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Napolitano sulla giustizia: "La riforma non sia influenzata da contingenze"

Il presidente della Repubblica esorta la classe politica a ridare qualità ed efficienza ai processi

Napolitano sulla giustizia: "La riforma non sia influenzata da contingenze"
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano interviene sul tema giustizia e, in occasione del congresso dei penalisti a Palermo, lancia un appello alla classe politica. La riforma della giustizia va affrontata "con interventi non disorganici né settoriali, ma di ampio respiro", attraverso un confronto "anche serrato" ma "scevro da sterili contrapposizioni e non influenzato dalle contingenze". La riforma dovrà restituire "qualità ed efficienza al processo penale", dando così "piena attuazione" al principio costituzionale del giusto processo, rafforzando il "ruolo di garante del giudice" e riqualificando quello del difensore.

Nel messaggio inviato al presidente dell’Unione delle Camere Penali, Oreste Dominioni, Napolitano scrive: "Ho più volte ricordato che il tema del rinnovamento della giustizia va affrontato - in ogni settore e specialmente in quello penale - con interventi non disorganici né settoriali, ma di ampio respiro". Il capo dello Stato dà "volentieri atto all’Unione di aver sempre energicamente sottolineato tale necessità, invitando tutte le istituzioni ad impegnarsi concretamente a tal fine". Napolitano si dice "certo che dal congresso emergeranno in proposito utili sollecitazioni attaverso la formulazione di proposte di modifica degli assetti vigenti coerenti e sistematiche".

L'intervento di Schifani - Al congresso è intervenuto il presidente del Senato Renato Schifani: "Il Paese ha bisogno di una giustizia che risolva i problemi nel più breve tempo possibile, e che dia la certezza di una decisione rapida. Occorre andare avanti e non disperdere i risultati finora ottenuti, lavorando tutti assieme per ottenere questo obiettivo. Il principio della certezza della pena deve costituire la stella polare della nostra giustizia; troppi reati e troppi fascicoli continuano a essere pendenti e la direzione verso la quale bisogna lavorare tutti insieme è quella di velocizzare e snellire le procedure. Per questo faccio appello - ha continuato Schifani - al senso di responsabilità di quanti hanno a cuore il vero interesse dell’Italia: dobbiamo sapere ritrovare unità di intenti per raggiungere insieme questo difficile traguardo".

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  • stagnino

    04 Ottobre 2010 - 22:10

    (Valeria col tuo del)21 | Postato da valeria78 | 03/10/2010 alle 11.18-- Noi che abbiamo votato e votermo, per sempre Silvio Berlusconi (PDL) Non siamo degli ignoranti come pensi tu e i tuoi amici,voi siete dei parassiti lecca brodo abituati a mangiare sulle nostre spalle, come le sangue suga. Guardate la faccia di Di Pietro sempra uno stralunato , e poi la faccia di Bersani , che soffre di depressioni, e loro due specialmente vedono il nostro salvatore ((Berlusconi,))notte e giorno , come il nostro sgnore, Gesucristo. Poi parli all`estero parlano mal di Berlusconi. Ma cge cazzo ne sai tu all`estero? io ti posso dire che vivo all´estero da oltre 50 anni, da che Silvio c`è abbiamo acquistato più rispetto di prima, quel che tu non sai.Berluscone e stimato apprezzato, il più di tutta quella accuzzaglia che fino a pochi anni fa che ci ha governato. L`HAI,CAPITO?????

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  • ciannosecco

    02 Ottobre 2010 - 14:02

    Grazie per la segnalazione, non solo è interessante ma è un'atto di accusa che grida vendetta.

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  • aldogam

    02 Ottobre 2010 - 11:11

    La riforma dovrà restituire "qualità ed efficienza al processo penale". Come dire che si deve varare una legge che imponga a certi magistrati di lavorare? Ma la magistratura non è sotto il controllo del CSM? e il prode Napolitano non ne è il presidente? e allora cosa ci sta a fare?

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  • idzard

    02 Ottobre 2010 - 10:10

    Signor Presidente, non credo che Lei avrà occasione di leggere questo mio appello, tuttavvia confido nella sorte. La prego, Presidente, dia un'occhiata a ciò che succede in Sicilia, dove un pool di magistrati è passato repentinamente dal Palazzo di Giustiza a Palazzo dei Normanni, creando così di fatto una ferita all'essenza della democrazia, nel silenzio assordante delle forze politiche, degli uomoni di cultura, dei mass media. Guardi anche ciò che avviene nelle Procure di Palermo e Catania, perché sono i comportamenti dei singoli magistrati che rendono più o meno credibile l'Istituzione cui appartengono. La ringrazio fin d'ora per quel poco o molto che vorrà fare.

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