Cerca

Gasparri rilancia il confronto sulle riforme

Il presidente dei senatori del Pdl invoca l'elezione diretta del premier e la riforma del bicameralismo

Gasparri rilancia il confronto sulle riforme
Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, rilancia il confronto sulle riforme. "Il governo Berlusconi ha ottenuto più volte la fiducia degli elettori e del Parlamento. Non solo ha il diritto-dovere di continuare a governare sui temi dell’economia, della sicurezza, della politica estera, ma deve nuovamente aprire il confronto sui temi delle riforme della Costituzione", ha affermato Gasparri in una nota.

"RIDURRE NUMERO PARLAMENTARI" - "Elezione diretta quantomeno del premier, riforma del bicameralismo e senato federale, riduzione del numero dei parlamentari ed altri temi devono tornare al centro di un confronto che si deve svolgere a 360gradi coinvolgendo tutte le forze politiche. Questa è sempre stata la nostra opinione ed è quello che pensa l’intera maggioranza. Dopo gli inutili e falliti assalti al governo fatti da minoranze di sinistra nel Paese e nel Parlamento, è tempo di prendere atto che c'e una maggioranza di centrodestra ampiamente legittimata che ha la volontà di riprendere il cammino delle riforme della Costituzione".

"DESIGNAZIONE POPOLARE PREMIER" - "Il paese è più avanti delle nostre norme", ha poi puntualizzato il presidente dei senatori del Pdl. "Penso alla designazione popolare del premier. E’ tempo quindi di riaprire il confronto che comprenda tutte le materie. Abbiamo ben chiare quelle che sono le responsabilità di ciascuno, sia nel Parlamento sia all’interno del governo, dove i ruoli sono chiari e definiti. Nè siamo disposti a farci strumentalizzare da certa stampa che tenta inutilmente di seminare confusione. Sappiamo quali sono le priorita” e su questa strada andremo avanti forti della nostra maggioranza e della fiducia ottenuta".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Bobirons

    02 Gennaio 2011 - 11:11

    A quanto enunciato dal sen. Gasparri andrebbe aggiunta l'abolizione dell'articolo 67 della Costituzione. Non è pensabile dare una cambiale in bianco a chi, eletto sulla base di precise proposte agli elettori, decida per motivi diversi di cambiare atteggiamento. Se l'eletto non ritiene più attuale il madato ricevuto si deve dimettere e lasciare il posto al secondo eletto nelle preferenze degli elettori. Solo così si ottiene un governo di popolo e non il seme malefico di un'ologarchia.

    Report

    Rispondi

  • rifletto

    29 Dicembre 2010 - 14:02

    Ma questo signore ci sta prendendo in giro o pensa che in italia pensiamo solo al comunismo, ai soviet ed altre amenità del genere? Di quali riforme va cianciando,sparando sempre piu in alto,visto che ancora dopo 10 anni quasi ininterrotti ancora ne dobbiamo vedere una decente ,a parte i tagli di spese francamente necessari ? Ma veramente pensa che il problema imprescindibile sia l'elezione diretta del presidente del consiglio? Forse è venuto il tempo di guardare alle famiglie che non arrivano piu alla fine del mese!!!! Cari signori svegliamoci che ci mettono di fronte i comunisti per crearci il giochino e pieni delle loro incapacità volano alti . Ma le provincie (Maroni ha detto solo quelle inutili)quando le aboliamo? Quando togliamo a questi politici di professione la loro poltroncina? Sono tutte indispensabili?Vuole tagliare i parlamentari? Benissimo, lo facesse senza fare proclami che la gente è stufa di sentire le promesse e bla bla bla. saluti

    Report

    Rispondi

  • tigrin della sassetta

    28 Dicembre 2010 - 09:09

    Degli esili e degli asili (se politici non si sa): come approdo qui? Esule profugo e peregrinante nuovo Ipparco di Carmo, sbarco dal pelago, cacciato forse dai lamentosi guaiti di un botolo incapace di salvar la coda dal mio calpestio trasformati in òστρακα elettronici, forse da ottusità censoria o da quinte colonne del Re di Prussia, forse da automatiche reazioni di qualche misterioso aggeggio alle mie linguacciute intemperanze. Sta di fatto che qualcosa o qualcuno mi ha preso a calcinculo, inibendomi l’invio delle mie bagattelle e, siccome considero umiliante la moltiplicazione dei nick che spesso ho irriso nei lumaconi vermigli vogliosi di mostrarsi legione, ho raccolto le mie carabattole e – pur non essendo settembre – ho deciso fosse tempo di migrare. Son forse di peso a qualcuno? Se lo sono a qualche kompagnonzo particolarmente gonzo ed inetto al bisticcio come fgem, ben poco me ne cale e dovrà farsene ragione; se invece lo fossi a qualche membro dell’umanità sapiens sapiens, che costui me lo dica e vedremo il da farsi. Cordialità. Anima cattiva

    Report

    Rispondi

  • tigrin della sassetta

    28 Dicembre 2010 - 09:09

    Grazie degli auguri che contraccambio di cuore, però, come ho già detto, occhio a non scambiarmi per San Giorgio che infilza il drago: quando ne ho tempo e voglia mi piace sbertucciare qualche chiavica particolarmente fetente e qualche volta ci riesco, tutto qui. È un po’ come la storia del perdere un po’ di tempo a ripassare ogni tanto le frattaglie di chi si impanca troppo a maestrone: non è che abbia chissà quale importanza, ma, se inciampo in qualche pistola che fa traboccare il pitale spezzando il pane del sapere e cercando d’impartir lezioni di vita a chicchessia in nome del corretto italiano, cominciano a girarmi vorticosamente i santissimi e mi viene istintivo pettinargli il pelo alla ricerca di qualche pidocchio bello grasso. Per l’amor del cielo, non che io sia esente da colpe e svarioni, ma non è che siano poi così frequenti (o, per lo meno, di ciò mi voglio illudere)! Cordialità. Anima cattiva P.S. “kompagnonzo” pretende tassativamente l’ iniziale “kappa”.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog