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Schifani agli ebrei: "Da Ciarrapico parole inaccettabili"

Il presidente del Senato condanna le espressioni pronunciate in aula sul "partito delle kippah"

Schifani agli ebrei: "Da Ciarrapico parole inaccettabili"
Dopo la rabbia e lo sconforto espressio ieri dalla comunità ebraica italiana per le parole del senatore Giuseppe Ciarrapico, una dura condadda arriva dal presidente del Senato Renato Schifani. Nel corso dell'intervento per le celebrazioni a Palazzo Giustiniani di San Francesco patrono d'Italia a 150 anni dall'Unità nazionale, Schifani ha commentato: "Quelle espressioni sono da me duramente e formalmente censurate" perché quando "sulla dignità morale del Paese è prevalsa la logica del tradimento del popolo ebraico, emblema dell'umanità e della civiltà, si è sfaldato lo stesso senso di appartenenza all'identità nazionale, si è strappata la rete di solidarietà che ci fa sentire ed essere uomini dentro".

Vicinanza al popolo ebraico
- Nella stessa circostanza la seconda carica dello Stato, dopo aver ricordato il "debito umano e morale che ciascuno di noi mantiene verso quanti hanno subito la violenza e la cattiveria dell'antisemitismo", ha reso noto di aver chiamato personalmente il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche Renzo Gattegna e il presidente della Comunità ebraica della capitale, Riccardo Pacifici. "A loro ho rinnovato e confermo pubblicamente l'assoluta fermezza nel condannare ogni manifestazione contraria ai valori di civilità e umanità che sono l'irrinunciabile patrimonio del popolo italiano e di tutte le sue istituzioni". La presidenza del Senato "ha ritenuto con questo spirito e fermo convincimento di testimoniare la vicinanza e l'amicizia all'intero popolo ebraico proponendo, sin dall'inizio dell'attuale legislatura quale proprio simbolo e manifesto ideale le bandiere di Israele, portate con orgoglio da alcuni ragazzi nel campo di sterminio di Auschwitz. Un'immagine che dopo le parole inaccettabili pronunciate in Aula, mentre non potevo presiedere, la settimana scorsa, sta a significare come nessun cedimento sia in alcun modo consentito o anche solo sottovalutato. Nessuna distrazione, nessuna incertezza, nessuna sottovalutazione sono accettabili".

Ciarrapico ieri si era difeso sostenendo che non fosse sua intezione mancare di rispetto alla comunità ebraica con le frasi pronunciate in aula lo scorso 4 ottobre, ma avesse come unico obiettivo quello di criticare il comportamento del presidente della Camera Gianfranco Fini.

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  • wizardofoz

    06 Ottobre 2010 - 18:06

    A Robe: Perché mai parlo fuori tema se cito i Cristiani che sono effettivamente perseguitati? E non tanto il Papa, o i Cardinali o la nomenclatura, ma i fedeli che, se permette, non hanno gli occhi iniettati di sangue, o la scontrosità di quelli di altre fedi. Se devo rispettare gli Ebrei e stigmatizzare l'antisemitismo di maniera che si può intravvedere in Ciarrapico (io onestamente non lo vedo, nel caso in questione), non posso esortare coloro i quali artatamente si scandalizzano per la sua frase a guardare gli abominii commessi proprio in questi giorni contro i Cristiani? O quest'ultimi non sono politicamente rilevanti? Per ciò che attiene al Premio Nobel, la Chiesa Cattolica parla del suo dogma. Non può farlo? C'è qualcuno convinto della bontà dell'inseminazione che non lo farà più perchè lo dice la Chiesa ? Vede, essere Cristiani e Cattolici è un esercizio difficile di compromesso continuo, ma libero. Ciò che non è per altri. Cordilità.

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  • robe

    06 Ottobre 2010 - 16:04

    Volevo semplicemente evitarmi di scrivere qualcosa scritto due righe sotto. Comunque, Ciarrapico e' un senatore della Repubblica e deve misurare le parole, esattamente come Di Pietro. Non si puo' parlare in aula e poi dire non mi avete capito, e' pagato da tutti noi per farsi capire. Altrimenti o si dimette per manifesta incapacita' o, come minimo, si becca la censura. Tutto il resto non c'entra un fico secco e, sempre parlando del peso delle parole e anche d'altro come fa lei, la Chiesa farebbe bene a moderarsi quando parla di uno scienziato che ha fatto nascere quattro milioni di bambini. Converrebbe tacere.

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  • doctor46

    06 Ottobre 2010 - 15:03

    Le parole se le porta il vento, i fatti restano. Puoi strumentalizzare le parole di Ciarrapico e dargli il significato che sia più aderente allo schieramento per cui parteggi. Buon per te. Quanto all'altra questione del manifesto della razza, ti prego di non offendere la mia intelligenza dicendo che le adesioni non furono cosi tante. Hai ragione, a parte l'adesione di quelli che rappresentavano il gotha del mondo intellettuale e scientifico italiano, effettivamente non furono molti. Ma mi faccia il piacere come disse qualcuno.

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  • wizardofoz

    06 Ottobre 2010 - 14:02

    A Robe: Premesso che se mi avesse citato che so, Platone, potrei anche farci una riflessione, ma "Biri"! Ma su, caro Robe, ma mi vuol prendere per i fondelli? Gliela offro io una citazione, di Marcello Veneziani (Oddio, un fascista!), da Il Giornale di oggi (Oddio, gliel'ha dettata il Berlusca!): "...quando la sinistra tifava per gli arabi e i palestinesi contro Israele, il grossolano Ciarrapico pubblicava in difesa d'Israele un libro del leader ebreo Begin ' La rivolta e fu Israele '. Che volete, le battute valgono più delle opere". Pensi piuttosto a Di Pietro, ma non solo. Pensi al fiume di fango che viene versato quotidianamente sulla Chiesa Cattolica, sul Papa. Pensi ai Cristiani massacrati, oggi nel 2010, da quelle masse di cervelli deviati dal fondamentalismo islamico. Questi sì che sono fatti che dovrebbero far sollevare le masse, altro che le Kippah di Ciarrapico!

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