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Lodo Alfano, lo scudo sarà "reiterabile"

Bocciati i due emendamenti del centrosinistra, che intanto litiga su un possibile referendum

Lodo Alfano, lo scudo sarà "reiterabile"
La Commissione Affari costituzionali del Senato ha bocciato due emendamenti al Lodo Alfano proposti dall'opposizione. Uno di questi è la non reiterabilità della sospensione dei processi per il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio. In caso di ri-elezione, entrambi potrebbero usufruire una seconda volta del Lodo. No anche alla richiesta di una maggioranza qualificata di una Camera (di due terzi, di tre quitni o assoluta) per ottenere la sospensione dei processi. Con l'attuale stato di cose, dunque, Palazzo Madama o Montecitorio potranno concedere lo stop ai dibattimenti con una maggioranza semplice.
Il Lodo Alfano tornerà in Commissione martedì pomeriggio.

Nel centrosinistra, intanto, è polemica su un possibile referendum che cancelli il Lodo. Il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani ha proposto una tornata elettorale referendaria "se in Parlamento non la spuntiamo". Poco dopo gli ha risposto il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro secondo cui "l'improvvisa folgorazione del segretario del Pd a favore di un referendum sul Lodo Alfano, che la maggioranza berlusconiana si accinge spudoratamente a varare, stupisce soprattutto per la folgorante superficialità e tardività della proposta. Se, infatti, Bersani si riferisce al 'Lodo costituzionale' attualmente in discussione al Parlamento - scrive Di Pietro in una nota ufficiale - il referendum, di tipo confermativo, è previsto dalla Costituzione ed è obbligatorio per il solo fatto che non potrà mai essere raggiunto in Parlamento il quorum di due terzi per modificare la Costituzione".

"Se, invece, Bersani si riferisce al 'Lodo Alfano', già varato e attualmente sotto esame da parte della Corte Costituzionale - insiste l'ex magistrato - sarebbe bene che qualcuno gli ricordasse che le firme necessarie per promuovere il referendum, questa volta di tipo abrogativo, sono già state raccolte questa estate dall’Italia dei Valori, ed attualmente sono al vaglio della Corte di Cassazione, mentre lui e gli altri del Pd, spaparanzati al sole, osteggiavano la nostra iniziativa".

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Commenti all'articolo

  • ego1

    22 Ottobre 2010 - 14:02

    La trovo una buona idea 1) perchè frenerebbe i partiti dall'abusare di questo strumento; 2) perchè costringerebbe i partiti, beneficiari di eccessivamente lauti compensi elettorali (vedi case associazione IDV), ad impegnare una volta tanto soldi loro se davvero tengono ad utilizzare un simile strumento per scopi non demagogici.

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  • ego1

    22 Ottobre 2010 - 13:01

    Tre punti sono per conto mio prioritari: 1) introdurre il sacrosanto principio di responsabilità anche (com'è dappertutto) per l'attività giudiziaria. 2) effettuare un efficace controllo della produttività di ogni singolo magistrato; 3) istituire un organo veramente "TERZO" che abbia la titolarità di una SERIA azione disciplinare.

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  • agostino.vaccara

    22 Ottobre 2010 - 13:01

    Questa dei referendum è una vera corbelleria. Qualsiasi deficiente che riesca a raccogliere un certo numero di firme,di pietro docet, può indire un referendum. Il problema è che la maggior parte dei referendum si concludono con il non raggiungimento del quorum. Ok: Tutto bene? Manco per niente, perchè un referendum costa allo Stato e quindi a tutti noi che paghiamo le tasse cifre esorbitanti. Si tratta di miliardi! E chi li paga? I così detti referendari, di pietro è uno di quelli che questo strumento lo usa a man bassa, se ne fregano allegramente pronti ad indirne un altro . Paghiamo noi. Ed allora cerchiamo di modificare questo strumento: chi indice un referendum dovrebbe depositare nelle casse dello stato una cifra pari a quanto lo stato spenderà. Se il referendum avrà buon esito, ok.Saranno restituite. Se invece non si raggiungesse il quorum, allora lo stato incamererà i soldi depositati in cauzione. Solo così si potrà evitare il continuo ricorso a referendum farsa!!!!

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  • Joe1957

    22 Ottobre 2010 - 10:10

    Il potere giudiziario non esiste poiché esso non riceve nessuna investitura dal popolo sovrano,e quindi non è affatto un potere; esiste invece l’ordinamento giudiziario, che dovrebbe garantire la convivenza civile dei cittadini. Dico dovrebbe perché esso è in grado di svolgere correttamente i suoi compiti solo se risponde a regole ben precise. Per esempio, esso non deve essere costituito da una casta onnipotente, senza una rigorosa distinzione fra magistratura requirente e magistratura giudicante: una distinzione che, purtroppo, è assente nel nostro Paese, e tale assenza porta a distorsioni gravissime.

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