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Berlusconi: "Prima la finanziaria, poi la fiducia"

Napolitano d'accordo sulla scelta di dare precedenza alla legge di stabilità. Il Premier: "Poi parlerò a Senato e Camera"

Berlusconi: "Prima la finanziaria, poi la fiducia"

Silvio Berlusconi annuncia ufficialmente il suo programma per affrontare la crisi nelle prossime settimane. E ha dettato l'agenda di governo, scrivendo una nota ufficiale ai presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini. Prima di tutto bisogna approvare la Finanziaria, quindi riferirà a Palazzo Madama prima, e a Montecitorio poi, sulla situazione politica: il Premier, dunque, vuole "rendere comunicazioni presso il Senato della Repubblica sulla situazione politica - anche alla luce del preannunciato ritiro della componente di Futuro e Libertà per l’Italia dal Governo da me presieduto - immediatamente dopo la definitiva approvazione della Legge di stabilità e del bilancio dello Stato. Adempimenti, questi ultimi, la cui inderogabile necessità ai fini di una positiva stabilizzazione del nostro quadro economico e finanziario è stata da più parti, anche in modo estremamente autorevole, sottolineata". Inoltre, su queste tematiche, Berlusconi intende chiedere la fiducia: "Su tali comunicazioni - prosegue la lettera del Premier - il Governo ha intenzione di verificare il permanere del rapporto di fiducia da parte del Senato e, immediatamente dopo, da parte della Camera dei deputati".

Secondo fonti del Quirinale, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sarebbe detto d'accordo con la decisione di dare la priorità alla Finanziaria. Il Capo dello Stato ha auspicato che tutti convengano sulla precedenza alla necessaria approvazione della Legge di stabilità e del Bilancio in entrambi i rami del Parlamento.


Venerdì, mentre il presidente del Consiglio era in volo, di ritorno da Seul, in Italia il capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto dettava l'agenda della crisi di maggioranza. Per affrontarla innanzitutto si procederà con "una verifica parlamentare al Senato e poi alla Camera: si vedrà qual è l'orientamento della maggioranza di deputati e senatori".  Poi "se l’orientamento sarà favorevole al governo - continua Cicchitto - si andrà avanti. Qualora invece ci sia un atteggiamento diverso, per noi a quel punto l’unico sbocco democratico possibile è ritornare davanti al corpo elettorale".

Finanziaria - Ma prima di mettere alla prova il governo nelle aule del Parlamento, dovrà essere approvata la Finanziaria: "E' evidente che, credo da parte di tutti, per senso di responsabilità ci sia l’impegno di espletare l’iter parlamentare delle cose più significative, in primo luogo quello della Finanziaria". Tanto più in una "situazione in cui la crisi economica internazionale non è finita".


Fli e Mpa
- Dopo il fallimento della trattativa tra il Senatur Umberto Bossi e il leader di Fli Gianfranco Fini, il Pdl tenta di riprendere in mano il controllo, senza lasciare spazio a ulteriori possibilità: o Berlusconi premier o elezioni.  Ma i futuristi non ci stanno. Tutti d'accordo sull'approvazione della manovra economica, ma occorre puntare a "un governo più forte che affronti la crisi che ha il governo - una crisi di immagine forte - e che ha il Paese. Se la risposta è 'resistere, resistere, resistere', Berlusconi resterà lì, avrà la crisi e non ci sarà la svolta", spiega Della Vedova. Futuro e libertà è pronto a ritirare i suoi ministri, se il premier non lascerà la poltrona. Ai finiani si associa anche l'Mpa. "Il Movimento per le autonomie, nei tempi concordati con Fli, uscirà dal governo", annuncia il portavoce nazionale, Aurelio Misiti. Il Cavaliere da parte sua non intente dimettersi.

Le mozioni di Pdl e Pd
- L'opposizione, Pd e Idv insieme, ha presentato una mozione di sfiducia al governo alla Camera. L’hanno firmata i due capigruppo Dario Franceschini e Massimo Donadi, dopo aver informato il leader Udc, Pierferdinando Casini. Franceschini ha anche scritto al presidente della Camera Gianfranco Fini per chiedere l’immediata convocazione della conferenza dei capigruppo per la calendarizzazione della mozione. Al contrattacco, i senatori del Pdl presentano una mozione parlamentare a sostegno dell'azione del governo. Chiedono però che venga calendarizzata dopo l'approvazione della Finanziaria. "Il Senato invita il Governo a proseguire nella sua azione secondo le linee tracciate dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi", recita il testo. Primo firmatario il capogruppo Maurizio Gasparri. Martedì alle 13 si terrà la conferenza che deciderà sui tempi.
 

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    16 Novembre 2010 - 12:12

    come Berlusconi ha fatto con tutti i rottami della destra ed altri: rimasugli PSI-DC-PRI-PSDI-PLI, pensionanti, casalinghe, Mussolini, Santanché e l'ultradestra di Storace, Fiore. All'inquisito Storace ha promesso anche un sottosegretario

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  • bruno osti

    16 Novembre 2010 - 12:12

    unghiasporca, perché insisti nel non usare la carta igienica? succede che ti vedi l'unghia, ti incazzi, e spari le solite st.....

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  • bruno osti

    16 Novembre 2010 - 12:12

    povera capra ignorante: debito pubblico governo prodi 2008 1.663 --------- governo Berlusconi 02.2009 1.708; 05.2009 1.752; 10.2009 1.801; 09.2010 1.838.000.000------e io sto lavorando da 52 anni, 20 da dipendente e 32 da imprenditore. Capra!

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  • bruno osti

    16 Novembre 2010 - 11:11

    tanto per la precisione: PRAGA '68...A Roma erano rimasti solo alcuni membri della Direzione del Pci, compreso Giorgio Napolitano. In contatto telefonico con Longo a Mosca, il 21 agosto essi emisero il primo comunicato del Pci in cui veniva espresso un «grave dissenso» rispetto all'intervento, definito «ingiustificato», e dichiararono la propria solidarietà con la politica di rinnovamento intrapresa dal Pcc...Il 23 agosto tutti i membri della dirigenza del Pci tornarono a Roma. Nella riunione della Direzione alcuni membri espressero un giudizio critico senza precedenti verso le azioni del Pcus.-----Il PDR è stato eletto dal Parlamento regolare, come regolari sono state le elezioni controllate dal vostro Pisanu, riconosciute regolare dal successivo riconteggio. Se il PDC rispettasse le regole, non ci sarebbero i dovuti richami

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