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Atomo, frenata del Cav. Veronesi però spinge

Berlusconi: "Staremo allineati ad Europa e decisioni di Bruxelles". L'oncologo: "Mondo non può fare a meno del nucleare

Atomo, frenata del Cav. Veronesi però spinge
Paolo Romani, il ministro dello Sviluppo Economico, è tornato a parlare della scelta operata dal governo di proseguire nel programma nucleare. "Quello che è successo in Giappone", spiega Romani, "un momento di riflessione lo deve dare". Il ministro quindi invita il "sistema Paese, il governo e i tecnici a fermarsi un attimo per capire cosa sia meglio fare".

UFFICIO DI PRESIDENZA - Il nucleare è stato al centro del dibattito anche all'ufficio di presidenza del Pdl a palazzo Grazioli di mercoledì sera. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è tornato a ribadire la necessità di riflettere sull'atomo e sulla sicurezza degli impianti. Il Cavaliere detta insomma la linea della prudenza: il nucleare, oggi, tocca la sensibilità delle persone. Berlusconi ha chiesto di non alimentare polemiche, poiché potrebbero essere usata come arma anti-Cav durante la prossima campagna elettorale per le amministrative. Il premier, in sostanza, ha chiesto di allinearsi alle decisioni che verranno prese in sede europea.

ROMANI - Dopo aver invitato le istituzioni a riflettere sulla situazione, il ministro Romani ha aggiunto che sarà importante "aspettare gli stress test" a cui verranno sottoposte le centrali nucleari europee. Il ministro ha poi ricordato, però, come quanto accaduto in Giappone abbia caratterei di "un'eccezionalità probabilmente irripetibile, ma deve comunque portare un momento di riflessione". Il ministro ha infine sottolineato come "non si possano fare scelte che non siano condivise da tutti, scelte non condivise da chi vede istallata nerl proprio territorio una centrale nucleare".

VERONESI: "MONDO NON PUO' FARNE A MENO"
- Sul tema dell'energia nucleare è interventuo anche l'oncologo Umberto Veronesi. "Io rimango convinto che il mondo non può fare a meno del nucleare per sopravvivere", tuttavia, ha continuato, "non posso evitare di pormi degli interrogativi e vorrei personalmente approfondire e riesaminare i piani ( che peraltro ho sempre ritenuto eccellenti) di sviluppo nucleare del nostro Paese, anzi dell’Europa". Il professore, presidente dell’Agenzia per il nucleare, a una settimana dalla catastrofe giapponese ha spiegato così la sua posizione circa la sicurezza degli impianti. "Le caratteristiche di eccezionalità degli eventi giapponesi, dove al terremoto si è associato lo tsunami e poi l’incidente atomico - ha continuato Veronesi - ha risvegliato in tutti noi paure ataviche e visioni apocalittiche, oltre che dolore e solidarietà sincera per la gente e per gli eroi, tecnici e scienziati , che tentano in ogni modo di salvarla. Io rimango convinto che il mondo non può fare a meno del nucleare per sopravvivere, tenendo conto che petrolio, carbone e gas hanno i decenni contati e che sono nelle mani di pochissimi Paesi, che stiamo avvicinandoci ai 7 miliardi sul Pianeta con bisogni sempre maggiori di energia, e che le altre fonti di energia non sono attualmente sfruttabili in modo tale da assicurare la copertura del fabbisogno".

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  • nessuno1

    29 Aprile 2011 - 21:09

    Chi appoggia il nucleare e' solamente perchè ci guadagna (pochi potenti). Il cittadino serio non guadagna nulla, ci perde solo in salute. L'investimento iniziale non ci farà guadagnare niente per molti anni, e quando le centrali andranno a regime se ne approfitteranno lo stesso e i prezzi rimarranno gli stessi. Grande Re d'Italia, mi dispiace ma pare che per il nucleare una democrazia (anche disastrata come quella di oggi) non va proprio bene.

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  • edoardo2000

    22 Marzo 2011 - 18:06

    mi meraviglio del professor veronesi, oncologo, e col nucleare, potrebbero venire fuori comunque, malattie e cancri: come mai, massima convinzione di riattivare il nucleare? eppure, la realtà, è a meglio conoscenza senz'altro di me, che stò scrivendo questa lettera: utile, ma no esiste solo quella. energia sfruttando sole, vento, acqua, rifiuti che non sappiamo dove stoccare, e sono comunque, o meglio possono essere impiegati per lo sviluppo di elettricità. non è più semplice e sicuro? basta provare, o referendum ai cittadini: si o no al nucleare. parliamone con la popolazione, una volta ogni tanto!

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  • pi.bo42

    18 Marzo 2011 - 17:05

    E' vero che il discorso sul cadmio me lo ha fatto la ditta in questione, appoggiandosi, però, ad una serie di dati ufficiali, quindi non li ho creduti a scatola chiusa. Per la durata fonti non dell'azienda parlano di trenta anni, mi riferisco ad una inchiesta fatta da un giornale scientifico(Focus???) tempo addietro. Ho poi rinunciato per due ragioni : 1) la manutenzione ogni ca 3 anni (come afferma BISNONNA), 2) la mia età (vedasi nick) e, soprattutto, l'assenza di eredi, ai quali trasmettere eventuali vantaggi, facendo ovviamente le corna....! Per il nucleare ora tutti sono d'accordo su un momento di riflessione, mah, potenza (o meschinità?) della politica. Di questo passo sarà inutile anche fare il referendum!

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  • angelo.Mandara

    18 Marzo 2011 - 12:12

    Purtroppo sul nucleare hanno già deciso gli Altri europei (quelli che stanno oltre Alpi)...ed il REFERENDUM doveva e potrebbe essere EUROPEO per valere !! Da una "cartina" credo di aver visto una centrale nucleare a 120 Km. dall'Italia (Auguri !!) e le (eventuali) radiazioni non conoscerebbero confini (essendo purtroppo analfabete...non sanno leggere). Riflettendo...l'apocalisse giapponese ha una causa che solo il "Pacifico" sa riservare. Intanto un referendum così delicato, andrebbe fatto distante dall'ultima "esplosione"...sull'emotività, gli "anti" vincerebbero sempre e a mani basse, se fatto..."a caldo"...e non saremmo più credibili. Mi sembrerebbe poco serio avere una centrale a 120 Km. da casa e pagare (per esempio) a quello Stato una bolletta energetica carissima...ignorando anche l'offesa che questi "confinanti" ci avrebbero riservato per avercele messe, a corona, tanto vicine che eventuali correnti le "spingano" da nord a sud. Saluti. Angelo Mandara

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