Cerca

Un radicale con il Pdl: no a 'election day'. Pd sconfitto

Beltrandi (eletto con i democratici) vota con la maggioranza. Mozione Franceschini respinta. Insorge la Bindi: "Gravissimo"

Un radicale con il Pdl: no a 'election day'. Pd sconfitto
Il radicale Marco Beltrandi si schiera con il governo, e grazie al suo voto non passa alla Camera  la mozione Franceschini, con cui veniva chiesto l'accorpamento delle elezioni amministrative con il referendum, il cosiddetto election day.

INSORGE IL PD - I Democratici hanno subito protestato per la scelta di Beltrandi, bollata come "gravissima". Per Rosy bindi, presidente del Pd, "ci sono momenti nei quali la disciplina di un gruppo è fondamentale". Tradotta, la dichiarazione di Rosy significa che Beltrandi rischia l'espulsione dal partito di Pier Luigi Bersani. Il radicale ha poi voluto spiegare il suo gesto: "Il mio dissenso è politico, figuriamoci se intendo passare in maggioranza. Il dissenso dal gruppo ci può essere ed inceve il Pd, in una riunione lunedì sera, ha avuto una reazione verso di me che mi ha colpito negativamente. Ritengo", ha concluso Beltrandi, "che finché c'è il quorum, l'abbinamento delle due date è un escamotage per raggiungerlo. Ma se si crea questo precedente, vuol dire che ogni governo potrebbe abbinare le date per pilotare l'esito del referendum".

I NUMERI - Il voto si è concluso con 276 contrari e 275 a favore. Se il radicale, eletto con il Partito Democratico, avesse votato con l'opposizione il risultato sarebbe stato l'opposto. Al voto non hanno partecipato i sei deputati responsabili e gli esponenti del gruppo misto. Nel Pdl in 28 non hanno partecipato al voto: 13 in missione e 15 non partecipanti al voto. Molteplici defezioni anche nell'opposizione, dove mancavano otto deputati di Futuro e Libertà.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • kumachan

    29 Luglio 2011 - 14:02

    Visto che in tempi di magra bisogna risparmiare 350milioni per il referendum... Che mi dici dei 100miliardi di euro in 10 anni presi attraverso la bolletta elettrica per finanziare il fotovoltaico? Il bello e` che non basteranno perche` gli incentivi per installare pannelli con tecnologia di 40 anni fa, durano 20 anni. Quindi anche se da oggi in poi smettessero di installarne di nuovi, dovrete continuare a pagarli per 20 anni in bolletta. Pensa che con quei soldi copri il 135% del fabbisogno italiano col nucleare anziche` il 7% (se in Sicilia) o il 5.2% (se in Val Padana) col fotovoltaico. E pensare che 5 centrali erano troppo costose... Buona bolletta

    Report

    Rispondi

  • kumachan

    29 Luglio 2011 - 14:02

    Il referendum è l'unico istituto di partecipazioe diretta previsto dalla Costituzione che consente ai cittadini di partecipare alla funzione legislativa, intervenendo in sede consultiva o abrogative di leggi varate dal parlamento. Per promuovere un referendum è troppo facile, basta meno del 2% dei votanti per portare il restante 98 e rotti% a votare. Vogliamo rispettare il principio del quorum? O i santi padri costituenti li buttiamo giu` per il gabinetto? Io ho vinto col fallimento del quorum. Sono stato immorale o illecito a vincere cosi`? Io ho una soluzione banale, togliamo il quorum (e quindi siamo liberi di accorpare o meno senza avvantaggiare nessuno, ma si deve raccogliere le firme di almeno il 40% degli elettori. Non il2% scarso. Ed a quel punto nessuno potra` cambiare i risultati accorpando o meno. Mi permetta una curiosita`,che ne pensa del regolamento PD art.5.7, 5.8, 5.9 per NOMINATI http://www.pdprovincialeperugia.it/documenti/Regolamento_Finanziario_Regionale.pdf

    Report

    Rispondi

  • Lupetto99

    19 Marzo 2011 - 01:01

    C'erano 350 milioni di motivi per accorpare referendum e amministrative, che in un periodo di crisi economica profonda come quello che stiamo vivendo, potevano finanziare alcune opere urgenti. Sarebbero serviti ad esempio a finanziare il completamento dell' idrovia che avrebbe evitato a Vicenza e dintorni le inondazioni, e sarebbero avanzati soldi per passare il tribunale di Messina dall' edificio fatiscente in cui è oggi all' ex palazzo delle poste che è in attesa da anni dei soldi per l'adeguamento. In tempi di magra questo spreco di risorse pubbliche dovrebbe indignare tutti, invece passa sotto silenzio fra i sorrisetti soddisfatti di quelli che non vogliono sentire il popolo su questioni cruciali come quelle.

    Report

    Rispondi

  • ciannosecco

    18 Marzo 2011 - 11:11

    Capisce adesso perchè votiamo Berlusconi?Ha ripreso il voto referendario ,annullato dalla politica di professione( referendum sulla responsabilità civile dei magistrati)ed oggi l'ha riproposta in forma legislativa. Il vero democratico è lui.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog