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Tremonti molla l'Europa: "Usciamo dagli accordi"

Ministro dell'Economia all'Europarlamento: "La crisi è un'opportunità per rivedere i trattati e formularne uno nuovo". Guerre e immigrazione: "Ue non pervenuta"

Tremonti molla l'Europa: "Usciamo dagli accordi"
La crisi è un momento di discontinuità ma può essere anche un'opportunità e quella di rivedere gli attuali trattati Ue e di formularne uno nuovo "è un’ipotesi da prendere in considerazione": lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti rispondendo alla domanda di un europarlamentare durante la sua audizione alla Commissione Affari costituzionali sul tema del trattato di Lisbona e della solidarietà . "I trattati sono stati scritti prima della globalizzazione - ha detto - sono l'espressione di un mondo passato. Forse la crisi può essere una ragione per pensare a una nuova, spero anche più intensa, convenzione".

GUERRA E IMMIGRAZIONE - Non solo economia e tenuta dell'Eurozona, comunque. Secondo Tremonti anche la visione politica e l'azione dell'Unione europea nell'ambito della crisi geopolitica sono "drammaticamente insufficienti". "La politica - ha aggiunto il ministro - deve essere politeia, comprensione dei sentimenti e della cultura dei popoli". Il problema è che l'Europa, nella crisi del Mediterraneo, è stata finora missing in action, anzi in no action, pur avendo un trattato la cui lettera è molto ampia e che offre una base di intervento". Tremonti ha chiesto un intervento 'pesante' dell'Europa anche sulla questione energetica, invitando l'Unione a compiere una riflessione sul modello economico e sociale europeo. "Questa fase - ha spiegato - va utilizzata anche per sostenere investimenti pubblici destinati a operazioni di interesse collettivo. Il finanziamento delle energie alternative risponde a questa esigenza".

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  • fonty

    fonty

    20 Aprile 2011 - 17:05

    Se è vero come è vero che l'Italia versa annualmente nelle fameliche casse europee 14 miliardi di euro, ricevendone in cambio molto meno, con una parte di colpa dell'Italia che non chiede i fondi) allora mi chiedo a cosa ci serve l'Europa, soltanto a farci bacchettare per ogni nonnulla e per prenderci per i fondelli come sulla questione immigrati ? Se poi penso che la Francia riceve come quota agricola il 22 % e l'Italia solo il 12 %, una quota minore anche di Germania ed Inghilterra, dovendo per di più acquistare il loro latte e derivati, e zitti e mosca se si sforano le quote latte, reato punito con multe salatissime, allora dico che è stato tutto fatto su misura per le tre suddette nazioni che fanno la parte del leone, mentre l'Italia cenerentola di turno non può fare altro che pagare e stare coni una mano davanti e una dietro.

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  • raucher

    20 Aprile 2011 - 12:12

    ...anche i fatti emersi dagli altri paesi europei servano a cambiare le regole di questa UE che non soddisfa nessuno , anche in materia di accoglienza.

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  • nlevis

    20 Aprile 2011 - 09:09

    in politica il tempo speso male è perdità di opportunità, di aderenza ai nuovi scenari mondiali ,di risposte veloci. Tremonti dice una cosa saggia ed evidente. Questi "carrozzoni" costosi e lenti non sanno svolgere il loro compito. Non sanno prevedere un bel nulla, non sanno proporsi come volani di accellerazione economica e sociale: sanno però fare una cosa: curare l'erbetta dei loro singoli stati, esattamente come fanno i partiti all'interno dei singoli parlamenti. Tutto non si può cambiare: costituzioni, diritti acquisiti, caste, costumi, ideologie . L'immobilità è il "garantismo" delle costituzioni europee, un garantismo che depreda le tasche di tutti i contrbuenti riempiendo quelle di "fondi" che diventano ulteriore terreno di scontro politico perchè non vengono usati (troppo difficile e burocratico accedervi) o vengono usati male.

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  • vin43

    20 Aprile 2011 - 09:09

    Tutto ciò deriva dall’inettitudine dei nostri deputati europei che si sono succeduti dal ’78. Abbiamo mandato al parlamento europeo i trombati o rompi timpani di tutti i partiti. Inefficienza, lassismo e distrazioni varie non consentivano una vera presa di coscienza dell’evento straordinario dell’unità europea. POCHI sono stati all’altezza del compito. Non conoscendo la lingua inglese, non essendo competenti in nessun campo, sprecando soldi in rappresentanze e fesserie varie, hanno trascorso gli anni di mandato imboscati nei vari uffici, specie quando c’erano provvedimenti importanti da discutere. Non sono stati gli altri a essere più intelligenti di noi, siamo stati noi a mandare i più impreparati. Che cosa gridava B. alle europee? «Dobbiamo mandare in Europa gente preparata, in tutto». Non ha avuto, e non ha sempre ragione il nostro beneamato B? Ecco perché, come ha detto @capitanuncino: «Ci hanno depredato tutto....».

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