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Alfano: "Riforma della Consulta entro il 2013"

Il Guardasigilli accelera sulla giustizia. "Avanti anche con riforma dello Stato e di Governo: 26 mesi un tempo congruo"

Alfano: "Riforma della Consulta entro il 2013"
Il governo accelera sulla giustizia, e la conferma arriva dal Guardasigilli in persona, Angelino Alfano. "La riforma della Corte Costituzionale si farà. Non resta che aspettare di sapere in che modo", ha spiegato il ministro della Giustizia, confermando il progetto di riformare la Consulta lanciato lo scorso sabato dal premier, Silvio Berlusconi.

"ANCHE RIFORMA DI STATO E DI GOVERNO" - "Faremo la riforma della Corte Costituzionale che è parte dell’assetto delle garanzie. Siccome noi avvieremo anche la riforma della forma di Stato e di Governo", ha sottolineato Alfano, "nei prossimi giorni avremo delle riunioni per decidere se inserire questa riforma all’interno di quella della giustizia o di quella della forma di Stato. Tra gli impegni assunti non c'è solo la riforma della Giustizia, ma anche quella della forma di Stato e di Governo". Sul tema più generale della riforma della Giustizia, Alfano poi ha spiegato: "Riteniamo che nel nostro Paese la pubblica accusa e il cittadino che viene messo sotto accusa non siano pari. Bisogna affermare che giudici e pm sono parti separate perchè se l'accusa e il giudice sono collegati non c'è parità".

"GIUSTIZIA ENTRO IL 2013" - Il Guardasigilli poi detta i tempi: per la riforma della Giustizia, "ci poniamo come orizzonte il 2013", ha spiegato. Secondo Alfano "non esiste per la sinistra italiana un tempo buono per fare la riforma costituzionale della giustizia" e ha aggiunto: "Mancano 26 mesi circa alla fine della legislatura e noi abbiamo il dovere e la necessità di discutere questa riforma in Parlamento. Il Pd e la sinistra ci dovranno dire se la riforma della giustizia va fatta e, se dicessero di no, ci dovrebbero anche dire perché. Per la doppia lettura", necessaria per una riforma di rango costituzionale, conclude, "26-27 mesi è un tempo congruo".

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Commenti all'articolo

  • VincenzoAliasIlContadino

    22 Febbraio 2011 - 21:09

    Politica e mafia, assolto in appello l’ex Forza Italia Giovanni Mercadante. Infatti, in primo grado il Politico, era stato condannato a dieci anni e otto mesi, per associazione mafiosa. Allora, furono decisive le sue intercettazioni con i boss di Cosa Nostra. Mi chiedo, se la sentenza lo scarcera dopo cinque anni di galera, vuoi vedere che, quei bravi Giudici sono o saranno stati promossi? Per fortuna che non ce la scimitarra o P.le Loreto! Pensaci Giacomino delle tue ca**te, il Diritto non è quella bilancia usata dal Massaro nella Masseria di Terzo Cavone che metteva una pietre di 100gr per cresta, mentre Santoro, attribuisce al pubblico alla Socviet per il voto? In poche parole, siamo sicuri che se anche sintonizzato sul suo Sanctorium-Faziosoium, a cchiste piasce ‘o programma senza Travaglià di Fantasilandia? http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/

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  • bruno osti

    22 Febbraio 2011 - 15:03

    "...Per la doppia lettura", necessaria per una riforma di rango costituzionale, conclude, "26-27 mesi è un tempo congruo". ma di cose più importanti quali economia, tasse, privatizzazioni, liberalizzazioni, sburocratizzazione, snellimento procedure; computer, programmi e carta fotocopie ai tribunali; razionalizzazione della spesa pubblica, lotta al debito pubblico, ezzi alle forze dell'ordine (per la prima volta nella storia d'Italia, tutti e dico TUTTI i sindacati di Polizia hanno protestato), il tempo dove si trova?

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  • robe

    22 Febbraio 2011 - 13:01

    Non sono un avvovato, né un giudice, quindi parlo solo da quel pò che vedo, leggo e sento. Mi sembra che il principale problema stia nella durata dei processi: le cause sono molteplici, ma certamente ce ne sono due importanti: 1) il continuo proliferare di leggi, eccessive di numero e spesso in contraddizione, servirebbe una loro revisione totale. 2) la cronica mancanza di mezzi e uomini. La risposta al primo punto dovrebbe essere una iniziativa del Ministro di Giustizia per cominciare a rivedere i codici, e di questo non vedo traccia. Quella al secondo punto dovrebbe essere, in mancanza di risorse aggiuntive dato il momento, una totale revisione dei tribunali, del loro numero e della loro dislocazione, in modo da concentrare, ridurre i costi e destinare il risparmio a una maggiore e più moderna informatizzazione (girano programmi vecchi di 10 anni e tra l'altro mal fatti, una eternità nel software). Di nuovo, non vedo traccia di tutto ciò nei proclami del Ministro.

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  • robe

    22 Febbraio 2011 - 13:01

    Ben venga una seria risorma della Giustiza. Cosa c'entri con questa l'immunità parlamentare lo sanno solo loro. Ancor di più, cosa c'entri una riforma della Corte Costituzionale, il nostro massimo ente di garanzia, lo sanno solo gli angeli. Ho perfino letto in questi post di qualcuno, che non posso che definire sprovveduto, che si augurava una Corte Costituzionale scelta secondo la maggioranza in auge! Con gente di questo tipo purtroppo queste fanfaronate contunuano ad aver presa.

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