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La prima grana per Romani arriva dalla stampa

La Fnsi denuncia i tagli governativi. A rischio 4mila posti di lavoro tra giornalisti e poligrafici

La prima grana per Romani arriva dalla stampa
La prima grana per il neo ministro Paolo Romani non riguarda la Fiat o i numerosi tavoli aperti sui lavoratori in cassa integrazione.
A sollecitare per primi il referente dello sviluppo economico è la federazione della Stampa, la quale ha rilanciato oggi l’allarme per la situazione dell’editoria a seguito dei tagli governativi ai contributi pubblici.

Il problema è stato sollevato in una conferenza stampa al Senato alla quale hanno partecipato rappresentanti di tutti i partiti, con l’eccezione del Pdl.
"Per l’editoria - Ha detto il segretario del sindacato dei giornalisti Franco Siddi - è allarme rosso assoluto. Tutti gli impegni assunti sono stati disattesi. Bonaiuti non sia corresponsabile dell’operazione di strangolamento finanziario in atto, perché garantire il pluralismo è interesse pubblico".
Ha rincarato la dose Mediacoop, l’associazione imprenditoriale che riunisce gli organi di stampa cooperativi. A parlare è stato il presidente onorario Lelio Grassucci.
"Il Governo ha ridotto drasticamente le risorse e ha soppresso, a partire dal 2010, il carattere di diritto soggettivo dei contributi all’editoria. Rendendo incerti dimensione e tempi della loro erogazione ha impedito alle aziende di chiudere i bilanci e ha determinato difficoltà, per molti insuperabili, nei rapporti con il mondo bancario. Sono a rischio chiusura 92 testate, anche storiche, con la possibile perdita di oltre 4mila posti di lavoro tra giornalisti e poligrafici".

Reazioni politiche -
Il grido d'aiuto è stato accolto da tutte le forze politiche presenti alla conferenza stampa.
Per la maggioranza è stata la Lega Nord a parlare.
Roberto Mura, ex amministratore delegato della Padania ha sposato la linea di Siddi. "Ha ragione: il pluralismo non è un interesse di parte, ma un interesse pubblico".
Ovvi i commenti negativi sui tagli anche del Pd e del gruppo misto.
Vincenzo Vita, senatore democratico, ha denunciato "una manovra anche contro le agenzie di stampa, per le quali siamo passati dalle convenzioni pluriennali a quelle annuali", a suo dire causata dalla volontà del Governo di "influenzare le scelte di chi assicura l’informazione primaria".
Giuseppe Giulietti, deputato del gruppo misto e portavoce dell’associazione Articolo21, invece, tira in ballo il nuovo ministro.
"Il neo ministro Romani usi un centesimo della passione, adoperata per difendere le tv del presidente del Consiglio, per garantire il pluralismo dell’informazione. L’atto sulle tariffe postali agevolate va firmato immediatamente".

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    06 Ottobre 2010 - 13:01

    peccato che ho visto solo ora la sua risposta al mio post.Debbo informarla a tale proposito su due cose: 1-la mia pensione è più che meritata essendo uno dei pochi che per averla ha versato alla sua cassa previdenziale CPS, somme consistenti,senza furbate dei soliti arraffapopolo che versavano negli ultimi 5 anni il massimo per ottenere il massimo.Non entro nei particolari altrimenti mi servirebbe un libro per farle capire certe cose. Bastipensare che se io avessi versato ad una assicurazione privata quello che ho versato alla CPS, sarei indorato.A parte che,la mia pensione è falcidiata di tasse e divisa a metà come un coc0mero. Ho 2 figli ancora a carico,precari e chissà se essi avranno una pensione un domani.A latere le voglio dire che la sorte dei giovani mi sta tremendamente a cuore,è una mia idea fissa, non so cosa farei per garantirgli un futuro.La loro sorte suscita in me commozione e lacrime.Mi creda. Penso però a tutti i soldi dilapidati da uno stato improvvido ed incapace .

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  • degrel0

    06 Ottobre 2010 - 12:12

    a furia di leggerci hai acquisito maturità!

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  • fonty

    fonty

    06 Ottobre 2010 - 12:12

    Perchè lo stato deve sovvenzionare e mantenere tutta questa pletora di carta stampata che a parte un certo numero di giornali, nessuno legge e serve solo ad ottenere finanziamenti a gogò che ricordo, paghiamo tutti noi con le tasse ? Il provvedimento del governo mi sembra sensato in questo periodo di vacche magre, anche se tardivo e il Sig. Siddi, con la sua FNSI molto schierata da una parte, se ne faccia una ragione e non stia sempre a rompere le pelotas, se vuole mantenere in piedi tutto l'inutile carrozzone, se lo paghi lui. Oltretutto, così si ha un beneficio ecologico risparmiando tonnellate di carta inutile.

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  • robe

    06 Ottobre 2010 - 10:10

    Sono ovviamente d' accordo su uno Stato che debba alleviare la disoccupazione, ma il mantenere in piedi una miriade di giornaletti di partito o addirittura corrente, con posti di lavoro riservati a raccomandati o peggio, che nessuno legge, non mi sembra il modo migliore.

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