Cerca

Italo ultimo giapponese "Un giorno Fli crescerà"

GUARDA IL VIDEO DI BELPIETRO SU LIBERO TV: FINI IN PENSIONE Il partito perde i pezzi ma Bocchino fa finta di nulla e combatte: "Il nostro gruppo al Senato? C'è ancora...". Le rotture? "Cose che capitano". E poi spara: "Entro un anno 200mila iscritti"

Italo ultimo giapponese "Un giorno Fli crescerà"
Futuro e Libertà assomiglia sempre di più alla Fortezza Bastiani di buzzatiana memoria. Pochi soldati rimasti a tenere la guardia contro il nemico Silvio Berlusconi, manipoli in fuga e soprattutto una rinascita sempre vicina, a parole, e mai così lontana nei fatti. Il partito di Gianfranco Fini sta perdendo pezzi importanti (i futuristi Menardi, Pontone e Saia sulla lista dei partenti, e anche i deputati big Ronchi e Urso pensano aprogetti alternativi) e, soprattutto, ha perso l'appoggio di Casini e l'eventuale sponda del Pd.
Ironicamente, come ha notato il direttore di Libero Maurizio Belpietro, al presidente della Camera (che ieri ha parlato addirittura di corruzione da parte di Berlusconi nei confronti dei suoi ex uomini) non resta che vivacchiare fino alla fine della legislatura per poi abbandonarsi ad un destino alla Fausto Bertinotti: la pensione, sia pur d'oro.

Guarda su LiberoTv il video-editoriale di Maurizio Belpietro.

ITALO-GIAPPONESE - Eppure c'è chi in questo Deserto dei Tartari continua a calarsi l'elmetto e puntare e caricare la baionetta, come l'ultimo giapponese della Seconda Guerra Mondiale. E' Italo Bocchino, il cattivo consigliere di Fini, che ostinatamente fa spallucce: "Il partito non si sta sfaldando.
Al momento al Senato il gruppo di Futuro e libertà c'è". Le vicende di questi giorni sono questioni che succedono nei congressi veri e nei partiti veri. Il problema è che gli osservatori non sono più abituati a congressi veri". Il riferimento polemico al Pdl è scoperto, come quando lancia il proclama: "Noi ci appelliamo a tutti coloro che vogliono creare un partito liberale, riformista e moderato. Quel che doveva essere il Pdl e non è stato".
Bocchino, anzichè guardare al proprio movimento (la ribellione di Urso e Viespoli è rivolta proprio alla sua leadership, in vece di Fini), se la prende con la maggioranza: "E' in corso un accanimento terapeutico con il quale si cerca di allungare i tempi del governo, ma non guarisce".  Ecco perché l'alternativa sarebbe proprio Fli: "Fini ha detto che c'è una Italia fuori del Palazzo cui lui si rivolge. Si guarda agli elettori e non agli eletti. C'è una Italia che secondo tutte le indagini demoscopiche dà una buona fiducia a Fini". Fiducia a Fini anche in assenza di un vero partito, visto che l'Assemblea costituente di Milano è stata più che altro un'occasione persa. "Entro l'anno  - promette Bocchino - avremo una straordinaria struttura organizzativa. Fli avrà almeno 200mila iscritti, 110 presidenti provinciali del partito eletti dagli iscritti, così come coordinatori regionali, con il massimo della partecipazione e il massimo della democrazia. Insomma, una testa un voto". In questo momento è in corso la segreteria del partito, a Roma. "Martedì c'è la riunione dei coordinatori regionali per convocare i congressi in tutta Italia". Allora, forse, i futuristi potranno iniziare a costruire. Dopo aver fatto la conta, però.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • charles_forever

    09 Aprile 2011 - 09:09

    Il Presidente Fini aveva un precedente dal quale poter trarre insegnamento: l'opzione Follini dell'UDC e il caso Casini. Anche Follini, come Bocchino, sapeva sempre tutto lui, sapeva il giusto e l'ingiusto, sapeva il dare e l'avere, sembrava che l'albero della scienza del bene e del male lo avesse seminato lui stesso! Dov'è e cosa fa ora Follini? Fa la Cariatide nel PD. E cosa fa ora Casini? Tuona e pontifica ai suoi quattro elettori. La Storia si ripete sempre, e le persone rifanno gli stessi errori. Ma, così facendo, per fortuna, spianano la strada al Cavaliere, il quale, però, non fa lo stesso errore due volte, anzi, non lo fa nemmeno una, dal momento che è un genio nel trasformare ogni possibile caduta in una ripresa, e ogni possibile sconfitta in un rilancio ed in una successiva vittoria. E quello che menti superiori come quelle di Follini e di Bocchino non hanno capito, è che molte persone, tra le quali il sottoscritto, non nutrono per il Cavaliere alcuna invidia, ma ammirazione.

    Report

    Rispondi

  • Incubo

    08 Aprile 2011 - 22:10

    Sognare non costa niente. Bocchino si affida alla sua fervida immaginazione, priva di ogni fondamento. Peccato che i sogni finiscono all'alba fugati dal risultato delle prossime elezioni.

    Report

    Rispondi

  • Nicola Moras

    11 Marzo 2011 - 03:03

    Rotture, cose che capitano... cosa vuoi che sia, all'inizio con La Russa e Gasparri e altri ancora, ma cosa vuoi che sia, erano solamente compagni politici di una vita, mica una moglie in Rai! O una casa in un'isoletta! Che sarà mai!! E abbiamo perso una dozzina di cari parlamentari, e allora? Tanto la presidenza della camera l'abbiamo ancora, no? E allora chissenefrega, no!?

    Report

    Rispondi

  • biemme

    24 Febbraio 2011 - 15:03

    Il futuro sarà sempre roseo per Bocchino nonostante il clamoroso fallimeto in politica. Si è fatta ormai una posizione invidiabile alle spalle dei contribuenti e vivrà comunque senza problemi alla faccia di tutti gli elettori di centrodestra, ai quali farà grandi pernacchie. A meno che la magistratura, non essendo lui di sinistra, cominci a.............

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog