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Napolitano: "Rimango fuori da scontro politico"

Il Capo dello Stato risponde a chi gli chiede di prendere posizione. Poi l'appello: "Superare contrapposizioni". Governo: "Condividiamo"

Napolitano: "Rimango fuori da scontro politico"
"Non è il mio compito interferire nella dialettica politica". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sottolineato quelle che sono le sue competenze e ha risposto a chi vorrebbe che prendesse una posizione nello scontro politico che sta prendendo piede nelle ultime settimane.

"ISTITUZIONI PUNTO DI RIFERIMENTO" - "Le istituzioni sono il mio punto di riferimento e lo saranno fino alla fine del mio mandato. Poi c'è la dialettica delle forze politiche e sociali, ma lì non mi compete intervenire", ha spiegato Napolitano, accolto a Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo, dove ha iniziato le celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia. Prima di salire nell'aula consiliare, Napolitano si è intrattenuto per alcuni minuti con il presidente della Regione Roberto Formigoni, quello della Provincia Ettore Pirovano e il sindaco di Bergamo Franco Tentorio.

"SUPERARE CONTRAPPOSIZIONE"
- Napolitano ha poi lanciato un forte appello alle forze politiche, affinché provino a uscire "da una spirale insostenibile di contrapposizioni, arroccamenti, prove di forza da cui può soltanto uscire ostacolato ogni processo di riforma". Anche perché il federalismo e le riforme per attuarlo sono "ormai giunte a buon punto", ricorda il Capo dello Stato: "È stato decisivo", continua, "e resta oggi decisivo un clima di corretto e costruttivo confronto in sede istituzionale". Dunque un appello ad uscire da una spirale di contrapposizioni e a recuperare nella riforma il senso della solidarietà.

PROVINCE
- Il Capo dello Stato ha successivamente rivendicato la tutela dell'unità nazionale che, sottolinea, "si esprime nel complesso delle istituzioni: le istituzioni sono il mio solo punto di riferimento". Napolitano, inoltre, ha difeso la validità delle province. Durante il saluto agli amministratori locali nell'aula consiliare della città lombarda ha dichiarato: "Al momento non sono state avviate ipotesi di riforma dell'architettura costituzionale sotto il livello regionale. La provincia in certe parti d'Italia è un'entità reale".

IL GOVERNO CONDIVIDE - Da Palazzo Chigi giunge un commento alle parole di Napolitano: "Il Governo - si legge in un comunicato - condivide pienamente l'appello del Capo dello Stato a interrompere 'una spirale insostenibile di contrapposizioni, arroccamenti, prove di forza da cui può soltanto uscire ostacolato ogni processo di riforma', con un riferimento esplicito al federalismo e al carattere 'decisivo di un clima corretto e costruttivo confronto in sede istituzionale'. La nostra condivisione non è di parte ed è esente da ogni strumentalismo. E pensiamo che debba essere quella di tutte le forze parlamentari e politiche responsabili. Questo non toglie nulla alla libertà e alla serietà del conflitto politico, ma restituisce al paese la capacità, offuscata da comportamenti extra o anti istituzionali e da qualche errore di tutte le parti in causa, di tornare alla politica, tornare ai contenuti più impegnativi della politica, quelli che riguardano i cittadini e l'interesse generale. Faremo la nostra parte - conclude la nota - con proposte positive nel prossimo Consiglio dei Ministri".

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Commenti all'articolo

  • lucia elena

    09 Marzo 2011 - 18:06

    Dichiara che non è suoi compito entrare nello scontro politico?Ma se non sa fare altro che fomentarlo. E no caro signore non siamo scemi. Impari ad essere veramente super parte. Mi pare che l'età ce l'ha.

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  • pilugi

    03 Febbraio 2011 - 09:09

    Il Presidente continua con la "solfa" del "non è mio compito"!!! La maggioranza degli italiani sono costretti, quotidianamente, ad accollarsi compiti in esorbito alle normali incombenze, spesso in drammatiche circostanze. Credo sia ora che il nostro Presidente cominci a lavorare un pò di più ed inizi a sporcarsi le mani! Va bene la Costituzione da osservare, ma qualcosa in deroga si può fare. No????????

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  • wilegio

    wilegio

    03 Febbraio 2011 - 00:12

    ..se non è suo compito intromettersi nella dialettica politica, perchè continua a farlo ogni giorno che Dio manda in terra e ogni volta che apre bocca? E del suo ruolo di presidente del csm, cosa vogliamo dire? Dall'alto di quella carica, perchè non fa mai una piccola reprimenda ai pm, che spesso esagerano un po' e "si fanno scappare" qualche notiziola di troppo? Ah, già, mi scusi tanto... dimenticavo che sono suoi compagni, quindi "i buoni" sono loro, mica quel fascistaccio di Berlusconi!

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  • dpromeo

    03 Febbraio 2011 - 00:12

    ma questo signore lo sa o no che lui e' il presidente della repubblica e il presidente del csm? oppure e' li' per bonta' divina a far spendere i soldi per il suo mantenimento a noi poveri imbecilli?ha paura a prendere posizione? e allora a cosa serve?cacciamolo via e facciamo come gli stati uniti:republica presidenziale e quando non va bene lo mandiamo a casa. il quirinale e' solo una delle tante spese enormi che ci portiamo appresso.

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