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Montecarlo, la Procura chiede archiviazione per Frattini

I pm romani fanno e disfano: già sgonfiate le accuse al ministro che aveva riferito in Aula sulla casa di Fini-Tulliani

Montecarlo, la Procura chiede archiviazione per Frattini
Tanto rumore per nulla. O meglio, tanto rumore per una nuova sconfitta dei finiani, che si erano scagliati contro il ministro degli Esteri, Franco Frattini, per aver riferito in Parlamento sui documenti giunti alla Farnesina dall'isola caraibica di Santa Lucia. La questione è quella relativa alla casa di Montecarlo di proprietà del cognato di Gianfranco Fini, Giancarlo Tulliani. La notizia è che, come da copione, la Procura di Roma ha avanzato al tribunale dei ministri la richiesta di archiviazione per Frattini. Niente abuso d'ufficio, insomma.

LE ACCUSE - La Procura di Roma aveva contestato al Ministro il reato di abuso di ufficio per aver violato la prassi in questi casi: Frattini non aveva autorità per richiedere al governo di Santa Lucia alcun documento ufficiale senza procedere prima attraverso il ministro della Giustizia.
Ma per la procura di Roma, Frattini non ha commesso alcun reato e la sua "condotta è formalmente rimasta nell’ambito delle proprie attribuzioni ministeriali". "Ho agito solo in via ufficiale - si era d'altronde difeso Frattini - per fugare i dubbi sull'eventuale manipolazione del documento". Sul caso, la stessa Procura romana aveva deciso di chiedere l'archiviazione anche dello stesso Fini perché - sostengono i pm - "le carte di Santa Lucia sono irrilevanti".

LA VICENDA GIUDIZIARIA - Il capo della procura di Roma, Giovanni Ferrara e il procuratore aggiunto Alberto Caperna, nei giorni scorsi avevano chiesto al tribunale dei ministri di poter proseguire gli accertamenti in merito alla denuncia nei confronti del ministro Frattini, presentata da un simpatizzante di Futuro e Libertà per l’Italia. Il ministro degli Esteri ha inviato alla procura di Roma tutta la documentazione per chiarire la vicenda. Documentazione che secondo la procura "soddisfa le richieste istruttorie formulate" e quindi "non si ritengono necessari ulteriori approfondimenti".

LA DISPONIBILITA' DI FRATTINI - Il responsabile della Farnesina ha inviato una nota il 2 febbraio alla procura di Roma dove ha spiegato "di aver ritenuto proprio dovere di chiedere un chiarimento ufficiale sull'origine e l’autenticità dell’atto emesso dal ministro della Giustizia dello Stato estero (Santa Lucia) a seguito delle polemiche insorte, non solo tra gli organi di informazione ma anche in ambito parlamentare al fine di fugare, anche sul fronte internazionale, ogni dubbio suscitato da tali false e improvvide ricostruzioni circa una presunta manipolazione del documento e tutelare l’immagine del Paese e delle istituzioni italiane". In particolare il ministro Franco Frattini, ha spiegato che la sua iniziativa è stata necessaria anche perchè "nel contesto della polemica era stato ventilato il coinvolgimento di pezzi di Servizi deviati". La richiesta di chiarimenti al primo ministro dell’Isola di Santa Lucia è stata inviata dal ministro Frattini con una lettera ufficiale del 6 ottobre 2010 trasmessa per via diplomatica.   Nella denuncia presentata alla procura di Roma contro il ministro Frattini, si faceva notare, invece, che il suo intervento aveva comportato "una sovrapposizione tra l'iniziativa ministeriale e l’attività giudiziaria". Nella richiesta di archiviazione inviata al tribunale dei ministri di Roma la procura della Capitale sottolinea che "il ministro ha messo immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria i risultati della sua iniziativa" e che secondo "la prevalente interpretazione giurisprudenziale per l’integrazione di reato di abuso d’ufficio non è sufficiente la violazione di norme di principio prive di immediato contenuto precettivo.

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  • Liberovero

    11 Febbraio 2011 - 13:01

    quetsa nostra piacevole discussione è nata a seguito del suo assunto che attribuiva al PM la facoltà di archiviare. Queta facoltà non compete al PM che può solo ritenere opportuno di non fare le indagini (io non ho mai scritto che il PM è obbligato a farle). Poichè la richiesta di archizviazione deve essere motivata è raro che questa venga inoltrata senza fare alcuna indagine. Le indaginbi non vengono fatte quando una querela o un denuncia riferiscono fatti che non costituiscono reati ma violazioni amministrative oppure quando non contengono elementi sui quali avviare un'indagine (ad esempio quando è ignoto l'autore del presunto reato e non ci sono elementi per poterlo identificare). L'obbligatorietà dell'azione penale è una garanzia per i cittadini soprattutto quelli che non hanno potere. La discerzione che Lei vorrebbe in capo ai Pm di archiviare costituirebbe un arbitrio e, quindi, una lesione dei diritti dei più.

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  • ciannosecco

    10 Febbraio 2011 - 18:06

    Lei parla adesso di caso limite (cosa non vera),quindi ammette implicitamente che il pm può decidere di non indagare.Difatti gli ho citato gli articoli del Codice Penale dove sono previsti i casi in cui il Pm può decidere autonomamente di non procedere.Capisco che sia una questione di lana caprina , ma lei mi ha contestato che non era possibile quello che avevo affermato nel mio commento.Pongo l'accento sulla diversità di indagini della stessa Procura , su Fini ( tenuta segreta ,come dovrebbe essere sempre) e su Berlussconi , con tutta la pubblicità del caso.Saluti.

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  • Liberovero

    10 Febbraio 2011 - 16:04

    La giurisprudenza è l'orientamento interpretativo di un norma, sulla base di questo orientameto (che può mutare nel tempo) è vero che il PM può anche non avviare indagini se la notizia di reato è palesemente infondata ma, comunque, non può archiviarla e ciò perchè la legge non gli da questa facoltà. Se il PM ritiene icto oculi infondata la notizia di reato può non avvaire le indagini ma DEVE sempre chiedere l'archiviazione al GIP, che è l'unico ad avere tale potere e che lo esercita nel rispetto del contraddittorio tra le parti (PM e parte lesa). Lpèipotesi di archiviazione senza indagini è un caso limite e sovviene solo quando una querela contiene fatti penalmente irrilevanti o circostanze riferibili a soggetti non identificati nè identificabili. Nella stragrande maggioranza dei casi il PM per potre motivare la sua richiesta di archiviazione deve fare indagini come appunto pretendono l'art. 408 c.p.p. e l'art. 125 disp. att. del c.p.p.

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  • ramsey7

    10 Febbraio 2011 - 13:01

    sono arrabbiata a dir poco!Questo "signore" che, ahimè,ho votato per diversi anni ,non solo mi ha delusa ma mi stà facendo provare una sorta di disgusto indefinibile...stò pensando al povero Almirante che sicuramente si stà voltando nella tomba!!!!! Traditore falso e bugiardo,che se lo prenda pure la sinistra,non può che armi piacere ;chi di tradimento ferisce ,di tradimento perisce.Auguri e buona fine,a lui ed ai suoi nuovi compagnucci.

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