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Ghedini preme sulla riforma della Giustizia

"Magistrati con potere illimitato; liberiamo il premier dai processi". Bersani: "Al Pdl interessa solo questo"

Ghedini preme sulla riforma della Giustizia
All'antivigilia dell'atteso discorso del premier Berlusconi sui cinque punti programmatici di Governo, a spostare l'attenzione dei media sul tema della giustizia è stato direttamente Nicolò Ghedini, parlamentare del Pdl nonché avvocato personale del presidente del consiglio.
Nel corso della festa del Popolo della Libertà di domenica, infatti, l'onorevole è tornato a invocare un’immediata riforma della giustizia, accusando la magistratura di avere un potere elevatissimo e inalterato rispetto al passato.

"Finora non siamo riusciti a riformare la giustizia per i veti incrociati al nostro interno, ma oggi non è più possibile aspettare, bisogna fare le riforme sennò meglio andare a casa. Il processo non funziona perchè non funzionano i magistrati che vogliono mantenere inalterato il loro potere. Quando Berlusconi è stato assolto dopo le vicende del '94 non è successo nulla, ma questo succede anche per altri come nel caso di Vittorio Emanuele. Il Csm apre pratiche a tutela dei colleghi solo quando Berlusconi osa criticare i magistrati".
E ancora.
"La magistratura è un sistema fuori controllo, è l’unico potere che si autogiudica. Il nostro obiettivo è riequilibrare questo potere e si può fare solo attraverso una riforma costituzionale. Non è più tempo di trattare. Prima di raggiungere qualsiasi risultato sul fronte della giustizia, però, c'è bisogno che il presidente del Consiglio non sia sotto processo, perchè altrimenti ogni riforma viene strumentalizzata dicendo che si tratta di un golpe a favore del premier anche quando non è così. Per questo il mio compito è far sì che il premier non sia sotto processo".

Replica Bersani - "Dalle parole dell’avvocato Ghedini e del ministro Alfano si capisce benissimo quale, tra i cinque punti di programma di cui parlerà il presidente del Consiglio, sia quello fondamentale e che più interessa Berlusconi e il Pdl. Inutile che usino tanti giri di parole, che si citino le grandi riforme, che si mettano insieme tutti gli altri punti: da mesi il Paese è bloccato attorno al problema personale del capo del governo. A questo punto è bene che ci si chiarisca subito sul tema giustizia e sul significato concreto che dovrà avere la riforma, perchè è chiaro che ciò condizionerà la situazione politica e legislativa. E’ ora che le Camere dicano se i cittadini sono ancora o no tutti uguali davanti alla legge, come prevede la Costituzione. E’ su questo punto che il Parlamento si deve esprimere con chiarezza".

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    01 Ottobre 2010 - 12:12

    Tuo commento delle 17.50 "Deve riconoscersi – e non sono possibili dubbi in proposito – che i magistrati debbono godere degli stessi diritti di libertà garantiti ad ogni altro cittadino e che quindi possono, com'è ovvio, non solo condividere un'idea politica, ma anche espressamente manifestare le proprie opzioni al riguardo". Mio commento delle 14.01 Deve riconoscersi – e non sono possibili dubbi in proposito – che i magistrati debbono godere degli stessi diritti di libertà garantiti ad ogni altro cittadino e che quindi possono, com'è ovvio, non solo condividere un'idea politica, ma anche espressamente manifestare le proprie opzioni al riguardo" Come vedi ,il copia e incolla ha funzionato ancora una volta.Peccato che non esista ,come nel forum del Il Giornale una sezione archivio dei commenti, ci sarebbe da ridere a sbugiardare i commenti faziosi. Riguardo alla vicenda Nicastro , ancora una volta il pm ha mischiato il lavoro con la politica.Se realmente non voleva compiere una porcheria di farsi eleggere contro il suo indagato, perchè non si è presentato fuori distretto?Non capisco perchè l'immunità parlamentare , riconosciuta dalla Costituzione sia scandalosa, mentre un magistrato ,per il tipo di incarico che ricopre, e per i doveri speciali che la Corte Costituzionale ha ribadito possa mettersi in politica, contro un suo indagato.Per questi motivi di opportunità ho fatto l'esempio del Tribunale di Torino, dove l'incompatibilità tra magistrati , ha prdotto un rischio di annullamento del processo Eternit, ed il paradosso che l'imputato giudichi il suo giudice.Noto con soddisfazione che l'aria sta cambiando, seppure in ritardo.Ci sono delle sentenze che incominciano a stoppare le furberie dei pm,come un conteggio errato di Mesiano,delle intercettazioni illegali fatte passare come legali,caso P3.Mi aspetto che con la nuova riforma della Magistratura, finalmente il magistrato paghi per i suoi errori .La sola cosa che mi dispiace e che alla fine , come al solito, paghi anche chi non c'entra, come i valorosi magistrati che lavorano in silenzio, la cui sola colpa è di essere stati silenti, mentre gli ex sessattontini imperversavano per i palazzi di Giustizia.

