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Affittopoli, vince Libero: Comune pubblica indirizzi

Milano: dopo 18 giorni di campagna stampa, il sito di Palazzo Marino rende noto l'elenco degli stabili

Affittopoli, vince Libero: Comune pubblica indirizzi
Ha vinto Libero. Dopo 18 giorni di campagna martellante, il Comune di Milano ha finalmente ceduto e pubblicato sul proprio sito internet la lista degli immobili al centro dello scandalo Affittopoli. Quegli immobili, cioè, di pregio e in zone centralissime ma affitati a prezzi stracciati da Palazzo Marino. Una 'bomba' scoppiata nel 2007 e che finalmente diviene di dominio pubblico: 1.200 indirizzi, cui il sito del Comune vede bene però di dare il giusto risalto. Pubblicati sì in homepage, ma il link non è il massimo della visibilità...


Pubblichiamo di seguito l'articolo di Matteo Legnani, pubblicato su Libero del 28 gennaio a pagina 47.

Oggi è il giorno di Affittopoli. No, non dello scandalo. Quello era scoppiato tre anni fa, quando la città “scoprì” che il Comune affittava immobili di pregio in zone centralissime a prezzi stracciati. Roba da qualche decina di euro al mese. Un doppio scandalo: per i mancati introiti che quegli affitti così bassi hanno causato alle casse comunali; e per il trattamento di favore che è stato indubbiamente concesso per anni a privati cittadini, associazioni e partiti.
Oggi - così assicurano da Palazzo Marino - la lista di quegli immobili con l’ammontare delle rispettive locazioni sarà finalmente consultabile da chiunque lo voglia sul sito internet del Comune di Milano. Non ci sarà invece, per questioni di privacy, il nome degli affittuari. La pubblicazione dei 1.200 indirizzi era stata promessa già nel 2007, in occasione dello scandalo e delle successive, roventi polemiche. Poi, tutto era finito nel dimenticatoio finché all’inizio del mese Libero si era accorto che della promessa fatta allora dall’assessore alla Casa Gianni Verga («renderemo pubblico l’elenco») non vi era traccia alcuna. Sollecitato, l’esponente dell’Udc aveva replicato che l’elenco era pronto da mesi, come da mesi lui stava sollecitando la Direzione generale del Comune a pubblicarlo. Il direttore generale Antonio Acerbo, contattato, replicava però che lui quella lista non ce l’aveva.
A interrompere l’imbarazzante balletto burocratico ha pensato il sindaco in persona, Letizia Moratti, prendendo in mano la vicenda e promettendo di rendere pubblica la lista entro pochi giorni. La scadenza era prevista per domani, ma ieri i vertici di Palazzo Marino hanno potuto annunciarne la pubblicazione con ventiquattro ore di anticipo. «Il sindaco ha accelerato le procedure sollecitando tutti gli uffici competenti» fanno sapere. La lista sarà online su www.comune.milano.it già da stamattina, come notizia in grande evidenza, e rimarrà consultabile con un link.
A Palazzo Marino le reazioni sono diverse. Il consigliere del PdL Marco Osnato si congratula col sindaco «che ha saputo sbloccare la vicenda. Ora - prosegue - è importante vigilare affinchè gli immobili destinati alle categorie deboli lo siano davvero, e perché gli immobili di pregio rappresentino effettivamente un reddito per le casse del Comune di Milano».
La consigliera Barbara Ciabò, presidente della commissione comunale Casa recentemente passata nelle file dei finiani, ricorda però che «le cose grosse sono negli altri elenchi di immobili ed affitti: quelli che gli Enti come il Pio Albergo trivulzio, il Redaelli o il Policlinico, si rifiutano di rendere noti». E Matteo Salvini, capogruppo leghista a Palazzo Marino, fa sapere di aver inviato formale richiesta «come gruppo consigliare del Carroccio» per avere quelle liste. «La richiesta è stata protocollata ieri (l’altroieri per chi legge, ndr). Al Policlinico l’avevamo già presentata nella scorsa primavera  e ci avevano risposto picche. Ma ora i vertici sono cambiati e speriamo in meglio. Al Trivulzio, invece, è la prima volta che ci rivolgiamo: aspettiamo e vediamo».

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Commenti all'articolo

  • VincenzoAliasIlContadino

    20 Gennaio 2011 - 16:04

    I bravi, sono sempre fulminati con Kalashnikov in mano sulla Via di Damasco. Io non concordo “ Paese civile e libera­le ” visto che Bettino Craxi, mi ripeté a Hammamet che si stava nella stanza dei Bottoni, ma il potere reale era in mani, s’è visto, del Csm, Ministero della Giustizia e Anm, in pratica, Catto-Comunisti spartizione del Paese, scritto sulla carta! Il potere Welfare e nelle mani Cgil e s’è visto anzi no se non cade Berlusconi rumorosamente che secondo me, sarà cruente! Prima addirittura si scendeva a compromessi per spartirsi il monte ore di Licenze sindacali. Ferrovie, erano in mano a Cgil, ricordate lo scandalo lenzuola d’oro? Si scopre l’acqua calda che a Milano la Cgil fa assumere? Cosa dire di affittopoli Mi-Rm. Perché in altri Enti no? Io mi ricordo di un caso che un sindacalista (Sinistra) condannato, ma regolarmente firmava accordi. A Mario Chiesa cimice ed altri consiglieri “non potevano non sapere” come i soldi arrivati sino all’ascensore di Botteghe Oscure con l’arroganza di scaricare come rifiuto il corpo di Aldo Moro in Via Caetani? Premonitore o realtà sotto gli occhi, ciechi e sordi e adesso muti a non parlare od iscriversi nel Pdl, disonore come lo fu per il Psi, tranne che per pochi i cosiddetti: Voltagabbana, Iscariota e Bruto? Per me, che rimborsavano parzialmente le spese, ero scomunicato chi braccio destro eletto a Presidente del Consiglio, Ministri o Governatori il figlio braccio destro di D’Alema che non c’azzecca con la Democrazia! Non poteva non sapere solo chi fa comodo poi gli succede un servizio “ Speciale ” come a Del Turco, per fortuna non Pastiglie “ Scaramelle al polonio 210 ” Ma come esempio gambizzarti da Kalashnikov che come i mld$ arrivarono dall’Urss!

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  • La cugina di Gheddafi

    19 Gennaio 2011 - 11:11

    Era il 2007 quando a palazzo Marino scoppiò lo scandalo affittopoli. Allora il comune promise trasparenza. Una promessa che si è concretizzata ieri, 4 anni dopo. Ovviamente senza il nome degli intestatari. Che grande vittoria!!!

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  • antari

    19 Gennaio 2011 - 09:09

    E complimenti alla Signora Moratti

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  • titina

    19 Gennaio 2011 - 09:09

    Ottimo lavoro signora Letizia .

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