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Walter torna al Lingotto: la triste parabola del Pd

Veltroni alla manifestazione dei Modem: "Saremo il primo partito". Peccato che i sondaggi li vedano in picchiata

Walter torna al Lingotto: la triste parabola del Pd
La triste parabola del Partito Democratico, sabato 22 gennaio, vive una giornata emblematica. Walter Veltroni, il padre del progetto politico naufragato a partire dalla data della sua fondazione nell'ottobre del 2007, è tornato a parlare proprio nel luogo in cui la sconfortante storia del Pd ha avuto inzio: il Lingotto di Torino. Walter ha aperto i lavori della manifestazione dei cosiddetti "Modem", l'anima centrista del partito (in rotta con la segreteria).

IL CONSENSO DOV'E'? - Seduto nella prima fila della platea, di fronte all'oratore, c'era Pier Luigi Bersani, il segretario dei democratici in pieno affano nel cercar di tenere uniti i cocci del suo movimento. Veltroni, però, dal pulpito mostra di credere ancora alla "sua" creatura: "Il nostro obiettivo è quello di far diventare il Pd il primo partito italiano". Peccato che anche nei giorni dello "scandalo" Ruby, mentre il consenso del premier non cala, quello del Pd rimane inchiodato ben sotto il 30%: recentemente il caso Fiat-Mirafiori ha contribuito all'erosione del gradimento.

LE CONDIZIONI DI WALTER -
Veltroni ha poi concluso stabilendo la rotta per il futuro del Partito Democratico. "Tre sono le condizioni", esordisce l'ex sindaco di Roma. Con la prima, ancora una volta, Walter cerca di chiudere la porta a Di Pietro e Vendola: "Liberarsi dalla tentazioni di un populismo di sinistra". Con la seconda rifugge le coalizioni-colabrodo care a Romano Prodi: "Dobbiamo affrancarci dall'illusione frontista, dalla coalizione a ripetere, dal costruire schieramenti eterogenei solo contro gli avversari che poi non sono capiaci di reggere la prova del governo". Con la terza e ultima condizione, Veltroni continua la sua disperata corte all'Udc e al Terzo Polo: "Bisogna avere il coraggio dell'innocazione. Il Pd", conclude, "deve cambiare orientamento".

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Commenti all'articolo

  • 4159

    09 Marzo 2011 - 22:10

    Sono in buona sostanza d'accordo con Veltroni. Il suo problema sta nel partito dove ancora allignano vecchie mentalità vetero comuniste collegate a settori sindacali della CGIL e grazie a queste persone sarà molto difficile far passare una linea politica propositiva in grado di attirare l'elettorato moderato con simpatie di sinistra alternativa ad una linea antagonista incurante un mondo in continua evoluzione che oggi pone problemi da affrontare e, se possibile, risolvere con mentalità pronte a cogliere le istanze poste dal mondo del lavoro inteso nelle sue varie declinazioni e non solo da una ristretta cerchia di persone che si rifanno a modelli dei quali la storia ne ha dichiarato il fallimento senza prova di appello alcuna.

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  • lillignocchi1

    06 Marzo 2011 - 08:08

    Poco, pochissimo.........TORNATEVENE TUTTI A CASA!!!!!!!!!!!!!!!! BASTA!!!!!!!!!!! Ci avete stancato!!!!! Ohhhhhhhhhhh, ma parlo italiano o noooooooooo, qualcuno mi, ci ascolti........

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  • guglielmo donatone

    25 Gennaio 2011 - 12:12

    Anziché sparare cacchiate come di consueto al di fuori degli stabilimenti, il buon eterno perdente farebbe meglio a chiedere di entrare e sistemarsi alla catena di montaggio. Lo vedrei benissimo darsi da fare ad avvitare dadi e bulloni, per intenderci alla Charlie Chaplin in quel vecchio film.....! Potrebbe fare carriera, non si sa mai...

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  • sconosciuto

    24 Gennaio 2011 - 21:09

    Il nuovo gemello del Messia Veltroni, dalla Gruber dice !!!!!!!!! Dobbiamo trovare le parole per entrare nelle case degli italiani ...... Non crede che di parole nelle case degli italiani ve ne siano entrate parecchie .. a veltro' non far danni rimani dove sei per piacere...

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