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Il governo blinda il milleproroghe: fiducia al Senato

L'articolo unico del maxiemendamento verrà discusso domani mattina a Palazzo Madama

Il governo blinda il milleproroghe: fiducia al Senato
Il governo ha posto la fiducia sull'articolo unico del decreto milleproroghe. Lo ha comunicato il Senato al termine della discussione generale e dopo le repliche di relatori e governo, il ministro per i Rapporti con il parlamento Elio Vito. Subito dopo la discussione di stamattina, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha inviato il testo del maxiemednamento alla commissione Bilancio e ha convocato la conferenza dei capigruppo dove è stato deciso che la discussione avverrà domani mattina e non, come inizialmente previsto, questasera alle 20. La decisione è arrivata per accelerare i tempi di conversione del decreto che scade il prossimo 27 febbraio ed è in prima lettura al Senato, dove sono stati presentati in aula oltre 1.100 emendamenti. Una volta approvato il decreto passerà all’esame della Camera.

AIUTI PER VENETO, LIGURIA E CAMPANIA - Nel maxiemendamento sono tra l'altro inclusi 100 milioni di euro per il 2011 e altrettanti per il 2012 per le emergenze che hanno colpito Liguria, Veneto e Campania e i comuni della provincia di Messina. Il provvedimento chiarisce che le risorse vadano ripartite per 45 milioni per ciascuno degli anni 2011-2012 per la regione Liguria, 30 milioni per il Veneto, 20 milioni per la Campania e 5 milioni di euro per i comuni della provincia di Messina colpiti dall’alluvione del 2 ottobre 2009. Confermata anche la norma che prevede la possibilità di impugnare i licenziamenti sino al 31 dicembre 2011; norma che interessa soprattutto i lavoratori precari. Viene infatti prorogata sino alla fine dell’anno l’applicazione della legge che prevede un termine di soli 60 giorni per il ricorso da parte dei lavoratori licenziati. Le commissioni Bilancio e Affari Costituzionali avevano accolto tale emendamento, ma fonti governative avevano fatto sapere che la modifica sarebbe stata eliminata con il maxiemendamento. Modifica invece confermata con il testo depositato questa mattina in Senato.

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