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Magdi Allam: "Errore più grave? Elezioni subito"

L'europarlamentare: "Dalla Tunisia all'Iran, ma non sarà il 1989 dell'Islam. C'è rischio deriva fondamentalista"

Magdi Allam: "Errore più grave? Elezioni subito"
"L'Europa non faccia l'errore di premere a tutti i costi per elezioni democratiche. I Paesi del Nord Africa non sono ancora pronti". A dirlo non è un fanatico del fondamentalismo islamico bensì uno dei suoi più accaniti avversari, Magdi Cristiano Allam, giornalista, oggi deputato europeo di 'Io amo l'Italia' e ospite del direttore di Libero Maurizio Belpietro a 'La telefonata' su Canale 5.

Allam, cerchiamo di capire: regimi che sembravano eterni grazie al sistema poliziesco stanno crollando. Ora tocca alla Libia. Perché?
"E' sconvolgente la rapidità del contagio delle rivolte popolari: Tunisia, Egitto, Libia, Yemen, Bahrain. E' una realtà nuova, ma non possiamo parlare a qualcosa che assomiglia al 1989, perché in Egitto chi mantiente il potere è ancora l'esercito, come in Tunisia. Le cause? Economiche, la frustrazione dei giovani, le disparità palesi tra classi e genti. E ancora, motivazioni etniche, come in Libia".

E' possibile che i regimi militari passino la mano attraversi elezioni democratiche?
"Noi in occidente siamo affascinati dalle elezioni, che però non esauriscono la democrazia. Ricordiamoci che attraverso elezioni sono andati al potere soggetti come Hitler, Mussolini, Khomeini in Iran, un partito fondamentalista come Hamas in Palestina... Non cadiamo nell'errore di esercitare pressioni per rapide elezioni con soggetti politici fragili e un estremismo islamico viceversa forte e radicato".

L'alleanza tra esercito e Fratelli musulmani è plausibile?
"Sì, si può verificare una tacita intesa con sicurezza e politica estera in mano ai militari. Il punto critico è il rapporto con Israele, sempre più accerchiato da regimi islamici radicali, che predicano l'estinzione fisica degli israeliani".

Secondo lei l'Europa non deve premere per una evoluzione 'all'occidentale'. Ma non dovrebbe preoccuparsi in caso di regimi islamici, anche per la fornitura del petrolio?
"In Libia è un genocidio, l'uso di aerei militari sulla folla è brutale e sconvolgente e rappresenta una sconfitta per tutti noi: Gheddafi l'abbiamo sostenuto, coccolato, gli abbiamo venduto armi in cambio di petrolio, fondi sovrani, aperture al
libero mercato. Un tracollo così barbaro del regime ci interroga profondamente. La salvaguardia degli interessi delle nostre imprese, legittima, deve essere coniugata al rispetto per la persona e per i diritti umani".

C'è il rischio che Iran e Siria vengano coinvolte dalla 'rivoluzione'?
"E' un'ipotesi forte perché sono Paesi in cui ci sono le stesse condizioni dei Paesi fin qui contagiati".

Le comunità cristiane sono rischio?
"Certamente. Quattro giorni fa in Tunisia è stato sgozzato un giovane missionario salesiano. è un contesto in cui gli islamici radicali saranno sempre più forti: l'avvento di regimi peggiorerebbe la situazione".

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Commenti all'articolo

  • davidlt

    25 Febbraio 2011 - 21:09

    La ringrazio per il commento. Non si sono fermati. Andai a NY dopo ogni libro a trovare la Scrittice , che avevo cosi tanto imparato ad ammirare leggendo i suoi libri. Aveva capito l`Islam ( che io per alcuni versi ho imparato ad amare ) , molto piu` di quanti la deridevano , per la verita` di piu` in Europa che negli USA.Non si sono fermati caro Roger, l`imigrazione e` solo uno trumento cosi come l`alta natalita`. A volet la genialita` sta nelle cose piu` banali .Mi stia bene.

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  • Roger55

    25 Febbraio 2011 - 17:05

    Caro amico condivido assolutamente il suo pensiero come quello della Fallaci e di Allam, peccato che i nostri politici non si facciano consigliare da persone, come Lei, che quotidianamente hanno a che fare con i musulmani, e pure basterebbe avere la mente un po più aperta che constatare che quello che affermiamo corrisponde alla realtà. Che dire della sinistra? Sempre e solo attestata su posizioni irrealistiche e demagogiche anche riguardo all'immigrazione, spero di sbagliarmi, lo spero vivamente, ma credo che il confronto armato con l'islam non si sia fermato a Lepanto o sotto le mura di Vienna.

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  • davidlt

    25 Febbraio 2011 - 15:03

    Da 20 vivo all`estero , piu di 15 anni li ho passati tra i vari paesi arabi, ci vado con regolarita` . Da almeno 25 anni rimango stupito dell`ignoranza dilagante in Europa sui paesi arabi in particolare e mussulmani in genere. Fallaci, Allam e pochi altri per la verita`, per quanto riguarda l`Italia, avevano ed hanno ben chiaro quali siano gli obiettivi del mondo musulmano in genere....voci disperse nel deserto culturale . La cosa che mi fa sorridere e` la citazione molto cool, del musulmano o arabo moderato .....Mi sono sempre chiesto se chi scrive questo sia ignorante (nel senso etimologico della parola) o se volutamente omette la verita` per altri fini... Ho molti amici, partners e conoscenti nei paesi arabi e musulmani in genere, li conosco, ci convivo e ci lavoro....non vi e` nulla di moderato in nessuno di loro; sono solo posizioni di comodo, a favore dell` europeo di turno quando intervista o quando si incontra. Auguro a noi europei, di metterci a pensare.....

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  • tigrin della sassetta

    24 Febbraio 2011 - 12:12

    (nell’arte sovrana dell’enteroclisma) malento, il dottor Svuotapitali 2: Ancora un litro de quel bon, ancora un litro de quel bon, po' vado a casa. No go le ciave del porton, no go le ciave del porton … Marieta, buta zo 'l paiòn, che dormo in strada! Nulla di terribile, per l’amor del cielo, ma alle 9,51 del mattino …, via, nemmeno il modello di Teomondo! Anima cattiva

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