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Un'udienza al giorno toglie Silvio di torno

Pm stakanovisti: "Ruby, corsia preferenziale. La parte lesa è minorenne: Berlusconi in aula tutti i giorni possibili"

Un'udienza al giorno toglie Silvio di torno
Per il Caso Ruby ci sarà una corsia preferenziale. Parola della magistratura di Milano, che spiega: "L'affollamento delle udienze che riguardano Silvio Berlusconi non penalizzerà l'ultimo arrivato tra i porcessi, quello sul caso Ruby". Lo hanno affermato fonti della Procura di Milano, in relazione all'incontro avvenuto venerdì tra il presidente del Tribunale, Livia Pomodoro, e Niccolò Ghedini, uno dei legali del Presidente del Consiglio. I due si sono incontrati proprio per discutere del fitto calendario giudiziario del premier.

"Da parte nostra", hanno spiegato dalla Procura, "non ci sono problemi a svolgere le udienze in tutti i giorni in cui Berlusconi è libero da legittimi impedimenti". A chi chiedeva se l'affollamento processuale potesse penalizzare il caso Ruby, al quarto piano del Palazzo di Giustizia si è fatto notare che non avverrà. "Il processo Ruby", hanno sottolineato le toghe, "avverrà col rito immediato, e la parte lesa è una minorenne. Il che comporta una corsia preferenziale" spianata da una porcura di stakanovisti.

IL CALENDARIO - Domani (sabato, ndr) intanto riprenderà l'udienza preliminare del processo Mediatrade, in cui il Presidente del Consiglio è accusato di frode fiscale e appropriazione indebita. Quasi sicuramente l'udienza verrà rinviata poiché il legale di Pier Silvio Berlusconi, anche lui imputato, non ha ricevuto la notifica della fissazione dell'udienza. Il prossimo venerdì, l'11 marzo, riprenderà il processo Mills. Il 6 aprile, infine, è in calendario la prima udienza per il cosiddetto Caso Ruby.

LA CASSAZIONE - A complicare il quadro, si è però inserita una sentenza della Cassazione presa giovedì sera. Secondo la Suprema Corte, è il giudice ordinario che stabilisce se il reato abbia natura ministeriale e, nel caso la ministerialità venisse esclusa, non è obbligato ad informare la Camera di appartenenza del ministro imputato. La decisione è della VI sezione penale della corte di Cassazione, e riguarda l'ex Guardasigilli, Clemente Mastella. Nell’udienza si è deciso che spetta al giudice ordinario stabilire la natura ministeriale o meno del reato. Questa la questione esaminata dalla Suprema Corte, chiamata a stabilire "se è abnorme, e quindi ricorribile per Cassazione, l'ordinanza con cui il gup, sulla eccezione di incompetenza funzionale sollevata dall’imputato, che all’epoca dei fatti svolgeva funzioni di ministro e che per questo invoca la competenza del collegio per i reati ministeriali - collegio mai precedentemente investito - non abbia, esclusa la natura ministeriale dei reati, informato di tale decisione la camera di appartenenza dell’interessato". La soluzione adottata dagli alti giudici è la seguente: "Negativa, in quanto rientra nelle attribuzioni dell’autorità giudiziaria verificare i presupposti della propria competenza e non è prescritto, nell’ipotesi in esame, alcun dovere di informativa alla Camera di appartenenza dell’interessato".

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    08 Marzo 2011 - 12:12

    Il mio commento non serve a dare una catalogazione assoluta ,ma deve servire a far pensare tutti, competenti o meno. che NON bisogna fermarsi alle apparenze ,alle intercettazioni scritte sui giornali, di non denigrare ipotesi difensive e stravalutare quelle dell'accusa.Il processo e sempre un'altra cosa, gli esempi da me citati servono a dimostrare questo.

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  • nlevis

    08 Marzo 2011 - 12:12

    Pure al ballo delle debuttanti in Austria, accompagnata da un magnate di cui non ricordo il nome. Povera pulzella da proteggere. Con buona pace di mia nonna che così commentava: l'uomo, l'asino e il tacchino sono tre fratelli. Con buona pace delle scatenate femministe che ritrovano l'onore femmineo nel difendere, qualche decennio dopo, ciò che hanno distrutto con una presunta parità. Con buona pace di una certa magistratura che si rende ogni giorno più ridicola.

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  • bruno osti

    08 Marzo 2011 - 10:10

    Se c'è un processo che va male, condotto male, con errori giudiziari, significa forse che tutti saranno così? E comunque, per arrivare a capire se uno è colpevole o innocente, non bisogna fare un processo? Che poi il Marocco sia ancora (un poco) arretrato nei confronti degli altri Paesi, significa per forza che i loro documenti di riconoscimento internazionale siano non attendibili? Torno a ripetere: dove ed in che modo Ghedini ha scovato quell'informazione? dagli Organi ufficiali di quello Stato? l'Ufficio Anagrafe del paese di nascita di Ruby lo avrebbe confermato, documenti alla mano? gli hanno rilasciato dichiarazione scritta con timbri e controtimbri, presentabile in Tribunale? Andiamo, su!! La sua propensione a difendere a tutti i costi i comportamenti di Burlesque, ritenendolo immune da ogni pur minima critica, non possono spingerla a tanto.

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  • ciannosecco

    07 Marzo 2011 - 17:05

    Nei processi che mi diletto a seguire ho visto parecchie presunte prove,ritenute schiaccianti ed evidenti ,finire in un cestino.Per esempio,seguo con interesse il processo Calciopoli, in particolare le due ricusazioni della Corte da parte dei pm di Napoli.Con i presupposti iniziali dell'inchiesta ,lei avrebbe mai detto che saremmo arrivati a questo punto?E' che dire del processo Zorgnitta?Il Marocco non è senz'altro come cinquanta anni fà, ma è certamente arretrato confrontato all'Italia e alresto dei paesi europei.

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