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Il Pd in piazza, Bersani critica ma non ha futuro

L'opposizione manifesta a Roma ma punta solo sull'antiberlusconismo: "Dice solo balle"

Il Pd in piazza, Bersani critica ma non ha futuro
Il Partito democratico tenta la sua ultima carta prima del 14 dicembre, e cerca di riempire la piazza. Così raduna il suo pubblico a Roma per un corteo con cui vuole chiedere al Governo di andarsene. Sono due i rami della manifestazione, che poi convoglierà in piazza San Giovanni in Laterano per il comizio del segretario Pier Luigi Bersani: uno parte da Piazza della Repubblica, l'altro da Piazzale dei Partigiani. In migliaia sfilano con bandiere e striscioni, ma davanti a tutti ci sono i "soliti noti": Massimo D’Alema, Dario Franceschini, Piero Fassino, l’ex segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. Ci sono anche i sindaci di Firenze e Napoli, Matteo Renzi e Rosa Russo Jervolino. Sul palco il segretario Pier Luigi Bersani, come sempre, attacca Berlusconi e i suoi fedelissimi, ma propone poche idee costruttive e del proprio sacco. Il suo intervento inizia così: "Fatemelo dire adesso. Ce l’abbiamo la patente per fare l’opposizione, perbacco! Non abbiamo bisogno di maestri che ci tirino la giacca tutti i giorni, credo che lo si sia visto"


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Ore 17:30. Si chiude così l'intervento di Pier Luigi Bersani. Sventolano le bandiere del Pd, mentre in sottofondo suona "Cambierà" di Neffa. Evidentemente il riferimento del titolo non è ai temi dei suoi discorsi. Come sempre l'opposizione italiana risorge a partire dal berlusconismo.

Ore 17:30.
Il segretario del Pd cita - non poteva farne a meno - la trasmissione Rai "Vieni via con me". Il segretario dice: "Anch’io ho il mio sogno, il sogno di un Partito, il Partito Democratico, che possa finalmente dire all’Italia, parafrasando una bella canzone e una grande trasmissione televisiva: 'Vieni via, vieni via di qui, vieni via con me'. Vieni via da questi anni, da queste umiliazioni, da questa indignazione, da questa tristezza. C'è del nuovo davanti, c'è un futuro da afferrare assieme, l’Italia e noi".

Ore 17:25. "Bisogna semplificare e rendere efficiente il Parlamento e la forma di Governo, ridurre il numero dei parlamentari, fare una legge elettorale seria, fare un federalismo responsabile e congeniato per unire. Bisogna cancellare le leggi speciali e della cricca", dice.

Ore 17:17. Bersani propone due sfide essenziali: "La prima è una riforma repubblicana per rafforzare la Costituzione più bella del mondo modernizzando istituzioni e regole. La seconda è un'alleanza per la crescita e per il lavoro".

Ore 17:15.
"Occorrono leggi per le donne nei ruoli di responsabilità, leggi contro l'omofobia. I bambini nati in Italia, anche se figlio di immigrati, sono italiani. Questo è il Paese che vogliamo noi", dice. Ma secondo lui è essenziale una riforma fiscale, per fare in modo che l'Italia non sia più "il paradiso dei condoni".

Ore 17:13.
"Quando dico che non metterò il mio nome sul simbolo è perché non vogliamo creare passione per una persona ma vogliamo creare passione per la Repubblica", incita Bersani.

Ore 17:11.
"Noi vogliamo una riscossa italiana in Europa, noi vogliamo l'Europa di Romano Prodi": Bersani incensa se stesso, il suo partito e i suoi fedelissimi.

Ore 17:07.
"Noi non ci arrendiamo al declino dell'Italia, dobbiamo preparare giorni migliori per le nuove generazioni", prosegue Bersani.

Ore 17:04.
Sulla crisi di governo "Berlusconi fa la vittima", accusa Bersani. "Non deve trascinare l'Italia nel suo fallimento", aggiunge".

Ore 17:02.
Ora Bersani parla di università e scuola: "Voi - si riferisce all'esecutivo - avete mandato i ricercatori sui tetti a manifestare. Con la riforma dell'università si riduce l'offerta formativa". Dalla Gelmini, tuona il segretario del Pd, "aspettiamo ancora i voti".

Ore 16:59.
"Tagli disastrosi alla scuola, all'università, alle politiche sociali, alla cultura", dice Bersani. "L'Italia ha la crescita più bassa e il debito più alto d'Europa".

Ore 16:57.
"Da Berlusconi e dal Governo un sacco di balle buone solo per i telegiornali", prosegue. Poi il segretario dice: "Noi abbiamo sempre riparato i vostri disastri".

Ore 16:55.
Bersani continua ad attaccare Berlusconi: "Ha disarmato il Paese sacrificandolo alla sua propaganda".