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  • fdrebin

    30 Settembre 2010 - 20:08

    Non ho copiato la parte che aveva gia' messo lei perche' era gia' chiara e perche' ho solo 1000 caratteri a disposizione. Ma neppure lei ha messo quella che ho messo io, quindi cosa pretende? La sentenza poi stabilisce, oltre alla correttezza dell'azione disciplinare, SOLO delle linee guida. Stabilisce cosa e' opportuno e cosa no. E cenare con il parlamentare ministro che ha fatto una legge sotto esame della corte costituzionale e con l'unico beneficiario di questa legge non rientra in "devono essere imparziali in ogni tipo di comportamento".Ha mai pensato che "resistere, resistere, resistere" e "io quello lo sfascio" potrebbe essere un magistrato che si rivolge a dei delinquenti?Guardi, tirare in ballo Nicastro non le conviene. Nella sua visione distorta chi fa scandalo candidandosi e' un magistrato incensurato, invece di un ex-presidente di regione che rischia l'arresto e quindi rincorre l'immunita' parlamentare (come hanno fatto Fitto e Cuffaro).

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  • ciannosecco

    30 Settembre 2010 - 19:07

    Ecco perchè ho fatto il copia e incolla,per impedire che si renda noto solo quello che interessa (per ovvi motivi). Nel suo commento c'è solo una parte della sentenza della Corte Costituzionale ( per'altro citata nel mio commento ).Manca quella dove si dice che i magistrati hanno dei doveri speciali ,riferiti alla natura della loro funzione, e devono essere imparziali, non solo nella loro professione ma in ogni tipo di comportamento,anche privato.Invece i magistrati rispondono alle loro ideologie,tipo resistere resistere,resistere,oppure quello lo sfascio, o quell'altro che auspica la dissobedienza civile contro una legge che non ritiene giusta.Oppure si candidano, nello stesso distretto di appartenenza,contro quello che era il suo indagato fino a poche ore prima.( Lorenzo Nicastro).La Costituzione si può cambiare, oramai è stata stravolta dai continui cambiamenti dei governi passati,ma prima urge una riforma radicale della Magistratura,perchè non solo ha perso autorità , rispetto e prestigio,causa i quattro scalmanati che vogliono cambiare il sistema,ma anche perchè non è più tollerabile questa situazione.

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  • fdrebin

    30 Settembre 2010 - 17:05

    lo faccio io: La sentenza citata dice che il PG della Corte di cassazione ha fatto bene ad esercitare l'azione disciplinare nei confronti del magistrato dott. Luigi Bobbio per avere accettato ed assunto la carica di presidente della federazione provinciale di Napoli del partito di AN. Quindi si parla di qualcosa di piu' di un giudice che non sembra imparziale. Nella sentenza pero' la Corte dice anche questo: "Deve riconoscersi – e non sono possibili dubbi in proposito – che i magistrati debbono godere degli stessi diritti di libertà garantiti ad ogni altro cittadino e che quindi possono, com'è ovvio, non solo condividere un'idea politica, ma anche espressamente manifestare le proprie opzioni al riguardo". Io non so cosa altro dirle... Sul fatto che siamo in Italia e qui vige la legge e la costituzione italiana, questo e' vero fino a quando qualcuno non le modifica a suo uso e consumo dicendo che altrove e' diverso. Cosa successa molto spesso da 16 anni a questa parte.

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