Cerca

Tremonti molla l'Europa: "Usciamo dagli accordi"

Ministro dell'Economia all'Europarlamento: "La crisi è un'opportunità per rivedere i trattati e formularne uno nuovo". Guerre e immigrazione: "Ue non pervenuta"

27
Tremonti molla l'Europa: "Usciamo dagli accordi"
La crisi è un momento di discontinuità ma può essere anche un'opportunità e quella di rivedere gli attuali trattati Ue e di formularne uno nuovo "è un’ipotesi da prendere in considerazione": lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti rispondendo alla domanda di un europarlamentare durante la sua audizione alla Commissione Affari costituzionali sul tema del trattato di Lisbona e della solidarietà . "I trattati sono stati scritti prima della globalizzazione - ha detto - sono l'espressione di un mondo passato. Forse la crisi può essere una ragione per pensare a una nuova, spero anche più intensa, convenzione".

GUERRA E IMMIGRAZIONE - Non solo economia e tenuta dell'Eurozona, comunque. Secondo Tremonti anche la visione politica e l'azione dell'Unione europea nell'ambito della crisi geopolitica sono "drammaticamente insufficienti". "La politica - ha aggiunto il ministro - deve essere politeia, comprensione dei sentimenti e della cultura dei popoli". Il problema è che l'Europa, nella crisi del Mediterraneo, è stata finora missing in action, anzi in no action, pur avendo un trattato la cui lettera è molto ampia e che offre una base di intervento". Tremonti ha chiesto un intervento 'pesante' dell'Europa anche sulla questione energetica, invitando l'Unione a compiere una riflessione sul modello economico e sociale europeo. "Questa fase - ha spiegato - va utilizzata anche per sostenere investimenti pubblici destinati a operazioni di interesse collettivo. Il finanziamento delle energie alternative risponde a questa esigenza".

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    20 Aprile 2011 - 17:05

    Se è vero come è vero che l'Italia versa annualmente nelle fameliche casse europee 14 miliardi di euro, ricevendone in cambio molto meno, con una parte di colpa dell'Italia che non chiede i fondi) allora mi chiedo a cosa ci serve l'Europa, soltanto a farci bacchettare per ogni nonnulla e per prenderci per i fondelli come sulla questione immigrati ? Se poi penso che la Francia riceve come quota agricola il 22 % e l'Italia solo il 12 %, una quota minore anche di Germania ed Inghilterra, dovendo per di più acquistare il loro latte e derivati, e zitti e mosca se si sforano le quote latte, reato punito con multe salatissime, allora dico che è stato tutto fatto su misura per le tre suddette nazioni che fanno la parte del leone, mentre l'Italia cenerentola di turno non può fare altro che pagare e stare coni una mano davanti e una dietro.

    Report

    Rispondi

  • raucher

    20 Aprile 2011 - 12:12

    ...anche i fatti emersi dagli altri paesi europei servano a cambiare le regole di questa UE che non soddisfa nessuno , anche in materia di accoglienza.

    Report

    Rispondi

  • nlevis

    20 Aprile 2011 - 09:09

    in politica il tempo speso male è perdità di opportunità, di aderenza ai nuovi scenari mondiali ,di risposte veloci. Tremonti dice una cosa saggia ed evidente. Questi "carrozzoni" costosi e lenti non sanno svolgere il loro compito. Non sanno prevedere un bel nulla, non sanno proporsi come volani di accellerazione economica e sociale: sanno però fare una cosa: curare l'erbetta dei loro singoli stati, esattamente come fanno i partiti all'interno dei singoli parlamenti. Tutto non si può cambiare: costituzioni, diritti acquisiti, caste, costumi, ideologie . L'immobilità è il "garantismo" delle costituzioni europee, un garantismo che depreda le tasche di tutti i contrbuenti riempiendo quelle di "fondi" che diventano ulteriore terreno di scontro politico perchè non vengono usati (troppo difficile e burocratico accedervi) o vengono usati male.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media