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Bossi: "Cimici in casa" Aperta un'inchiesta

Il Senatùr: "Dispositivi al Ministero e nella casa di Roma". Aperto fascicolo contro ignoti. Gemonio: non confermati i fermi

Bossi: "Cimici in casa" Aperta un'inchiesta
Una cimice nell'ufficio al Ministero, altre nell'appartamento romano. Umberto Bossi sarebbe stato spiato. Mentre i due fermi per gli ordigni fatti esplodere a Gemonio, davanti alla sede della Lega Nord e a una manciata di metri dall'abitazione del Santùr, non sono stati confermati: i due sospetti tornano a piede libero.

LE CIMICI - Un inzio d'anno intenso per il Senatùr. Ma lo notizia che fa più scalpore è quella delle cimici: la denuncia giunge dallo stesso titolare del Dicastero delle Riforme, che ha raccontato del ritrovamento degli apparecchi ai giornalisti, mentre si trova in vacanza con la famiglia a Ponte di Legno. Il leader del Carroccio ha affermato di aver trovato le cimici "un paio di mesi fa" e di non aver voluto sporgere denuncia, nonostante abbia informato dell'inquietante episodio il ministro dell'Interno - nonché storico amico - Roberto Maroni.  

FASCICOLO CONTRO IGNOTI - La procura di Roma, è trapelato nel pomeriggio di lunedì, ha aperto un fascicolo contro ignoti in merito alle dichiarazioni del ministro. Il primo atto del procuratore, Giovanni Ferrare, è stato quello di acquisiregli articoli di stampa apparsi sui portali di informazione.

GEMONIO, SCARCERATI I SOSPETTI - Intanto, il giovane fermato con l'accusa di aver partecipato, con due grossi petardi, ai danneggiamenti della sede della Lega Nord di Gemonio (in provincia di Varese) verrà rilasciato nel pomeriggio di lunedì. Per Marco Previato, di 21 anni, è stata disposta la scarcerazioen immediata. La notizia è trapelata a conclusione dell'interrogatorio di convalida del fermo da parte del gip. Previati era accusato di violazione della legge sulle armi perché, durante una perquisizione nella sua casa, è stata rinvenuta della polvere chimica (compatibile con quella dell'esplosione, seppur molto comune) oltra a un coltello e una pistola elettrica. Nella vicenda, oltre all'arrestato, erano stati coinvolti altri due giovani: i tre sono ritenuti vicini ad ambienti antagonisti di matrice anarchcia. Bossi, nei giorni scorsi, aveva dichiarato: "Mandare in galera i responsabili del gesto non serve a nulla. Li faremo venire, come punizione, a mettere a posto la sede".

"ILLEGITTIMO L'ARRESTO" -
Per il gip di Varese, Giuseppe Battarino, era "illegittimo" l’arresto in flagranza di reato del giovane Marco Previati. A quanto si è appreso, il giudice ritiene che quantità e qualità del materiale pirico trovato in possesso di Previati non fossero tali da giustificare l’arresto in base ai criteri di legge. Fonti investigative, spiegando che la mancata convalida sarebbe da attribuire a un’ "interpretazione tecnica della legge", ribadiscono tuttavia che il quadro accusatorio nei confronti di Previati è "intatto" e vi sarebbero "indizi convergenti" tali da ipotizzare un suo coinvolgimento nella vicenda.

"TROPPA GENTE SAPEVA" - Tornando al tentativo di spionaggio subito dal Senatùr, si è appreso che una cimice è stata rinvenuta nella sede del Ministero in largo Chigi, a Roma, mentre altre sono state ritrovate nell'appartamento della Capitale dove risiede, vicino Porta Pia. Bossi ha chiesto di effettuare alcuni controlli dopo aver notato che, secondo quanto lui stesso ha raccontato, "troppa gente sapeva cose che avevo detto solo alla mia segretaria". E così "abbiamo deciso di chiamare i privati per la bonifica - ha proseguito il ministro - perchè non volevo fare casino: io sono uno che tende a minimizzare. Però abbiamo avvisato Maroni". Il Senatùr ha poi spiegato: "Non c'è alcuna inchiesta, perchè non ho fatto denuncia. Tanto l’inchiesta non avrebbe trovato niente". Da parte sua, inoltre, nessuna ipotesi su chi avrebbe potuto piazzare le cimici: "Come si fa a saperlo? Sono scemi, sì, ma non del tutto". Ai giornalisti che gli hanno chiesto se sono state rinvenute delle cimici anche nell'abitazione di Gemonio, Bossi ha risposto: "No, lì ho un fucile da caccia e una rivoltella".

