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Di Pietro, il popolo al voto al più presto

Davanti alla Camera il leader dell'Idv chiede le dimissioni di Fini e definisce il caso Montecarlo un'estorsione

Di Pietro, il popolo al voto al più presto
"Chiediamo che ricattatore e ricattato vadano al più presto a casa, perché non sono in grado di potere assicurare governabilità, stabilità e credibilità delle istituzioni". Lo dice Antonio Di pietro ai cronisti davanti a Montecitorio. L’Italia dei Valori si schiera a favore  della richiesta delle dimissioni di Gianfranco Fini e spera che il “Pd superi presto le situazioni di difficoltà”. Di Pietro sottolinea che “abbiamo bisogno di un’opposizione unita e non di una opposizione che ancora una volta si fa la guerra al loro interno". Come il suo partito, che "lavora per un’alternativa che possa proporsi al posto del governo Berlusconi".
L’ex magistrato non ci sta alla campagna acquisti dei parlamentari, “è un mercato squallido in cui si evidenzia il gioco malefico su cui si basa il governo Berlusconi: o tenta di comprare, offrendo posti e ricandidature, o tenta di ricattare spargendo veleno con dossieraggi all’infinito". Alla domanda sui due esponenti Idv pronti a passare ‘al nemico’, Di Pietro risponde che “di qualunque partito siano, sono dei delinquenti politici che si vendono per trenta denari e che devono fare la fine, politica ovviamente, di quello che per primo si è venduto, Giuda".  

Sulla casa di Montecarlo e la lettera di Saint Lucia, il politico, non risparmia parole pesanti: “Si tratta di una estorsione che sta facendo Berlusconi nei confronti del presidente della Camera, di un ricatto nei confronti di Fini, il quale non è più in grado di rimanere terzo in questa situazione".  Di Pietro ora vuole provvedimenti severi. “Dopo il modo in cui sono state realizzate certe patacche, certi dossieraggi e certe forzature, mi sembra che ci sono gli estremi penali perché la procura della Repubblica persegua i ricattatori e accerti il ricatto. Ma, politicamente, sono sia il ricattatore che il ricattato a doversi dimettere perché chi incarna le Istituzioni non può essere sotto ricatto, esponendo al rischio l’Istituzione".
Secondo l’ex magistrato il presidente della Camera sbaglia a non parlare perché il silenzio lo rende “ricattabile”. Non ha un’opinione sulla falsità o meno dei documenti ma secondo lui, Fini poteva “risolvere la situazione con una sola parola, ovvero chiamando il cognato e facendosi dire da chi ha affittato la casa e chi ne è il proprietario. Non può farlo e c'è, quindi, il rischio che venga ricattato”.

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Commenti all'articolo

  • steinhart

    14 Dicembre 2010 - 19:07

    Il nostro valoroso ex magister fuggito dalla procura di Mi e sotto processo a BS in quella occasione il suo ex capo Dott. Borelli testimoniò che Lui DP disse di Berlusconi "quello lo sfascio. Per sfasciare Berlusconi sarebbe bastata una mossa di un suo congiuntivo riconosciuto a livello letterale come cintura nera letale della letteratura italiana e della cultura internazionale, avrebbe colpito in maniera irreversibile ogni sforzo di alfebittazione del nostro paese distruggendo l'opera della trasmissione non è mai troppo taedi. Cattedre dove siete? Dove sei Omero, Giulio Cesare,Virgilio, Dante, jacopone da Todi, Sciascia, San Francesco intervieni ti prego per il bene dell'Italia Grazie

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  • nlevis

    14 Dicembre 2010 - 18:06

    Chi mi sa spiegare quale programma politico o di riforme propone questo onorevole? Sembra l'enceclopedia degli insulti, degli sproloqui, della diffamazione. L'unica cosa che sa fare è andare dai suoi amici magistrati. Fortunatamente esistono anche magistrati corretti ed operosi.

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  • bruno osti

    29 Settembre 2010 - 10:10

    Nel 1994, il Governo Berlusconi I inviò degli ispettori per indagare su eventuali scorrettezze commesse dai magistrati della Procura di Milano, tra cui quelli del pool di Mani pulite. Nella loro relazione finale, presentata il 15 maggio 1995, gli ispettori riferirono al nuovo Governo affermando che: « Nessun rilievo può essere mosso ai magistrati milanesi, i quali non paiono aver esorbitato dai limiti imposti dalla legge nell'esercizio dei loro poteri » (relazione finale degli ispettori inviati dal Governo Berlusconi I, 15 maggio 1995)

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  • stagnino

    28 Settembre 2010 - 13:01

    20 | Postato da ubik | 27/09/2010 alle 16.24 @stagnino Lo stipendio di santoro se paragonato con quello di antonella clerici è una miseria... Santoro è un grande giornalista, la clerici è una polpetta in salsa miliardaria..... All´ora gli dobbiamo aumentere il ((racchet)) perchè con 662 mila euro per te e per Santoro sono nientealtro che uno spinello. Ma ti rendi conto a quanti migliaia di bambini gli strappa il pane dalla bocca? con sole 1813,6986, di euro per 365 giorni e certamente anche ci sono soldi in nero. Arriguarto alla Clerici e altri tu ubik devi fare lo stesso. oppure sei uno di loro?

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