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Federalismo, ok dal Cdm

Approvato il decreto legislativo tra le perplessità dei governatori. Bossi:"Elezioni abbastanza lontane"

Federalismo, ok dal Cdm
Il consiglio dei ministri ha detto 'sì' allo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale di regione e province e sui costi standard per la sanità. Un incontro lampo di solo mezz'ora. Il provvedimento dovrà ora essere esaminato dalla conferenza unificata e dalle commissioni parlamentari. Poi tornerà in consiglio.

"Oggi è una giornata molto importante per l’Italia" ha dichiarato il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "È stato scelto un federalismo avanzato ma moderato e solidale. E questa è stata una scelta importante, perchè consente al Nord, al Centro, al Sud, alla maggioranza e anche a parte dell’opposizione, di riconoscersi in questo provvedimento”. Secondo il ministro delle Riforme Umberto Bossi, l'approvazione è "un buon segno per il prosieguo della legislatura".

Il decreto approvato ha riunito tre punti che erano stati pensati, inizialmente, in modo separto: costi standard della sanità, autonomia impositiva delle regioni e del fisco provinciale. Novità importante delle ultime settimane è la possibilità, per le amministrazioni regionali di azzerare l'Irap e di aumentare l'Irpef con una gradualità che va dallo 1,4% nel 2013 al 3% nel 2015. "L'incremento - ha precisato Calderoli - non potrà essere applicato ai primi due scaglioni". Una parte dell'accisa sulla benzina passerà alle province e verrà creato un fondo di solidarietà tra regioni finanziato con l'Iva.
Il consiglio aveva già dato il via libera ad alcuni decreti attuativi del federalismo fiscale come Roma Capitale, il federalismo demaniale e il fisco municipale. Su quest'ultimo punto era previsto un parere da parte della conferenza unificata oggi pomeriggio. Dopo la riunione di ieri tra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e i vertici dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) è stato però deciso di spostare la discussione alla settimana prossima.

Se la maggioranza esulta per il risultato ottenuto in Cdm, le Regioni non prendono bene questa improvvisa accelerazione sul Federalismo che, nei piani del Governo, dovrà essere approvato entro marzo.
Si fa portavoce delle perplessità dei Governatori Vasco Errani, presidente dell'Emilia Romagna, nonché presidente della Conferenza degli enti locali.
"Non abbiamo nessun problema ad andare avanti sul federalismo, nessun problema ad arrivare al più presto all’assetto previsto dalla legge 42, ma vogliamo farlo sicuri che questo rappresenti quel passo avanti che tutti auspichiamo per i nostri cittadini e i nostri territori. Invece al momento dell'approvazione in Cdm ci sono ancora nodi non risolti e che noi consideriamo decisivi, come la definizione dei Lea e dei Lep, la seconda gamba essenziale dopo i costi standard. Inoltre bisogna vedere come si concilia il federalismo con la manovra finanziaria; se i trasferimenti non ci sono, è chiaro che il decreto non funziona. E anche il ministro Calderoli sa bene che le cose che diciamo sono la realtà".
Più morbido il giudizio di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia.
"Il passaggio in Consiglio dei ministri dei primi decreti sul federalismo regionale è certamente un fatto significativo e importante. Il testo presentato si avvale del buon lavoro fatto in settimana tra Governo e Regioni, che lo ha reso molto più coerente, anche se è avremmo preferito poter sviluppare, prima di questa approvazione in CdM, un confronto anche sui costi standard".

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Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    09 Ottobre 2010 - 19:07

    Scusa ma non ho capito come vuol essere illuminato. Forse con il cerino ? saluti.

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  • dubhe2003

    07 Ottobre 2010 - 21:09

    ....finora tutto bene.Le Regioni potranno così mettersi in competizione fra loro e cercare di amministrare al meglio il denaro pubblico,appropriandosi del giusto orgoglio regionale;gli elettori sapranno se hanno fatto bene oppure no,ad eleggere il proprio governatore e nessuna scusa sarà accettata.Una cosa a mio parere non va affatto,lasciare le province intatte,contrariamente al programma governativo.Si poteva almeno cominciare a togliere le più piccole e poi gradualmente le più grandi per non lascire sul lastrico così di botto,tutto il personale che ivi lavora.Questo è l'inizio,sperando che nel tempo non avvengano ripensamenti.

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  • robe

    07 Ottobre 2010 - 18:06

    Mi sembra una risposta approssimata e ottimistica, anzi, una non risposta. Boeri e' un pallonaro in quanto comunista (come me, d'altra parte basta per lei non votare PDL o Lega per esserlo ) , e' un problema tra qualche anno, io ho detto 2012, manca poco, ci pensa il sor Giulio! Non le sembra che il serio quesito da me posto, senza malizia, rimanga totalmente appeso? Certo, vi invidio, e' facile vivere fidandosi totalmente di qualcuno. Una volta si diceva Mussolini ha sempre ragione, ma e' finita male!

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  • piccioncino

    07 Ottobre 2010 - 15:03

    Mr. Robe, a parte che sulla serietà e sulla capacità professionale (nonostante gli strabilianti titoli accademici...) di Boeri, nutro qualche fondato dubbio (basti pensare che l'esimio economista non aveva minimamente previsto..il verificarsi della recente enorme crisi finanziaria internazionale.....), le consiglio di tranquillizzarsi, perchè il sor Giulio (che invece aveva ampiamente previsto tutto....) non è il primo arrivato e, se del caso, comunicherà (e adotterà) tempestivamente le decisioni economico-finanziarie pertinenti....

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