"FEDERALISMO O VOTO" -  I cronisti, infine, gli hanno chiesto anche commenti sulla situazione politica. Così è tornato a spingere sul federalismo, i cui decreti "devono passare la prossima settimana perché abbiamo gente, qui al Nord, un po' incazzata, anche con me". E' una misura fondamentale, tanto che "o passa il federalismo o si va a votare. Sono d’accordo con Roberto Calderoli che non possiamo farci prendere per il sedere per troppo tempo - ha detto - Il federalismo va fatto, il tempo delle chiacchiere è finito". Poi, un attacco al presidente della Camera Gianfranco Fini: "Siamo rimasti senza numeri per colpa sua", ha detto il leader del Carroccio.

"IL BAUSCIONE BERLUSCONI" - Secondo Bossi, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è "un pò 'bauscione', è un milanese, però è una brava persona, è generoso, non è cattivo come lo dipingono. Per Berlusconi è stato un anno difficile con quello che gli è capitato in famiglia - ha aggiunto riferendosi alla separazione tra il premier e la moglie Veronica Lario - sono stato contento di aver incontrato i suoi figli e le sue figlie, quando sono andato con mio figlio Renzo ad Arcore di recente".

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  • omega46

    08 Agosto 2011 - 11:11

    se gliele avessero messe chi avrebbe capito quello diceva?

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  • bruno osti

    05 Gennaio 2011 - 13:01

    ed io aggiungo: lui e tutti gli altri che insistono su questo argomento, sono in grado di elencarle? almeno qualcuna! dicevano che erano ben 64! Sono mesi che chiedo insistentemente e nessuno ha ancora risposto.

