e più di una impresa che operi nell'edilizia. Impresa dicevo che è meglio evitare, con la magistratura che ti tallona con l'orecchio attaccato al telefono. Chi non fa niente non sbaglia mai, dice il detto.Più allettante fare il capataz. Io sono dell'avviso che il governo debba istituire una "una tantum" da devolvere a L'Aquila e dintorni,per la ricostruzione.

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