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Lodo Alfano, il Fli voterà sì

La legge torna al Senato per le prime votazioni la prossima settimana. I finiani aprono, le opposizioni no

Lodo Alfano, il Fli voterà sì
Nell'agenda dei Senatori torna prepotentemente il Lodo Alfano costituzionale. Oggi, infatti, nella commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, è ripreso il cammino del disegno di legge che garantirebbe uno "scudo" processuale per il presidente del Consiglio.

Il Fli ha promesso che voterà sì. Una dichiarazione importante per la tenuta della maggioranza. Un "sì senza enfasi" lo ha definito Maurizio Saia, esponente di Fli in I commissione di Palazzo Madama. Ma un sostegno che arriverà. Oggi la commissione si è riunita e ha stabilito che dalla prossima settimana verranno votati emendamenti e subemendamenti, in modo tale da arrivare al Senato già dalla prossima settimana, come ha
precisato il relatore Carlo Vizzini, minacciando anche sedute notturne per non arrivare lunghi con i tempi.

Novità - Per quanto riguarda il Lodo Alfano costituzionale, il primo passo sarà l’illustrazione degli emendamenti e dei subemendamenti presentati la scorsa settimana dallo stesso Vizzini (Pdl): tra questi quello che esclude i ministri dalla tutela della legge, una proposta fortemente voluta dalla componente finiana della maggioranza.
Tra gli emendamenti ci sono anche delle aperture alle opposizioni, soprattutto per quanto concerne la non automaticità della sospensione dei processi: secondo questa norma, l’imputato-premier avrebbe dieci giorni per chiedere il passaggio degli atti alle Camere, dopo di che il Parlamento avrebbe 90 giorni per pronunciarsi con un voto sulla richiesta di sospensione.

Giochi politici - Come da tradizione quando si parla dell'immunità del Premier, le reazioni dei vari schieramenti sono state veementi. Se l'Idv ha da sempre rigettato qualsiasi apertura, negli ultimi giorni anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha messo in allerta Berlusconi e il Pdl.
"Qualora il premier continuasse con le forzature sulla giustizia potremmo votare contro il lodo", hanno minacciato i centristi.
Più sottile la strategia del Pd che, non potendo fare leva sui numeri per bloccare il Lodo, spera di far approvare alcuni emendamenti per vincolare l'immunità del Primo Ministro al parere del Parlamento.
A spiegare la linea del Pd è stato all’Apcom il senatore Francesco Sanna.
"Oltre alla non automaticità dello scudo - illustra il democratico -, noi chiederemo che per applicare il Lodo sia necessario in Parlamento il voto dei tre quinti o dei due terzi dei componenti l’assemblea: questo farebbe in modo che i numeri della maggioranza non siano sufficienti. Inoltre chiederemo che la minoranza eventualmente sconfitta nel voto possa ricorrere alla Corte costituzionale".

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Commenti all'articolo

  • pi.bo42

    08 Ottobre 2010 - 14:02

    Quella giustizia maoista o sovietica o birmana o,perchè no, anche quella che pretende di imporre a tutti la legge del proprio Dio,non è nè giusta nè.soprattutto, vera giustizia; in definitiva diciamo la stessa cosa! Per quanto riguarda quel "compagno", in realtà,come ho già specificato in altri post, non sono comunista, come mi ha definito con quell'appellativo,che, comunque, non ritengo affatto offensivo. Sono un socialista non marxista,ma liberale, come tantissimi che, come me ,si collocano a sinistra. Non apprezzo nessun tribunale che condanni partendo da presupposti politici, razziali o religiosi, ma troppi potenti, e non solo il suo Berlusconi e non solo di destra, mi lasciano perplesso quando si difendono usando le armi del loro potere politico od economico od entrambi assieme, questodubbio me lo conceda. Grazie per la risposta e saluti.

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  • piccioncino

    08 Ottobre 2010 - 00:12

    Compagno Pi.Bo, sono esistiti ed esistono vari tipi di giustizia (quella dei tribunali staliniani, Maoisti, Polpottiani, Hitleriani ecc. e quella tipica dei sistemi democratici occidentali: se mi consente, preferisco di gran lunga quest'ultimo tipo). Non è quindi sufficiente essere indagato da chi indossa una toga, per ritenersi automaticamente "ipotetico reo oggettivo", ma occorre che chi indossa la toga, si collochi nell'ambito di principi e logiche virtuose, tipiche dello"Stato di diritto". Per cui, caro mio, sono il primo a riconoscere l'esigenza di essere comunque giudicati: ma davanti ad una giustizia vera, giusta, imparziale (non solo con l'etichetta formale, ma nella sostanza). Ora, quando una persona che fa una scelta politica importante (ma contrastata da molti invasati sul piano ideologico), si trova improvvisamente sulla testa, nell'arco di pochi anni, oltre 600 procedimenti giudiziari, se mi permette, qualche dubbio mi sorge sull'effettiva bontà del sistema giudiziario....

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  • pi.bo42

    07 Ottobre 2010 - 18:06

    La giustizia deve essere uguale e unica per tutti, senza sofismi e distinguo di sorta. Non occidentale, non orientale, non sovietica. Chi commette un reato dovrebbe comunque andare sotto processo e subire l'adeguata condanna. Non è,mi scusi, che cerchi di giustificare certe scappatoie scelte da tanti, troppi, potenti appartenenti a varie caste privilegiate?

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  • piccioncino

    07 Ottobre 2010 - 16:04

    Mr. Winston, lei vorrebbe applicare a Berlusconi le regole della giustizia.....:presumo quella vigente nelle assemblee vocianti, scomposte, leaderistiche e sopraffattorie dei Centri sociali....Io ho, invece, un concetto della giustizia un po' diverso dal suo..:tanto per intendersi meno sovietico.., ma più modernamente occidentale. La giustizia, nel moderno Stato di diritto deve essere disincantata, a servizio pieno, totale di tutta la collettività nonchè dei singoli cittadini, senza intenti persecutori o di dominio, non ammantandosi di settarismo e di furore ideologico, ma agendo con rigore, serietà, coerenza, effettiva imparzialità, terzietà, trasparenza.............Voglio continuare a sperare in questa giustizia...

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