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Il Cavaliere e la paura di attacchi terroristici

Perplessità a Palazzo Chigi. Berlusconi: "Gheddafi non ha le armi per colpirici, ma ha altri mezzi per vendicarsi"

Il Cavaliere e la paura di attacchi terroristici
Il peso delle decisioni è asfissiante, Berlusconi sente il bisogno di divagare. Dirotta il corteo presidenziale, in marcia verso l’aeroporto di Le Bourget, e fa tappa alla mostra dell’antiquariato, sugli Champs-Èlysées. Dà un’occhiata agli articoli, si ferma a fare foto con i francesi che glielo chiedono. Scherza: «Qui non ci sono contestatori organizzati». Il presidente del Consiglio è a Parigi, partecipa al vertice straordinario dei capi di Stato sulla crisi libica. Sceglie un ruolo da non protagonista, il Cavaliere, e lo fa con cognizione.

Durante la riunione parla di «uno tsunami della libertà» che sta travolgendo i Paesi arabi, un’onda che l’occidente deve cavalcare. Poi si sofferma con il segretario di Stato Hillary Clinton e il premier britannico David Cameron. Insiste perché il coordinamento delle operazioni tocchi alla Nato e abbia sede in Italia, a Napoli. Un modo per togliere centralità a Sarkozy (in ballo c’è la difesa degli interessi  dell’Eni, insidiati dai colossi Tamoil e  Bp), senza esporsi in prima persona. Finito il vertice, Berlusconi riferisce telefonicamente a Napolitano (che apprezza: «L’Italia farà la sua parte»), poi tiene una conferenza stampa all’ambasciata italiana. È prudente: «Abbiamo messo a disposizione le basi», ricorda il capo del governo, e c’è l’impegno anche a «intervenire direttamente nelle operazioni militari se necessario». Ma, al momento, non è necessario: «I mezzi di Francia, Inghilterra e altri Paesi credo siano sufficienti». Quanto a Gheddafi, «è difficile che che un regime durato 41 anni possa continuare con quello che è accaduto», ma durante la riunione parigina, confessa Berlusconi, non si è arrivati a parlare di esilio: «La preoccupazione è che non ci siano vittime tra la popolazione civile», per il dopo-Colonnello «ci sarà il percorso diplomatico».
 
Infine il Cavaliere ci tiene a tranquillizzare la gente: «Il regime libico non ha armi in dotazione che possano raggiungere il territorio italiano». È così? In realtà Silvio è molto preoccupato. In apprensione proprio perché conosce bene Muammar e sa quanto sia matto il beduino. È vero: il rischio non è un missile in partenza dall’altra sponda del Mediterraneo (c’è il precedente, fallito, del 1986), ma uno peggiore. Che si attivi «una rete terroristica» legata al regime di Tripoli e che questa agisca, per rappresaglia, «con attentati» contro gli Stati più esposti.

La situazione consiglia prudenza, il protagonismo di Sarko infastidisce, e non poco, Berlusconi. In serata, quando le navi americane iniziano a fare fuoco (e il Pentagono sfila il joystick all’Eliseo), il premier italiano segue la situazione con apprensione, ma non cambia la strategia: un passo indietro agli altri. È un «conflitto impopolare» perché combattuto davanti la porta di casa: Silvio non aspetta i sondaggi per scoprirlo, lo sa. Eppoi c’è l’emergenza immigrazione, su questo Berlusconi deve dare ragione a Bossi. Arriveranno in migliaia dalla Libia e il governo non potrà fare nulla stavolta: i libici in fuga scappano da uno scenario di guerra, sono rifugiati politici. Bisogna accoglierli. L’ultima ragione che spiega la prudenza berlusconiana è legata al bilancio. Far alzare i Tornado in aria per sganciare bombe sulla Libia ha un costo. E  Tremonti non vuole sganciare. Pacifista? Rigorista.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • piffi

    01 Settembre 2011 - 16:04

    pure il terrorismo! a volte viene da dire :magari....!!!! basterebbe un solo carroarmato anche usato , ma bene indirizzato...!!! sai che festa poi.

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  • mondolibero

    22 Marzo 2011 - 18:06

    RAGAZZI,basta.Non stiamo a parlare di Silvio e non Silvio,c'è chi lo tollera e chi no ma questo è il momento di guardarsi alle spalle,se siamo in guerra,e lo siamo checche' ne dica La Russa,e non dobbiamo preoccuparci perchè i missili dell'idiota non ci raggiungono preoccupiamoci del terrorismo.tutti amiamo andare in giro per citta' d'arte, prendere aerei,andare negli stadi,al cinema, nei supermercati,tutti, pensare di non poterlo piu fare con tranquillita' perchè un BEDUINO ci intimorisce!!!!!beh, non ci resta che augurarci ed auguragli una bomba intelligente.Non so se i sistemi che abbiamo siano efficaci contro il terrorismo ma diamo fiducia alle forze dell'ordine lasciandogli liberta' di azione per la nostra incolumita' e ringraziamo che ci sono,certo ci conforta il fatto che Al Qaeda non c'entra nulla e i libici non vogliono essere una loro base permanente.Il nuovo governo libico saprà tenere a bada anche i clandestini e lo farà in modo piu' celere di quanto fatto da Cicciobello

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  • autores

    21 Marzo 2011 - 20:08

    E' vero l'Italia puo' anche subire dai Terroristi. E per questo che i carabinieri,militari e polizia deve essere presente in ogni citta' ma deve anche leggere le E-mail che sono spedite da chi segnala.La segnalazione e la loro presenza e' fondamentale perche' molti non sono meritevoli di restare nel nostro Stato ma se loro non si danno da fare tramite la segnalazione,chi se ne deve andare non viene scoperto anche se non e' adatto al nostro Stato e compromette la vita di chi e' dalla parte della difesa Italiana,Sicurezza,ONU e fin troppo altro.

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  • Berlusconano

    21 Marzo 2011 - 17:05

    .. e a tutte le sue balle, è "sceso in campo" nel 1994 e da allora non ha fatto altro che fare promesse tutte rigorosamente non mantenute. Ma non vi rendete conto che qualunque sia il motivo per cui non ha mantenuto le promesse non ne vale più la pena tenerlo al governo? Avete letto il contratto della fiat? Marchionne sta facendo di tutto per portarla via, visto che più sposta la produzione negli usa più il governo federale darà fondi. E la francia? Non avete visto come sta aggredendo le nostre aziende? Lui entrando in politica ha avuto l'immunità e tanti vantaggi per le sue aziende, noi la miseria economica, e chiaramente umiliazioni continue all'estero. ps: in germia un lavoratore ha 3 volte il potere d'acquisto di un nostro operaio e l'altro giorno hanno festeggiato il livello più basso di disoccupazione, alla faccia nostra che stiamo anche nell'euro. pps: la politica delle pacche sulle spalle non serve, guardate i casi battisti,petrella,fiat,aziende italiane spostate in francia.

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