Ore 16:50.
Bersani ha interrotto all'improvviso il suo comizio, le telecamere delle tv che mandano in diretta il comizio hanno inquadrato le prime file oltre le transenne. Uno spettatore si sarebbe sentito male ed è stato prontamente soccorso dal personale medico. Dopo un minuto circa, il segretario ha ripreso il suo intervento.

Ore 16:49.
Bersani saluta e chiede un applauso per Prodi e Ciampi.

Ore 16:46. "
Il bilancio di questi sedici anni è disastroso, l'Italia non è migliorata in niente", dice il segretario del Pd riferendosi agli anni di berlusconismo. "Se si parla dell’Italia e del suo futuro, si deve essere disposti a scelte coraggiose. Queste scelte toccano anche a noi, al Pd, senza il quale nessun cambiamento è possibile. Per noi questo non è solo un orgoglio: è una responsabilità".

Ore 16:43.
"Si è cercata la compravendita di deputati a quattro giorni dalla fiducia con pratiche che fanno arrossire l'Italia davanti alle altre democrazie", dice Bersani. Poi, da capo ultrà, fa partire il coro "vergogna, vergogna".

Ore 16:40.
"Ci siamo sempre ritenuti un partito momentaneamente all'opposizione", scandisce Bersani, che poi si auto-elogia: "Siamo stati i primi a notare la crisi".

Ore 16:36.
Più che la manifestazione del Pd è la festa dell'antiberlusconismo. Il segretario del Pd raccoglie un'ovazione quando dice: "L'Italia deve togliersi il berlusconismo dalle vene".

Ore 16:34.
E' iniziato il comizio di Pier Luigi Bersani, la folla lo acclama. Lo precede l'esecuzione dell'Inno Nazionale. Le sue prime parole sono: "Qui c'è l'Italia di domani". E' il ritornello della giornata. Poi urla: "Non si può andare avanti così, ci vuole un cambio di passo: Berlusconi deve andare a casa".

Ore 16:12.
Per quelli che attendono a San Giovanni è in corso un concerto con Roy Paci, Nina Zilli, Neffa e Fiorella Mannoia.

Ore 16:00.
Il programma procede, ma c'è qualche piccolo ritardo sulla tabella di marcia: il comizio di Bersani slitta alle ore 16:30.

Ore 15:45.
San Giovanni si va riempiendo in attesa del comizio di Bersani. Non c'è il pienone che gli organizzatori si auguravano, ma ancora non ci sono cifre ufficiali.

Ore 15:30.
"Questo di oggi è il cartellino giallo per il governo. Il cartellino rosso arriverà martedì 14 dicembre": lo ha affermato Rosy Bindi, arrivando in piazza San Giovanni.

Ore 15:15.
"Oggi diamo un messaggio: la politica può essere pulita, fatta di partecipazione, di gente generosa che vuole dare il suo contributo in un momento nel quale la politica sembra essere solo corruzione. Berlusconi può comprare tutto quello che gli pare, ma questa piazza, questa gente, non la compra". Lo ha detto Enrico Letta, intervistato durante il corteo romano.

Ore 15:04.
Presente all'appello anche
Oliviero Diliberto, portavoce della Federazione della sinistra. "Questa è la piazza del Pd. Noi siamo qui per portare un saluto e per creare unitariamente un’alternativa a Berlusconi", ha detto Diliberto.

Ore 14:58.
Alla manifestazione partecipano anche Gugliemo Epipfani e Susanna Camusso, rispettivamente ex ed attuale segretario della Cgil.

Ore 14:50.
La testa del corteo partito da piazza della Repubblica è già arrivata a piazza San Giovanni. Il segretario Bersani ha un'ora di tempo per preparare il suo discorso previsto per le 16.

Ore 14:30.
Altre dichiarazioni dalla piazza. Massimo D'Alema: "Quella di oggi è una grande manifestazione di popolo, che dimostra che la nostra volontà di cambiare non è solo quella di un gruppo dirigente isolato". Dario Franceschini: "Qui c'è tanta gente che vuole voltare pagina e spera che martedì arrivi una primavera con qualche mese di anticipo".

Ore 14:20.
Giungono altre dichiarazioni degli esponenti del Pd. Walter Veltroni: "Il corteo di oggi è la testimonianza del fatto che l’opinione pubblica più avvertita è consapevole che questo è un passaggio molto difficile, persino drammatico della vita nazionale". Anna Finocchiaro: "C'è un clima torbido, inquietante. Non è un buon clima e non siamo stati di certo noi a renderlo torbido. Anzi, questa   manifestazione rappresenta una schiarita". Rosy Bindi: "Vediamo un pò se Berlusconi riesce  a comprare tutta questa gente. Questa è gente che non si compra e a   noi questo basta".

