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Letta: "Le prospettive del governo si restringono"

Il sottosegretario incontra Fini per trattare. Ma Gianfranco vuole le dimissioni di Berlusconi. Oggi vertice tra il leader di Fli e Bossi. Napolitano: "La situazione è incerta"

Letta: "Le prospettive del governo si restringono"
"Questo governo, che io rappresento pro tempore, ha prospettive molto più brevi del 2020 e in queste ultime ore sembrano restringersi non ad anni ma a periodi e misure di tempo più contenute". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si è espresso sulla crisi di maggioranza e la frattura tra Pdl e Fli, intervenendo al convegno Ericsson sul piano "Europa 2020".

Mentre i futuristi tergiversano sulla sfiducia al ministro Bondi e il premier vola a Seoul per il G20, Letta incontra il fondatore di Fli Gianfranco Fini nel tardo pomeriggio, prima del vertice odierno tra lo stesso presidente della Camera e  il Senatur Umberto Bossi. Fonti governative assicurano che l'incontro è fallito: il leader di Fli si sarebbe detto scettico sulle possibilità di dar vita a un nuovo patto di legislatura allargato all'Udc, ribadendo che le dimissioni di Berlusconi sono una condizione inderogabile. Posizione condivisa anche dal centrista Casini, che ha incontrato Fini subito dopo: "Prima Berlusconi si dimette meglio è, per il paese e per lui. L’accanimento terapeutico in questi casi non giova, anzi peggiora la situazione".

La Finanziaria
- Al pessimismo del sottosegretario si contrappone il richiamo alla responsabilità di Renato Schifani. Per la seconda carica dello Stato la maggioranza deve essere salda nell'affrontare la crisi:  "Le priorità del Paese non si affrontano con tatticismi, ma con scelte alte e trasparenti, anche nei propositi perseguiti. Nell’interesse di tutti noi, sulle logiche della divisione, deve prevalere il senso del bene comune". Vi sono quindi "passaggi parlamentari inderogabili, come la Finanziaria, che non possono minare la tenuta dell’intero sistema Paese o esporlo gravemente sul piano internazionale". Come già rimarcato dal presidente della Repubblica Napolitano l'approvazione del patto di Stabilità è necessaria per superare l'emergenza.

Napolitano - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano giunto a Padova, dove si è aperta l'Assemblea nazionale dei Comuni italiani; si è soffermato sulla situazione politica e ha invitato tutti a mantenere l'equilibrio: "In Italia c'è grande difficoltà e incertezza politica, c'è un problema di grande tensione e di molte contrapposizioni e incognite - continua il presidente - però bisogna andare avanti nell’individuazione dei problemi da affrontare e nella prospettazione di risposte e soluzioni". Infine conclude il suo intervento dicendo: "Occorre una continuità di sforzo per individuare problemi e prospettare soluzioni, perchè i problemi dell’Italia ci sono e dovrà farci i conti chiunque sarà chiamato a governare ancora o nuovamente".Tra le altre autorità arrivate per il taglio del nastro della kermesse dei sindaci, il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il segretario del Pd Pierluigi Bersani. 

Fli - Intanto il finiano Fabio Granata minaccia: "Domani se non succede nulla di nuovo, e non succederà nulla di nuovo, ritireremo la delegazione al Governo". Ai microfoni di Radio2 il deputato ironizza sul vertice Bossi-Fini: "Perché si fa questo incontro? Questo dovete chiederlo a lui (Bossi), che lo ha chiesto, io non lo so: mi avvalgo della facoltà di non rispondere, come Dell’Utri".

Pd - Il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani, intervenendo a Padova all'assemblea Anci, ha annunciato: "Abbiamo presentato la mozione di sfiducia su Bondi, ora stiamo raccogliendo le firme per quella al governo".

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  • villiam

    12 Novembre 2010 - 11:11

    ma come può un fini,una nullità chiedere le dimissioni di berlusconi?il presidente del consiglio è stato eletto dalla maggioranza degli italiani,ora fini è presidente della camera non eletto dagli italiani,è una nullità a cui il pdl ha dato quello scranno. quando l'fli avrà i voti della gente,il signor fini potrà chiedere quello che vuole,ma fino a quel momento il presidente del consiglio rimane berlusconi,se a fini,non va più bene è lui che si deve dimettere.

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  • Melzi d'Eril

    12 Novembre 2010 - 11:11

    Per la rinascita dell'Italia, per evitarne il crollo e poter vendere di nuovo i BOT, invece che un "Berlusconi bis" converrebbe un "Benito -Bettino- tris" che per il riscatto di fronte al mondo degli italiani, gli faccia fare la stessa fine degli altri due Despoti che lo precedono. A sistemare Celaduro, Trota e Cavadenti ci pensiamo dopo.

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  • fonty

    fonty

    11 Novembre 2010 - 16:04

    Complimenti vivissimi!!! Stai crescendo alla grande, direi ogni giorno di più, infatti....da capra che eri sei diventato un...caprone.

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  • fonty

    fonty

    11 Novembre 2010 - 16:04

    Sei grande sbirulino, vedremo quando ci saranno i tuoi di idoli come ci ridurranno con le pezze al culo, se ce ne saranno ancora di pezze da trovare, e non ci si potrà neanche sedere per il dolore ; che dici dell'abolizione della "no tax area" che permetteva ai non abbienti di non pagare IRPEF , tanto per far piangere i ricchi dissero gli avvoltoi amici tuoi, e del prelievo forzoso sui conti correnti fatto nottetempo da Amato&soci di sinistra, tanto per rimpinguarsi le casse e aumentarsi gli appannaggi. Quando ritorneranno (corna) ne vedrai ancora di peggio, la fantasia tassatoria di queste sanguisughe non ha limiti.

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