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Maroni tiene alta la guardia. "Temo non sarà l'ultimo"

Il ministro commenta l'agguato al direttore di Libero. Intanto Gasparri critica l'affidamento dell'indagine a Spataro

Maroni tiene alta la guardia. "Temo non sarà l'ultimo"
"Sono preoccupato per questo clima che genera episodi come questo: non è il primo, purtroppo, e temo non sarà l’ultimo". Il ministro dell’Interno Roberto Maroni commenta così l’attentato al direttore di Libero, a margine dell’inaugurazione del nuovo sportello ‘informagiovani’ a Varese. A seguito del caso, il titolare del Viminale ha annunciato di aver aumentato la sorveglianza, "non solo per Maurizio Belpietro, ma per altri soggetti considerati a rischio".

Torna nelle sue parole il tema dello ‘abbassamento dei toni’. "Certe affermazioni, certe accuse che si leggono spesso su alcuni siti internet – sottolinea Maroni - possono dare a qualche mente malata lo spunto per fare queste cose". Secondo il ministro, l’agguato ricorda gli episodi degli anni ’70, ancora prima dell’omicidio di Calabresi, "quando un militante extraparlamentare di sinistra aspettò nell'androne di casa un esponente dell'Msi".
Roberto Maroni sarà a Milano lunedì pomeriggio per un vertice in prefettura per fare il punto della situazione dopo l'attentato al direttore di Libero.

Intanto il senatore Maurizio Gasparri (presidente a Palazzo Madama del gruppo del Pdl), si dice sorpreso per l’affidamento a Armando Spataro dell’indagine sullo sventato attentato al direttore Maurizio Belpietro.
"Non c'era un altro di turno alla Procura di Milano oltre a Spataro?" si è chiesto Gasparri durante un convegno alla festa nazionale del Pdl. "Non vorrei - ha aggiunto - che tra poco diranno che era Belpietro a molestare l’attentatore".
Un affondo che non è piaciuto al Pd, che ha preso le difese del procuratore aggiunto nonché coordinatore del settore antiterrorismo.
"Il fatto che a Milano le indagini riguardanti l’agguato al direttore Belpietro siano state affidate al procuratore aggiunto Armando Spataro e ai colleghi Pomarici e Pradella sono per tutti noi una garanzia di serietà e professionalità", ha sostenuto Emanuele Fiano, Presidente Forum Sicurezza dei democratici.

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Commenti all'articolo

  • Al pancino

    05 Ottobre 2010 - 16:04

    In questo Paese dove si cerca la facile fortuna, i soldi facili, la facile notorietà....ma signori investigatori.....avete pensato che magari questo povero poliziotto abbia potuto inventarsi tutto? magari anche la prima volta lo fece....chissà....meditate gente meditate

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  • ubik

    03 Ottobre 2010 - 22:10

    che la strategia della tensione fa capo al governo

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  • annaluisa

    02 Ottobre 2010 - 19:07

    Abbassiamo i toni sennò succede di nuovo che qualcuno morsica i polpacci di un poliziotto e poi diventa ministro dell'interno...

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  • biri

    02 Ottobre 2010 - 18:06

    I ministri non si eleggono e, comunque, non c'è bisogno di candidarsi a fare il ministro per capire quando qualcuno gioca sporco. Basta avere vissuto in questo paese senza tapparsi occhi e orecchie.

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