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Cav, tre riforme: "Giustizia, poi fisco e Costituzione"

Berlusconi: "Fini e Casini mi intralciavano, stavano dalla parte delle toghe". Assetto costituzionale: "Più potere al Premier"

Cav, tre riforme: "Giustizia, poi fisco e Costituzione"
"L'Italia ha bisogno di tre riforme: riforma della giustizia, dell' architettura costituzionale e del fisco. Io riuscirò a farle tutte e tre".  Queste le parole del premier Silvio Berlusconi intervenuto venerdì 8 aprile alla cerimonia di premiazione delle giovani eccellenze del Campus Mentis a Roma.

RIFORMA GIUSTIZIA - Berlusconi ha sostenuto di essere vicino all'approvazione della riforma della giustizia di cui il paese ha bisogno: " Nelle precedenti legislature Fini e Casini mi hanno ostacolato: stavano dalla partedell toghe politicizzate, dei privilegi della magistratura". Adesso le cose starebbero diversamente: "La maggiornaza è più esile nei numeri ma più solida nelle intenzioni. La riforma passerà".

RIFORMA ARCHITETTURA COSTITUZIONALE - "I nostri padri costiutuenti, uscendo dal fascismo, hanno tolto potere al primo ministro e lo hanno affidato a tre organi: il Parlamento, la Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica. Ora è tempo di cambiare le cose - ha detto il premier -. Ho in mente una grande riforma dell'architettura costituzionale di questo paese". Berlusconi vorrebbe portare in Parlamento "un vero purosangue", in termini di riforma costituzionale, ha però previsto che dalle due Camere uscirà appesantito come "un ippopotamo".

RIFORMA FISCALE - Il premier ha poi esposto la terza ed ultima riforma necessaria per il rilancio del Paese: "C'è una selva di leggi che imbrigliano imprenditori e parti sociali. Siamo pronti ad una riforma del fisco che cancelli tutte le norme in ambito tributario". 

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Commenti all'articolo

  • erre_bi

    12 Aprile 2011 - 12:12

    Silvio Berlusconi.. devi riuscire a farle Tutte.. le riforme mancanti!!! non te ne puoi andare..! Tieni duro.. votiamo per Te e per il Tuo Governo...

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  • dontfeedtheboss

    11 Aprile 2011 - 10:10

    Lo hanno capito anche i sassi, ma non i berlusconiani, che la riforma della giustizia è funzionale solo ai suoi processi. quando si sarà liberato tra prescrizioni e leggi ad personam, della riforma della giustizia non parlerà +. D'altronde non è un problema degli italiani, ma solo dei delinquenti. Lo stravolgimento della Costituzione invece non passerà mai, nonostante l'opera costante di rincoglionimento fatta tramite i media controllati da lui, molti italiani sanno ancora quando la ns. carta sia valida e non permetteranno lo scempio antidemocratico che il premier, ignorando il concetto di democrazia, vuole perpetrare. Del Fisco sono 20 anni che ne parla, e a solo favore di ricchi, imprenditori e cioè evasori, si tradurrà, ovviamente, in tasse maggiori per i poveracci, che sono poi quello che lo votano: lo farà davvero?

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  • libero

    10 Aprile 2011 - 16:04

    Non posso darle torto perche' siamo nel bel mezzo di una guerra,ma io mi ostino a racimolare quel residuo di speranza che che ancora sopravvive nel fondo oscuro del mio spirito.Quando penso a quali livelli si oppressione ci ha abituati questa classe politica e non certo da sola,il mio malessere sbanda tra la rabbia violenta e l'impotenza che le cose cambino ed allora mi affido alla teoria dei grandi numeri,che mi ridanno un poco di fiducia.Da una classe politica,almeno degna di questo nome,mi aspettavo le vere riforme liberali,libertarie che,come lei sa,da anni sono state affossate ,perche' partiti e lobbies di ogni genere,hanno gli strumenti per organizzare una resistenza granitica,a difesa dei loro privilegi ed interessi.Questa maggioranza aveva uomini e numeri per fare cio' contro una sinistra politica,confindustriale,sindacale conservatrice;avrebbe cambiato il paese e la gente e percio' a lungo andare,l'unica opzione sara' quella della rivolta:l'acqua dal vaso poi trabocca.

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  • pi.bo42

    09 Aprile 2011 - 20:08

    Non è stato soltanto il popolo della partita IVA a votarlo, le sue promesse hanno convinto amche tanti pensionati e lavoratori a reddito fisso! E' questo che si deve ammettere e su questo l'opposizione deve riflettere e amaramente pentirsi!

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