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Secretato l'interrogatorio di Nadia Macrì

CAV CONFERMA: "NON VADO DAI GIUDICI". Dopo l'inquisizione ad Annozero, l'escort va dai pm: non trapela nulla

Secretato l'interrogatorio di Nadia Macrì
Dopo le dichiarazioni rilasciate ad Annozero, i pm hanno interrogato la escort Nadia Macrì, una delle prime giovani a raccontare particolari sulle presunte feste di Arcore. Per cinque ore i giudici milanesi hanno ascoltato la ragazza alla ricerca di ulteriori dettagli sulle sue "prestazioni".

L'INTERROGATORIO - La Macrì era accompagnata dall'amico e agente Francesco Chiesa Soprani. Al termine dell'interrogatorio, la ragazza non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, mentre i pm hanno secretato gli atti dell'interrogatorio. Sui contenuti del colloquio, insomma, non c'è nessuna indiscrezione, ma stando alle notizie emerse dagli ambienti della Procura, la giovane avrebbe confermato in toto ai pm la versione fornita durante la trasmissione di Raidue.

LE CONFESSIONI AD ANNOZERO
- La escort di origine emiliana, 27 anni, era stata sentita nei mesi scorsi nell'ambito di un'inchiesta della procura di Palermo su un giro di droga in ambienti vip. I verbali con le testimonianze della ragazza erano stati poi trasmessi ai pm milanesi. La giovane aveva riferito ai magistrati di aver avuto due incontri intimi con Silvio Berlusconi ad Arcore e a Villa Certosa, e di aver ricevuto 5 mila euro in ciascuna occasione. Nell'intervista ad Annozero, giovedì sera, la Macrì ha riferito di essere andata a un party ad Arcore il 24 aprile dello scorso anno, e in quell circostanza tra gli ospiti del premier c'era anche Ruby. La escort ha raccontato nell'intervista-interrogatorio messa in scena dal satrapo Santoro, di aver preso 5mila euro in una basto fata dal premier al termine della serata. La Macrì aveva poi affermato di aver visto che la medesima busta, con lo stesso contenuto, sarebbe stata consegnata da Berlusconi anche a Ruby. L'escort ha concluso l'intervista raccontando che quella sera, nella villa di Arcore, erano presenti anche Emilio Fede, Lele Mora e altre ragazze con le quali il premier avrebbe avuto altri rapporti.


IL CAV NON VA DAI GIUDICI -
Nella mattinata di venerdì, Silvio Berlusconi ha confermato ancora una volta che non andrà dai giudici di Milano. In una memoria difensiva, i legali del premier, Piero Longo e Giovanni Ghedini, hanno spiegato perché secondo il Cavaliere la Procura di Milano non ha la competenza territoriale per indagare sulla vicenda. La stategia difensiva verrà delineata soltanto dopo che la Giunta della Camera dei deputati si sarà espressa sull'autorizzazione a perquisire gli uffici di Segrate di Giuseppe Spinelli, ragioniere del capo del governo. Venerdì scorso si era opposto alla visita delle forze dell'ordine dichiarando gli ambienti di "pertinenza politica".

LE COMPETENZE - Ghedini e Longo ribadiranno quanto già fatto sapere sui giornali in questi giorni. La Procura di Milano non ha alcuna competenza per indagare sulle vicende, in quanto la villa di Arcore si trova nel territorio del Tribunale di Monza, così come l'abitazione del capo di gabinetto del questore, che ricevette la telefonata di Berlusconi, quella del famoso 'affido' di Ruby a Nicole Minetti.
Proprio per quest'ultimo caso, la Procura di Milano n on avrebbe nemmeno la competenza funzionale: per indagare sul supposto reato di concussione, infatti, dovrebbe intervenire il Tribubale dei Ministri.

MONTAGNA DI INTERCETTAZIONI - I legali di Berlusconi, come tutto il centrodestra, punta poi il dito sulle centomila intercettazioni ordinate dai pm milanesi in meno di sei mesi, tra giugno e dicembre 2010, per raccogliere elementi utili su Ruby, il Cavaliere e le feste di Arcore. Circa 600 intercettazioni al giorno, secondo quanto scrive il settimanale Panorama in edicola oggi. Un numero impressionante, anche per le quasi 27mila intercettazioni nei confronti di Lele Mora, le 14.500 della Minetti, un migliaio abbondante per Emilio Fede. Oltre, naturalmente, alle 6.400 per la stessa Ruby. Un'indagine conclusa in grande stile con le le quattordici perquisizioni ordinate all’alba del 14 gennaio e portate a termine da qualcosa come berlu tra Volanti e personale in ufficio.

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Commenti all'articolo

  • capire

    24 Gennaio 2011 - 12:12

    CARO GIANNISTECCA. Caro Giannistecca hai proprio ragione. A me non fa rabbia che il B vada a donne, tanto i soldi sono suoi, a me fanno rabbia quelli che sono politicanti DA SEMPRE e non hanno mai lavorato nella vita, che vanno a p.....e/ o magati T.... , si ma con i soldi nostri. Ciao

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  • numetutelare

    23 Gennaio 2011 - 14:02

    Lei ha ragione, lo sperpero di danaro visto da chi se lo suda quotidianamente fa davvero rabbia, ma pensi anche che c'é una procura che nel momento in cui tuuta una magistratura piange e si lamenta di non avere carta e benzina per le auto... spreca milioni di euro in intercettazioni ed azioni mirate, e spesso fallimentari, a distruggere un leader e, di conseguenza, a sputtanare l'immagine dell'Italia. Le inchieste andrebbero fatte se utili, segrete e senza azioni mediatiche estremamente sporche e mirate. Come mai non sappiamo mai di abusi e favoreggiamenti fatti da magistrati ad altri magistrati? E la Boccassini sa di che si parla!!!!! Invidio gli USA dove i giudici li eleggono i cittadini!!!

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  • bruno osti

    22 Gennaio 2011 - 11:11

    Carlo Ferrigno, ex prefetto di Napoli (dal 2000 al 2003) ed ex commissario antiracket (dal 2003 al 2006) .... Al telefono con amici, commentava meravigliato i 'festini' di Berlusconi, parlava di "orge", di "Minetti con il seno di fuori", di "un vero puttanaio", concludendo con un sarcastico "Bella roba, tutta la sera...".

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  • bruno osti

    22 Gennaio 2011 - 10:10

    ha per caso sentito anche tutte le telefonate di TUTTE le altre persone coinvolte in questa vicenda?

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