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Pdl: risarcimento per abuso di intercettazioni

La proposta del deputato Vitali: "100mila euro a chi è stato danneggiato". L'Idv dalla parte dei Pm: "Atto intimidatorio" / SONDAGGIO

Pdl: risarcimento per abuso di intercettazioni
Risarcimento in casi di ingiusta intercettazione. E' la proposta di legge del Pdl in risposta al caso Ruby e ai possibili abusi della magistratura. Il deputato Luigi Vitali ha presentato una proposta che prevede la riparazione per ingiusta intercettazione sul modello della riparazione per ingiusta detenzione, con un risarcimento fino a 100mila euro e la valutazione di eventuali profili disciplinari nei confronti dei pubblici ministeri che abbiano autorizzato le intercettazioni stesse.
Italia dei Valori, come al solito, è la prima a contestare misure limitative dell'arbitro dei pm. Luigi de Magistris, eurodeputato e responsabile giustizia del partito di Antonio Di Pietro, attacca: "E' un provvedimento intimidatorio. L'efficienza del governo si dimostra solo su un terreno d'azione, l'annichilimento dell'indipendenza e della autonomia della magistratura, per garantire l'impunità al presidente del Consiglio e alla sua corte, tanto che la norma sarebbe retroattiva".

LA DIFESA DEL CAV - Una ventina di persone ascoltate dalla difesa di Silvio Berlusconi. Sono queste testimonianze il grosso del memoriale che i legali del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno inviato questa mattina alla Procura di Milano. Le indagini difensive svolte per contestare le accuse di concussione e prostituzione minorile rivolte al premier dai magistrati nell'ambito del caso Ruby sono state raccolte in circa una settantina di pagine.
Secondo quanto si è appreso, nelle 'carte' inviate dagli avvocati ci sarebbero le numerose testimonianze di persone informate sui fatti e di alcune ragazze che hanno frequentato le residenze del premier. Ora le carte sono al vaglio dei pm titolari dell’inchiesta, Ilda Boccassini, Piero Forno e Antonio Sangermano.

ACCELERAZIONE - I pm di Milano chiederanno il processo con rito immediato per il presidente del Consiglio. Tra una decina di giorni la formalizzazione della richiesta di processo al Gip. Una sola sentenza della Cassazione, in passato, ha stabilito che non si può chiedere il rito immediato quando c'è di mezzo un reato come la prostituzione.

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Commenti all'articolo

  • mariobellini10

    28 Gennaio 2011 - 12:12

    L' annichilimento dell'autonomia ecc. ecc. ah Demagi (stris) ma parla come magni!

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  • maxgarbo

    27 Gennaio 2011 - 18:06

    Risarcimento con la loro liquidazione e vanno sbattuti fuori dai Tribunali...

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  • ciannosecco

    25 Gennaio 2011 - 17:05

    Il discorso è abbastanza complesso, non basta questo spazio per esaurirlo.Certamente abbiamo dei magistrati capaci professionalmente , e con il grado di serenità giusto per svolgere quella professione.Mi pregio di conoscere alcuni di questi , certe volte non ci troviamo d'accordo, ma l'unanimità di loro concorda che il CSM è diventato un mercato rionale , che i pm , specialmente quelli esagitati con manie di protagonismo,hanno il potere di mettere in difficoltà persino delle Corti formate da magistrati sereni e posati.Il grosso problema e riportare la funzione dentro il perimetro originale.La resistenza dei fuoriusciti,organizzati tra loro,giustificano i provvedimenti d'urto che l'attuale governo stà cercando di attuare.Finita la guerriglia , con un clima più pacato si potrà poi discutere di provvedimenti che non rischiano di essere controproducenti, ma allo stato attuale serve un intervento energico ,e deciso.

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  • GMTubini

    25 Gennaio 2011 - 15:03

    Non sono un tecnico e quindi mi limito a porre una questione. Una cosa è la responsabilità di un magistrato per i propri errori in buona fede, dovuti a incapacità o imperizia; un'altra sarebbe, secondo me, la responsabilità per errori in mala fede ascrivibili a dolo o volontà persecutoria. Per la prima eventualità basterebbe, presumo, un'assicurazione, per la seconda ci vorrebbe la galera... Saluti e W il mondo migliore!

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