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La Russa: "Escludo il nostro ritiro dall'Afghanistan"

Il ministro intervistato da Belpietro dopo la morte del militare Sanna. Sulla Legislatura: "Andiamo avanti"

La Russa: "Escludo il nostro ritiro dall'Afghanistan"
L'intervista al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, di Maurizio Belpietro, andata in onda nella trasmissione Mattino 5. Il colloquio segue di poche ore il nuovo lutto subito dalle truppe Italiane in Afghanistan, dove è stato ucciso l'alpino Luca Sanna.

Ma la situazione sta sfuggendo di mano in Afghanistan visto che si ripetono ormai gli assalti, non soltanto agli italiani, dopo il secondo morto in poco più di due settimane, ma anche contro altri contingenti. Cosa sta succedendo?

La situazione è in evoluzione, in forte evoluzione, e i comandi militari ritengono e mi riferiscono che questo sia il frutto di un'avanzata della missione internazionale. E' chiaro che fintanto che in zone come nel Gulistan o Bala Murghab non vi erano soldati e militari del contingente internazionale, italiani nel caso specifico, i terroristi non avevano motivo per attaccare. Ma dal momento in cui negli ultimi mesi abbiamo avviato la fase di transizione, occupato l'area, mantenuto gli avamposti, consentito a migliaia di afghani di rientrare nei loro villaggi senza il pericolo del terrorismo, è chiaro che a chi non sta bene questa situazione, chi non vuole la stabilizzazione dell'Afghanistan reagisce come un lupo ferito e attacca disperatamente in tutti i modi. Inoltre sono nettamente diminuiti gli attacchi con gli ordigni esplosivi non identificati, quelli che esplodevano lungo i percorsi quando passavano i nostri Lince, i nostri mezzi, per una serie di contromisure che sono state prese. A fronte della diminuizione di questa minaccia, è aumentata quella relativa a scontri con le armi leggere o, come ieri, a una sorta di attentato che ricorda da vicino quelli dei kamikaze, anche se nel caso specifico l'attentatore è riuscito a rimanere vivo e scappare. Certamente la situazione ci preoccupa, c'è da prendere delle contromisure, ma non ci è scappata di mano.

Lei parla di contromisure, ieri ha riunito i vertici militari, oggi riferirà alla Camera. Cambia qualcosa? Cambierà la strategia? Bisogna fare qualcos'altro ora per sconfiggere questi infiltrati? Se non sbaglio l'attentatore si era travestito con una divisa dell'esercito.

Esatto, si è avvicinato ai militari che erano fuori dalla fortificazione, proveniendo dall'altra fortificazione, quella afghana.

Ma cambia la strategia?

Non spetta al potere politico cambiare la strategia militare. Posso solo dare indirizzi. Gli indirizzi che ieri ho dato alla riunione dei militari è che è necessario sollecitare contromisure adeguate. Non credo, benché ci si interroghi come ha detto il presidente Berlusconi sulla missione, che tocchi a noi vanificare lo sforzo di chi è lì da tanto tempo, ma possiamo dettare delle condizioni perché i nostri militari siano messi nelle condizioni migliori. Nel caso specifico, io voglio sapere nei dettagli le condizioni in cui vivono in questi avamposti, che sono di pochi metri quadrati, lo ho già chiesto da tempo ma diventa sempre più urgente. Si può discutere sulle modalità di questa nuova fase. E' cambiata la minaccia, deve cambiare il modo di contrastarla.

Lei esclude un ritiro dunque, mentre ieri il presidente del Consiglio ha lasciato intendere forse un ripensamento?

No, lui ha detto "mi interrogo". Ci interroghiamo tutti, ogni giorno e ogni minuto. La mia risposta finora lei la conosce bene ed è la identica risposta che fino ad ora ha dato il presidente del Consiglio. Siamo lì nell'ambito di una missione internazionale e verremo via quando lo farà anche il resto della missione internazionale.

Lei nei prossimi giorni incontrerà il capo delle operazioni militari in Afghanistan, il generale Petreaus?


No, non lo incontrerò ma lo sentirò telefonicamente. Voglio ribadire anche a lui che nella zona ovest, che una volta era considerata meno pericolosa di quella sud, adesso vi è lo stesso indice di pericolosità delle zone più pericolose. Ogni contromisura per esempio prevista nella valle dell'Helmand, ora, deve essere prevista anche nella nostra zona.

Lei è stato recentemente in Afghanistan. Com'è il livello del morale delle nostre truppe? Cosa pensano?

E' incredibile il livello del morale dei nostri ragazzi e ragazze. Sono loro che infondono coraggio a noi. Sono loro che sono convinti della bontà della missione, che hanno una motivazione così forte e uno spirito così saldo che ci fanno capire coma a volte il meglio dell'Italia non lo conosciamo, e loro sono tra le cose migliori dell'Italia.

Una battuata sul governo dopo le vicende giudiziarie che hanno terremotato di nuovo la situazione politica. Proseguirà la Legislatura?

Io conto che possa proseguire. Noi vogliamo che prosegua nell'interesse dell'Italia. Se dovessimo badare al nostro particolare tornaconto, al nostro interesse di parte, avremmo dovuto già essere andati alle elezioni. Noi continueremo a provare per la situazione generale politica, economica ed internazionale a far proseguire questa Legislatura. Non fosse possibile andremmo al voto.

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Commenti all'articolo

  • mario.verbacci

    21 Gennaio 2011 - 17:05

    Tanto dolore per quel ragazzo morto, ma bisogna continuare la missione . Laggiù, oltre agli Alpini, ci sono anche i ragazzi di San Marco, i Lagunari, che tanto si sono distinti in Iraq ed in Libano. Però di essi si sente parlare molto poco. Meglio così, perchè significa che non ci sono morti, ma vorrei sapere dove sono dislocati e qual'è il loro compito.

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  • libero42

    21 Gennaio 2011 - 12:12

    Si potrebbe difendere assai meglio la cultura e la Scuola italiane, caro 'Ministro della Difesa' della Patria e della cultura occidentale. Piuttosto una machietta che si crede ministro della Guerra per sfoggiare la divisa di paracadutista quando plana come un avvoltoio sulle cerimonie funebri dei nostri ragazzi. Stavolta si presenterà vestito da Alpino?

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  • tigrin della sassetta

    21 Gennaio 2011 - 12:12

    aquila non capit muscas. Anima cattiva

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  • tigrin della sassetta

    21 Gennaio 2011 - 12:12

    domanda la tua che non ha bisogno di scuse, anzi sono io a scusarmi per non aver risposto più sollecitamente. Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci – Rime nuove - Faida di comune, vv. 173/181: “Ma Tigrin della Sassetta, / faccia ed ANIMA CATTIVA,/ trasse a corsa pe’ capelli / un lucchese che fuggiva / e la spada per le reni / una volta e due gli fisse; / tinse il dito entro quel sangue / su la porta così scrisse: / Manda a te, Bonturo Dati, …”. Spudorato falso storico di Carducci che in un fatto d’arme di fine ‘200, piazza il pisanissimo (riservato a GMTubini) Tigrino degli Orlandi della Sassetta (ca. 1. 080 - 1.130) soltanto in virtù del suo nome da “vilain” a tutto tondo, donandogli così fama di carogna e di scrittore dai cruenti inchiostri. Io, annoverando per certo Tigrino fra i miei diretti maggiori, essendo titolare di un faccino ben poco efebico e conciliante ed avendo età più o meno uguale alla sua al momento della dipartita, gioco con la sua nomea quando scribacchio acidità sul blog. Anima cattiva

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