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Lettere minatorie al ministro Alfano

Intimidazione al Guardasigilli, per l'intenzione di dare un giro di vite al carcere duro per i mafiosi

Lettere minatorie al ministro Alfano
Dopo Bersani, Totaro e Bocchino, oggi è trapelata la notizia che anche il Guardasigilli Angelino Alfano ha ricevuto la scorsa settimana una minaccia di morte.
Il Ministro della Giustizia, infatti, ha ricevuto due lettere minatorie al dicastero di via Arenula, a Roma.
I contenuti della lettera, gravi e pesanti, riguarderebbero in particolare l'inasprimento del regime di carcere duro per i mafiosi.
Nel dettaglio, in una delle missive il mittente, probabilmente un detenuto, fa riferimento a una dichiarazione del Guardasigilli, pronunciata durante un convegno, secondo la quale i mafiosi "moriranno poveri in carcere".

La mano che ha scritto queste due lettere, insomma, sarebbe della criminalità organizzata, come testimonia
il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati.
"Non ci fermeranno: questo governo, che passerà alla storia come l’esecutivo che ha messo in ginocchio la criminalità organizzata, continuerà a non dare tregua alle organizzazioni malavitose. Le vili minacce al ministro Alfano non sortiranno alcun effetto".

Così, dopo aver espresso la sua solidarietà nei confronti dei colleghi colpiti da questi gesti intimidatori, oggi tocca al responsabile della Giustizia incassare la vicinanza di tutto il mondo politico.
"Queste intimidazioni confermano la determinazione e l’impegno del ministro della Giustizia che, non solo con parole ma con politiche coraggiose, sta contrastando duramente la mafia, con risultati a tutti evidenti e a sostegno della legalità", ha affermato il presidente del Senato, Renato Schifani.
"Esprimo la più netta condanna per l’atto intimidatorio che ha colpito il ministro della Giustizia. Si tratta dell’ennesimo, odioso episodio che le istituzioni devono saper respingere". Queste le parole espresse da Andrea Orlando, responsabile giustizia del Partito democratico.

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Commenti all'articolo

  • paolino46

    18 Ottobre 2010 - 23:11

    Per cortesia potresti ripetere, che non abbiamo capito !!

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  • giramondo15

    18 Ottobre 2010 - 22:10

    Tu scrivi, In Germania, dal 1992 i cittadini dell’Unione, cioè i cittadini di un altro Stato membro, Europea, possono eleggere i propri rappresentanti e farsi eleggere nelle amministrazioni comunali e al Parlamento (Europeo.) (((Sig, Bruno osti ,ma no alle politiche, Perché i tedeschi non sono dei magnacci))) ----tu dici(Da altra fonte: "In Germania è in vigore dal 2005 la nuova legge sull'immigrazione.." Diritto di voto hanno solo gli immigrati che si trovano da almeno otto anni in Germania e che sono in possesso di regolare permesso di soggiorno e di lavoro)---((("Sig. Bruno osti col tuo postato, del 14/10/2010/. Te lo devo dire ad alta voce, che cazzo ne sai tu e i tuoi camerati Bersani, Bindi, il Casini, Veltroni, Aldo Cazzullo, tutti quelli che la pensano come te. Da oltre 40 anni ho vissuto in Germania , e l´anno scorso mi sono candidato al consiglio comunale, e non mi hanno mai fatto votare per le politiche. Nessuna cittadinanze per gli immigrati e nemmeno voto. Ti prego non dite più cazzate . Abbiamo tanti problemi con i posti di lavoro, e voi create ancora di più. Gli immigrati al voto( No) come in Germania. Non più ai commercianti di pelle umana!

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  • Ignorante67

    18 Ottobre 2010 - 10:10

    La tecnica ormai consolidata, se sono attaccato posso attaccare e legiferare a mio piacimento. La statuetta di Milano e l'"agguato" a BelPiero ad esempio. E non è finita da qui alle prossime elezioni chissà cosa si inventeranno....

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  • Ignorante67

    18 Ottobre 2010 - 07:07

    Vi ringrazio per avermi dato il buon umore subito il lunedei mattina.Grazie di cuore grazie.

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