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Il Cav spinge Fini: "Faccia un passo indietro"

Berlusconi ottimista: "Ci sarà la maggioranza". Colpi a Gianfranco e Montezemolo: "Facile parlare"

Il Cav spinge Fini: "Faccia un passo indietro"
Il Cavaliere non pensa nemmeno a fare un passo indietro. "Semmai dovrebbe farlo qualcun altro, il presidente della Camera per primo", ha risposto Silvio Berlusconi ai giornalisi a Palazzo Chigi. Il premier ha parlato della crisi a 360°, professando ottimismo non senza però rilevare le insidie del voto di fiducia del 14 dicembre. "Avremo una buona maggioranza sia alla Camera che al Senato. Se però non avrò la maggioranza sufficiente per fare le riforme, salirò al Colle". Per rassegnare le dimissioni, naturalmente. Nella maggioranza, non include l'Udc. "Quota 314? Mi vengono attribuite tante cose. Non se ne può più di questa disinformazione", citando il battibecco tra il presidente francese Sarkozy e un giornalista. Il Cavaliere, però, non si sente all'angolo: "L'ultimo sondaggio -ricorda - mi dà ancora al 54,6% di apprezzamento da parte dei nostri elettori. Credo che noi avremo una buona maggioranza e devo continuare a governare".

Fini si dimetta - Il premier invita  Fini a tornare sui suoi passi: "Faccia un passo indietro. Dovrebbe essere super partes, e invece è stato parte in maniera assoluta, arrivando addirittura a dare vita a un nuovo partito politico, fondato non su valori e programmi diversi dalla maggioranza ma solo sulla sua figura di leader". Molti hanno parlato di richiesta di dimissioni, ma il sottosegretario Paolo Bonaiuti precisa: "L'invito a fare il passo indietro riguardava, con ogni evidenza, la posizione politica e le indicazioni, anche odierne, di alcuni esponenti di Futuro e Libertà di votare la sfiducia al governo, nonché l'ennesima richiesta di dimissioni del presidente Berlusconi, fatti che contrastano con la conclamata volontà degli elettori".

Udc, occasione persa - Nel momento in cui Futuro e Libertà si è defilato dal governo, ha spiegato Silvio,"l'Udc ha perso un’enorme occasione. In un momento di crisi globale, quando era importante continuare con un governo solido e con tre anni di legislatura, c'era l’occasione di appoggiare il governo dall’esterno". Un gesto che secondo il Cavaliere va fatto "per gli italiani". 

La chiusura di Cesa
- "Ringraziamo Berlusconi per i consigli che ci ha dato, ma sono troppo interessati per risultare credibili. pensi lui all'interesse del Paese e non perda un'occasione storica: si dimetta e apra una fase politica nuova". Così Lorenzo Cesa, che ha replicato alle parole del presidente del Consiglio chiudendo ogni possibilità di collaborazione.

Stoccata a Montezemolo - Non è poi mancata una battuta su Montezemolo. "Parlare è facile, fare i fatti è più difficile. Gli altri parlano, noi facciamo i fatti. Ho sentito in questi giorni alcune affermazioni circa il fatto che l’Italia non riesce ad aumentare il Pil al pari di alcuni grandi Paesi europei. Si dimentica che noi abbiamo ricevuto eredità pesanti dai governi precedenti, addirittura drammatiche, tragiche, e che non possono essere risolte con la bacchetta magica". Questa le replica a chi gli ha chiesto un parere sull'impegno di Luca Cordero di Montezemolo con la fondazione "Italia Futura".

Niente bacchetta magica - Sulla crisi economica, Berlusconi enon esclude una manovra correttiva come richiesto dall'Unione europea ("Questo appartiene al futuro e ne parliamo quando capiterà, se capiterà") anche perché "Non abbiamo la bacchetta magica".


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Commenti all'articolo

  • virgillito

    06 Dicembre 2010 - 00:12

    Finiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

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  • atreyus

    05 Dicembre 2010 - 17:05

    ha ragione il presidente del consiglio! l'inquilino del colle ,che tutti definiscono super partes e che cerca di sembrare ed essere, ha forse ripreso l'ex aennino, a ragione della carica che ancora ricopre (indegnamente),a fare guerra alla coalizione che gli ha regalato tanto scranno? Dio glielo ha dato e guai a chi glielo toglie. atreyus

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  • lino1234

    04 Dicembre 2010 - 16:04

    Ora si renderà urgente modificare la costituzione italiana. La sovranità popolare, manifestata con il voto, non è più sufficiente a garantire la governabilità a coloro che vengono eletti. La modifica dovrà prevedere che se IL PRESIDENTE DELLA CAMERA decide che il governo non va più bene, perché diretto da un personaggio non gradito allo stesso PRESIDENTE DELLA CAMERA, egli potrà presentare, A SE STESSO, una MOZIONE DI SFIDUCIA del governo in carica. A meno che, poi, lo stesso PRESIDENTE della camera non respinga la proposta da lui stesso presentata. Altroché comiche finali. qui siamo in una situazione , a dir poco ESILARANTE. Perchè i custodi della costituzione taciono ? Gli elettori non avrebbero diritto almeno ad una spiegazione ?. Lino

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  • piccioncino

    25 Novembre 2010 - 17:05

    Che ganzo Mr. Corux..Dopo aver balbettato un'analisi politica falsa e stereotipata, volta a menare il can per l'aia, ma ovviamente con il subdolo intento di screditare (senza apparenti logiche motivazioni.., anzi per contradditorie, capziose ragioni..) il Berlusca,..causa dell'attuale vaga confusione nel centro-destra,.. finisce infine in gloria..(pardon...in vacca..), dichiarando che, alla fine dei sudati salmi,.. costui voterà per...Gianfrego ..(sic!!)...

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