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  • ciannosecco

    04 Gennaio 2011 - 19:07

    La legge 25 giugno 1999, n. 205 (art. 18, comma 1°, Delega al Governo per la depenalizzazione dei reati minori e di modifiche al sistema penale) ha abrogato, definitivamente, la fattispecie incriminatrice relativa al reato di oltraggio a pubblico ufficiale. L'articolo puniva chiunque offendeva l'onore o il prestigio di un pubblico ufficiale, in presenza di lui e a causa o nell'esercizio delle sue funzioni, con la reclusione da sei mesi a due anni. La stessa pena si applicava a chi commetteva il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritto o disegno, diretti al pubblico ufficiale, e a causa delle sue funzioni. Inoltre, la pena era della reclusione da uno a tre anni, se l'offesa consisteva nell'attribuzione di un fatto determinato. Infine, l'ultimo comma dell'abrogato reato di oltraggio prevedeva un aumento di pena qualora il fatto fosse stato commesso con violenza o minaccia, ovvero quando l'offesa fosse stata recata in presenza di una o più persone. Il legislatore italiano si è, pertanto, reso conto dell'eccessiva severità del trattamento sanzionatorio per questa fattispecie incriminatrice ed ha deciso, così, di abrogarla perché non più rispondente alle esigenze attuali ed alle concezioni sociali dominanti della società moderna. Tuttavia, c'è da dire che l'abrogazione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale non implica la non punibilità delle offese nei riguardi di un pubblico ufficiale, ma l'applicazione della norma penale che punisce il delitto di ingiuria (art. 594 c.p.), poiché si tratta di una norma generale rispetto a quella abrogata. Di conseguenza la condotta prima costituente oltraggio, cioè l'offesa dolosamente arrecata al prestigio o al decoro del pubblico ufficiale, continua ad essere penalmente rilevante, integrando il delitto di ingiuria aggravata (ex art. 61, n.10 1) dalla speciale qualifica del destinatario. A tale proposito, infatti, la Corte di Cassazione penale, sezione V, con la sentenza n. 43466 del 3 dicembre 2001, ha stabilito che, in tema di oltraggio, la circostanza che all'abrogazione del delitto non abbia fatto seguito l'introduzione di nuove o diverse figure di reato non esclude la possibilità che la condotta già tipica del delitto abrogato possa integrare altra fattispecie criminosa tuttora prevista e punita dalla legge penale. Pertanto, è da ritenersi sussistente il delitto di ingiuria aggravata dalla qualità di pubblico ufficiale (o di incaricato di pubblico servizio) tutte le volte in cui il giudice di merito abbia verificato la coincidenza delle condotte previste dai due reati. In sostanza, la giurisprudenza più recente ritiene che l'offesa al prestigio del pubblico ufficiale sia esattamente corrispondente – in fatto – all'offesa al decoro e all'onore, prevista per il vigente reato di ingiuria. Quindi, di conseguenza, si tratterà di ingiuria aggravata ai sensi dell'articolo 61 n. 10 poiché commessa contro pubblici ufficiali nell'atto o a causa dell'adempimento delle loro funzioni. Sul piano processuale, riguardo all'oltraggio, l'abrogazione dell'articolo 341 c.p., disposta dall'articolo 18 L . 25 giugno 1999, n. 205, integra un'ipotesi di abolitio criminis disciplinata dall'articolo 2, secondo comma, c.p., con la conseguenza che, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzioni e gli effetti penali. Inoltre, anche la relativa sentenza deve essere revocata, ai sensi dell'articolo 673 codice di procedura penale, dal giudice dell'esecuzione. Tale giudice non può modificare l'originaria qualificazione o accertare il fatto in modo difforme da quello ritenuto in sentenza. Infatti, non è consentito al giudice di riqualificare come ingiuria aggravata dalla qualità del soggetto passivo (articoli 594 e 61 n. 10 c.p.) la condotta contestata come oltraggio e di rideterminare, così, in rapporto alla nuova fattispecie penale, la pena precedentemente irrogata.

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  • ciannosecco

    04 Gennaio 2011 - 19:07

    Posso parlare per cognizione di causa.I pannelli fotovoltaici hanno una efficenza e durata, che ad oggi, non possono competere con il nucleare.E' vero ,la tecnologia migliora ogni giorno, ma non esiste nessuna garanzia che possano questi sistemi, soddisfare la richiesta di energia che abbiamo in Italia.Il suo mi pare un processo alle intenzioni.Con le tecniche di costruzione e i materiali di ultima generazione , le centrali possono essere costruite in sei anni.Mentre un impianto fotovoltaico ha i genere una durata tecnica teorica stabilita in 18 anni.Dico teorica, perchà la perdita di efficenza inizia già dopo cinque anni.Le energie alternative sono , oggi costose e poco efficienti, in più ci sarebbe lo smaltimento e smontaggio dell'impianto quando sia esausto.Le pongo l'attenzione sulle cosidette lampade a basso consumo, su come siano state pubblicizzate come risparmiose di energia, e oggi si scopre che inquinano peggio di una centrale a carbone.Molti non sanno che nel prezzo di acquisto è compresa una percentuale per lo smaltimento,praticamente una truffa.Posso concordare che le centrali nucleari , sono pericolose se non costruite e gestite seriamente, compreso lo smaltimento delle scorie.Le centrali di ultima generazione , hanno raggiunto un ottimo standard di sicurezza.Nel frattempo, l'Italia vede sottratto terreno alla agricoltura per piazzare dei mega impianti fotovoltaici ( preda di continui furti) e la skyline è devastata da impianti eolici.La questione è complessa, e la soluzione non può accontentare tutti.Ma di una cosa sono certo, mi sono stufato di pagare l'energia simili costi.Saluti.

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