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La maggioranza inciampa al Senato sul Dfp

Bocciato per un voto un emendamento della Poli Bortone. Seduta rimandata. Gasparri: "Solo un rinvio tecnico"

La maggioranza inciampa al Senato sul Dfp
La maggioranza scricchiola non solo in televisione tra talk-show e telegiornali, ma anche tra i banchi di Palazzo Madama.
Quest'oggi, infatti, la maggioranza ha rischiato di andare sotto su un emendamento al Dfp in aula al Senato proposto da Adriana Poli Bortone (senatrice ex Mpa vicina al gruppo "Io Sud").
L'emendamento al documento programmatico dell'economia riguardava il credito d’imposta, le misure fiscali a favore della famiglia, dell’assunzione di giovani e delle imprese del Sud.
Alla fine la votazione si è conclusa con un pareggio: 126 voti a favore, 126 contrari e 1 astenuto. Visto che al Senato l'astensione equivale a un voto contrario, è stato proprio questo voto a essere determinante.
Il margine della maggioranza era talmente risicato che il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha chiesto due interruzioni di una decina di minuti, prima che il presidente Renato Schifani decidesse di rinviare la discussione a martedì 19 ottobre.

Reazioni - "L'immagine è quella di una maggioranza parolaia, inutile, che annaspa e non tiene fede alle promesse fatte - ha attaccato la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro -. La maggioranza è in difficoltà numerica e anche politica. Si stanno esaminando 4 questioni oggetto di emendamenti al Dfp firmati da noi e da Poli Bortone che riguardano il rilancio del sud. Su tutto questo la maggioranza annaspa dopo anni di promesse vuote e di chiacchiere. Si prendono 10 minuti di tempo non per ragionare su quei punti ma per recuperare i senatori per il prossimo voto".
Minimizzano la questione Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello (Pdl), che in una nota congiunta motivano la sospensione dei lavori con la necessità di un accordo tecnico-politico.
"La richiesta di sospensione dei lavori del Senato da parte del gruppo di Futuro e Libertà ha consentito di perfezionare un accordo in virtù del quale un emendamento della senatrice Poli Bortone è stato unificato al dispositivo della risoluzione presentata dal senatore Pistorio sulla medesima materia, sulla quale la maggioranza ha confermato il suo parere favorevole".

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Commenti all'articolo

  • piccioncino

    16 Ottobre 2010 - 09:09

    Da quello che io so, mi risulta un errore nell'articolo giornalistico..La mitica Poli Bertone (a suo tempo uscita dal popolo della libertà, perchè mi risulterebbe fosse stata osteggiata da Fini, su una sua presunta aspettativa ministeriale), stranamente.. (..è una specie di sindrome di Stoccolma..che ha colpito vari modesti personaggi della destra -tra cui il sor Bocchino, ec.- che poi sono diventati fanatici seguaci del persecutore..Boh!!) è andata ad aggregarsi al neo gruppo senatoriale finiano, proprio con l'intento di dargli il componente decisivo per raggiungere il numero minimo (10) di senatori, per quindi poter diventare gruppo autonomo (con tutti i dispendiosi vantaggi/trappole annessi e connessi). Ora...si spertica a tutto spiano...per ottenere massicce elargizioni assistenzialiste..a babbo morto per il Sud (tra l'altro,estremamente deleterie..in primo luogo proprio per loro, perchè, nei fatti, frenanti e distorceti lo sviluppo....)

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  • robe

    15 Ottobre 2010 - 17:05

    Ma perche' non lo fa? Ponetevi la domana e datevi una risposta.

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  • MicheleAmenta

    15 Ottobre 2010 - 16:04

    Come ampiamente previsto, i Finiani....pardon Bocchiniani, Fini non è il capo ...come la casa di Montecarlo....non si sà di chi è. Purtroppo tutto và come da copione. I Finiani tengono il governo in ostaggio con continui ricatti che servono ad ottenere sempre più favoritismi e finanziamenti, che altrimenti non avrebbero potuto ottenere. Chiuso nell'angolo e messo alle corde, Berlusconi deve continuare a subire, per non chiedere le elezioni, i comunisti e finiani cambierebbero subito l'accusa in " Berlusconi chiede le elezioni perchè non è in grado di governare" non diranno mai che il governo cade per colpa loro. Falsi comunisti e falsi fascisti non sono altro che affaristi.

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  • piccioncino

    15 Ottobre 2010 - 08:08

    Con lo smarcamento di Gianfrego (seguito dai suoi accoliti opportunisti e menefreghisti, prevalentemente del sud clientelare), si è riaperta la guerra per l'uso indiscriminato delle risorse verso in Sud (di solito,per finalità improprie, diseducative, controproducenti, arraffanti, frenanti lo sviluppo, incentivanti la criminalità). Questi vili cialtroni sono i peggiori nemici del sud, perchè così facendo, anzichè favorire l'animus operandi delle forze sane e fattive, la trasparenza, la competitività e lo sviluppo, favoriscono obliquamente solo gli sprechi, gli accaparramenti da parte delle peggiori clientele, l'immondezaio, le frustazioni nelle genti fattive e perbene. In tal modo trascinando tutto il Paese nella melma della miseria e del sottosviluppo. Ma. cosa aspettiamo a mandarli a ca....re!!!

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