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Sì alla finanziaria. Tremonti: "Ora sviluppo"

Bossi: "Massima fiducia al ministro, è il nostro Bismarck". Ma Galan ribatte: "E' una tragedia, non ci sono soldi"

Sì alla finanziaria. Tremonti: "Ora sviluppo"
Il giorno è di quelli campali. Dopo aver contenuto gli effetti della crisi e stabilizzato la situazione finanziaria italiana, il governo è pronto a varare la fase dello sviluppo.
Ad affermarlo è stato quest'oggi il ministro delle finanze Giulio Tremonti, il quale ha convocato una conferenza stampa per illustrare l'approvazione della Legge di Stabilità da parte del Consiglio dei Ministri.
"Da oggi avviamo la fase di sviluppo - ha esordito Tremonti -. Non potevamo farlo prima, perchè prima andava approvato il ddl di stabilità, come è avvenuto in tutta Europa. In Consiglio dei ministri c'è stata una discussione estremamente responsabile, e una unanime condivisione delle opportunità e dalle difficoltà che derivano dalla finanza pubblica di un grande paese in una fase critica".
Non è così ottimista il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan che, a margine dell'incontro con il collega francese Le Marie, ha commentato: "È una tragedia. Il problema è che non ci sono soldi".

Fase di sviluppo - Strano parlare di fase di sviluppo e di condivisione dopo che tre ministri come Sandro Bondi (cultura), Maria Stella Gelmini (istruzione) e Stefania Prestigiacomo (ambiente) hanno protestato in modo eclatante per ricevere più risorse o, per dirla alla Bondi, maggiori defiscalizzazioni per gli enti culturali. Polemiche dribblate dal titolare di via XX Settembre, il quale invece parla di una "una discussione responsabile con un’unanime condivisione delle difficoltà che derivano dalla finanza pubblica". Oltre a minimizzare le tensioni interne all'esecutivo, Tremonti rilancia dettando la sua agenda.
"Il nucleare, la pubblica amministrazione, il Sud, la tematica dei rapporti sociali fino alla riforma fiscale. Ecco i punti su cui ci impegneremo a partire da mercoledì prossimo, quando inizieremo a lavorare per preparare un ddl delega di riforma fiscale. Nell’attuale sistema esistono 242 regimi di esenzioni, questo significa che l'eccezione è la regola. Un esercizio da fare è vedere se quella cumulazione ha ancora un senso; noi lo discuteremo con le forze sociali ed economiche".
Immancabile anche l'accenno all'Università, la cui riforma è stata giusto ieri bloccata per mancanza di fondi per l'assunzione di 9 mila ricercatori precari nei prossimi 6 anni (per un esborso di oltre 2 miliardi di euro, 900 milioni nell'anno 2010/11).
"L’università è la prima delle voci che il governo ha intenzione di finanziare a fine anno col milleproroghe. Restano i tagli lineari del 10% previsti dalla manovra di luglio, ma il nostro impegno è mettere quanti più soldi e fondi possibili per gli Atenei e gli ammortizzatori".

Legge di Stabilità - Come lo scorso anno, anche in questo 2010 la relazione finanziria è stata puramente tabellare, senza modifiche rispetto a quanto fatto a luglio con la manovra correttiva. Approvata in CdM, ora la Legge di Stabilità approderà nelle Aule del Parlamento, dove la maggioranza porrà la Questione di Fiducia.
Spetterà comunque all'Ecofin, ha aggiunto il ministro Tremonti, "dire se il nostro piano e sufficiente, sufficientemente ambizioso e adatto alle prospettive di un grande Paese come il nostro: faremo delle proposte e aspetteremo delle risposte".

Bossi esalta Tremonti - A sposare per primo la linea del ministro dell'economia è il Senatur Umberto Bossi.
"Tremonti è un cancelliere di ferro, una specie di Bismarck. I soldi per l’università si troveranno. Abbiamo massima fiducia in Tremonti".

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Commenti all'articolo

  • piccioncino

    18 Ottobre 2010 - 16:04

    Lo so cari compagni Omarfrank e PI.Bo. che la verità non la digerite..Ma, resta comunque.. la verità sacrosanta...Proprio tante di quelle cose che dite voi dipendono (direttamente o indirettamente) da un'opposizione cieca, faziosa, arrogante, incompetente, che comunque governava, anche direttamente in moltissime realtà (Regioni, ASL, Enti locali, Università ecc) applicando logiche (salvo qualche rara eccezione parziale) marcatamente dispendiose (a babbo morto) e smaccatamente di sottopotere clientelare. Comunque, la principale causa dell'involuzione italica, che coincide esattamente con l'affermarsi della crescita del contropotere sinistro (piazza, sindacati, coop, università, cultura, istituzioni varie ecc) è soprattutto il tipo incivile di opposizione (ideologica-distruttiva..del tanto peggio/tanto meglio..) che ha provocato (come aveva anticipato nel '51 l'eccelso Costantino Mortati) all'implosione del sistema democratico...

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  • pi.bo42

    18 Ottobre 2010 - 14:02

    Solo una riflessione: lei non sa più che pesci pigliare e tira fuori una disanima storica confusa e campata su una propaganda anti-sinistra che persino Berlusconi ormai ha abbandonato! Scusi la franchezza, ma , per me , la storia è descrizione di fatti e non di opinioni di parte. Non insista, su questo livello di discussione, non mi convincerà mai. Sempre con stima. Saluti.

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  • omarfrankfurt

    18 Ottobre 2010 - 13:01

    Colpa delle sinistre massimaliste ... Dunque tra le cause della pressione fiscale in Italia c'è anch la colpa dei marxisti che l'hanno fatta da padroni. Senza andare mai al governo! Le tangenti che hanno rovinato l'economia del paese? Gli appalti in mano alla mafia? Gli enti gestiti da politici trombati ed inadeguati? Le baby-pensioni? I falsi invalidi? Le migliaia di impiegati pubblici assunti per clientelismo soprattutto al sud? Queste non sono cause più che buone per giustificare una tale pressione fiscale? Dimentica la DC che ha governato 40 anni? Le sue analisi risultano assai soggettive, sommarie, inesatte e faziose oltre ogni limite

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  • piccioncino

    18 Ottobre 2010 - 11:11

    Caro Pi.Bo., in Italia, più che altrove, il potere politico si è svolto su due binari: uno formalmente istituzionale (apparente), l'altro, sovente più forte e radicato, (di fatto). Nel primo periodo del dopoguerra (a sua volta distinguibile in due sottoperiodi decennali di modulazione di coerenza e di efficacia) dal '48 al '68, sostanzialmente, il potere giuridico formale istituzionale (di maggioranza), ha (sia pur con le diverse modulazioni decennali) esercitato efficacemente il potere, lasciando alla minoranza comunista (salvo lo smaccato dominio nella cultura ed altro..) un ruolo effettivo di opposizione. Nel periodo successivo (salvo le varianti peculiari, post '94), il ruolo aggressivo (sovente violento), fortemente capillare, penetrante (nell'economia, società, istituzioni ecc) dell'opposizione comunista ha sopravanzato le capacità e la forza della maggioranza (impavida e melliflua), imponendo prepotentemente le proprie (nefaste) posizioni...che hanno mandato a remengo il Paese.

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