Ore 14:10.
Il corteo partito da piazza della Repubblica sta marciando - sulle note di "Bella ciao" - a passo svelto verso San Giovanni. Alla guida c'è il segretario Pier Luigi Bersani, che afferma: "Guardate quanti giovani, questa è l'Italia di domani. Noi siamo il dopo Berlusconi, il 14 dicembre è una tappa del cammino del dopo Berlusconi".

Ore 14:00. Sono partiti entrambi i cortei.

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Commenti all'articolo

  • gicchio38

    13 Dicembre 2010 - 18:06

    INVECE CE LO HA UN FUTURO ED E' QUESTO. SI PROCURI UNA ZAPPA DI OLTRE VENTI CHILI, SI DIA ALLA AGRICOLTURA ED E' IL SOLO FUTURO PER LUI. PURTROPPO NON SA FARE ALTRO. PRODUCA RAPE E BROCCOLI.

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  • fonty

    fonty

    13 Dicembre 2010 - 16:04

    Mi vorresti di grazia anticipare, così se non ti è di troppo disturbo (cerebrale) le riforme che farà la tua beneamata sinistra quando nel 2011(?) andrà al potere ? Come farà a sostenere la CIG per tutti, a sistemare stabilmente 250.000 precari, a dare l'assistenza sanitaria gratuita a cani e porci, pardon volevo dire a Italiani ed extracomunitari, a pagare l'assistenzialismo a 2.500.000 invalidi (finti e reali), a pagare per togliere l'immondizia da napoli mentre loro continuano a bruciare camion da 500.000 euro l'uno, a contenere il mostruoso debito pubblico, a trovare altresì le risorse per rilanciare lo sviluppo, cavallo di battaglia delle opposizioni, a..ecc.eccSo già che mi risponderaicon l'ennesimo logoro e vacuo slogan: combattendo l'evasione ! Eh già, ma lo sai che l'evasione (fonte CGIA di Mestre-Bortolussi PD)avviene per l'84% al sud ? E colà è considerata come una forma di sovvenzione e quindi tollerata (da tutti i governi passati ed attuali) ? L'unica strada possibile è una caterva di nuove tasse oltre a quelle già altissime che paghiamo, ma che vuoi che sia, per la sinistra pagare le tasse deve essere una soddisfazione per il cittadino, come dicevano quando tolsero la no tax area per far pagare l'IRPEF a tutti, anche ai poveri con meno di 8.000 euro di reddito famigliare, cosa vuoi disse Visco, bisogna pur dare qualche soddisfazione anche a loro e che piangano i riccastri.

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  • S.Winston

    13 Dicembre 2010 - 12:12

    Nel 2011 toccherà al PD il difficile compito di traghettare il paese fuori da una crisi economica gestita a casse integrazioni, con una crescita del pil da ultimi posti nel mondo e un debito pubblico alle stelle...si dovranno fare riforme da lacrime e sangue ma basta che le cose vengano messe giù chiare PRIMA delle elezioni e poi si rispettino altrimenti fra 20 anni saremo ancora qui al 115% del debito sul pil o a tagliare i gessetti colorati alle elementari...il paese dei balocchi costruito dal Silvio è una farsa, ma qui si nega anche quello...per dirne una siamo a 106 province....attendiamo la valcamonica per la 107 e così la Lega ha da sistemare i pochi parenti rimasti senza posto pubblico...e olè, al grido di Roma Ladrona!ahah avete fallito, fatevi da parte....sul sito del PD potete trovare l'abbozzo del programma sul quale poi si costruiranno le alleanze per governare...il governo tecnico sembra non interessi a nessuno così come legge elettorale autoreferenziale e antidemocratica

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  • tigrin della sassetta

    13 Dicembre 2010 - 12:12

    Insulsa creaturina, dove hai trovato anche il minimo accenno alla droga nel mio post? Ti ho dato dell’ubriacone e del borioso imbecille e ti sei messo a strillare (maiuscole e profusione di punti esclamativi: cercati la regoletta in proposito) che di tacciavo di drogato. devo quindi aggiungere a quanto detto in precedenza che hai la capacità di lettura e comprensione di un cavolo marcio (o di un kompagnonzo, è lo stesso). Del pari, non troverai una sola parola sul fatto che tu la pensi diversamente da me, proprio perché escludo recisamente il fatto che tu pensi. A provarlo c’è la tua cosiddetta replica, con tanto di balbettio sugli specchi, che certifica perfettamente quel che può dare la tua zucca tesserata: e Gigino, con raffinata ironia ed abile artifizio retorico, rispose “chi lo dice sa di esserlo, pappappero!”. E poi, “proprio perché ho letto i tuoi post”, chi ha mai detto che tu sia una persona? Tu sei un animale che vota, il che è diverso. Ciao genio (non della lampada ma della bottiglia). Anima cattiva

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