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Brunetta: "Lo stop a controlli fiscali è una mia idea"

Belpietro intervista il ministro: "Con la mia riforma le imprese risparmiano 12 miliardi, arrabbiature e tempo perso"

Brunetta: "Lo stop a controlli fiscali è una mia idea"
Si apre a Roma il Forum della Pubblica amministrazione, un settore da cui ci si attende molto: nel dl sviluppo si parla di riduzione delle spese della burocrazia. Il tema è al centro del colloquio tra il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, e il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, andato in onda ne La Telefonata di Mattino 5.

Ma allora da questa Pubblica amministrazione si otterranno i risparmi di cui tanto si parla e si riuscirà a dare alla Pa efficienza e aiuti alle imprese?


Nel documento di programmazione che abbiamo approvato, sono previsti quasi 12 miliardi. Sono 12 miliardi che le imprese spendono in meno per funzionare. E questo è il nostro obiettivo. Quando un'impresa spende meno è più competitiva.

Ma come si fa a risparmiare 12 miliardi semplicemente dicendo che non ci sono degli adempimenti burocratici?


Il suo giornale ha dei consulenti del lavoro?

Sì.

E dei consulenti fiscali?

Certo.

E quanti impiegati impegna per riempire pratiche e burocrazia?

Purtroppo tanti.


Se fa il conto di tutti questi consulenti in meno, fa la somma di tutto questo, alla fine viene la differenza per la sua impresa. Lei spenderà in meno circa 1 milione di euro nei suoi conti d'impresa all'anno. Moltiplichi la cifra per le imprese italiane e verranno i minori costi.

Lei dice che con questa riforma lo Stato eviterà di complicare la vita dei cittadini?

Assolutamente sì, è equivalente a un taglio di Irpef di tre punti percentuali. Non è poca cosa, le aziende se ne renderanno conto, e anche le famiglie. I costi saranno minori, come le arrabbiature e il tempo perso, e ci sarà una maggiore produttività. I valori fanno riferimento a un taglio possibile, perché in questa fase tagliare le tasse non era possibile per ragioni di bilancio pubblico.

Lei parlava di tasse, nei giorni scorsi si è parlato di una manovra correttiva.


No, per il 2011 non ci sarà: la manovra l'abbiamo già fatta. Nel Piano nazionale per le riferme non è prevista alcuna manovra correttiva se non per il 2012 e il 2013 quella che viene chiamata 'manutenzione dei costi pubblici'. I conti devono tornare.

Tremonti ha detto che bisogna porre fine alle manovre vessatorie del fisco contro i contribuenti. Cosa significa?


Le do una notizia: l'idea era mia, e Tremonti ben volentieri l'ha accolta. Significa che i controlli vanno fatti, ma non devono essere l'uno sull'altro senza regole. Parliamo sempre del suo giornale. Fino a ieri se qualcuno pensava che il suo giornale tenesse male i conti, arrivava la Guardia di Finanza in divisa e le bloccava magari mezza amministrazione. Questo non sarà più possibile. L'amministratore sarà avvertito, arriveranno i funzionari, in borghese, con una congrua programmazione, e chiederanno i dati di cui hanno bisogno all'amministratore. Il tutto con la massima discrezione ed efficienza. Ma di più: la Gdf non potrà tornare cinque giorni dopo dicendo che si è dimenticata qualcosa. No, ci sarà una sorta di programmazione, di correttezza istituzionale e amministrativa, che farà sì che i controlli saranno solo quelli che servono. Chi andrà contro la pianificazione di correttezza avrà sanzioni.

Ministro, ma non è possibile concentrare tutti i controlli, come Guardia di Finanza, ispettorato del lavoro, verifica dell'Inps e tante altre cose. L'amministrazione dello Stato non può fare tutt'uno.

Le amministrazioni sono diverse, ma il nostro obiettivo è proprio questo: programmare e pianificare e non sovrapporre. Poi l'obiettivo finale è proprio quello che dice lei. Intanto abbiamo fatto questo passo, e ribadisco che l'idea è mia, e nasce da una vecchissima tesi di laurea sul metodo francese: i francesi applicano questi principi da trent'anni.

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Commenti all'articolo

  • carlozani

    25 Maggio 2011 - 11:11

    Il ministro Brunetta vuole meno controlli fiscali per le imprese quando c'è un'evasione fiscale altissima. Nel programma di governo non c'ra la lotta all'evasione fiscale?Brunetta si è mai chiesto quanti artigiani evadono perchè al cliente ,se chiede la fattura, viene richiesto l'aggiunta dell'iva che molte volte è già stata messa nel conto e che il cliente non può detrarre. Carlo Zani

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  • ansimo

    10 Maggio 2011 - 16:04

    Non effettuare controlli fiscali alle aziende è una idea grandiosa che solo alle grandi menti possono venire e sicuramente una mente del genere riuscirà a studiare un sistema da applicare anche alle pensioni. Immaginate i pensionati che vedono la loro pensione sempre dimagrita per i prelievi fiscali come saranno felici di poter evadere sicuri di non subire alcun controllo fiscale. Dai Brunetta sei un grande, tutti i pensionati saranno ai tuoi piedi ed il prossimo Presidente della Repubblica sarai certamete tu, in barba a Berlusconi e a Fini. Cerca però di non sbagliarti, non vorrei che invece di togliere le tasse tu tolga le pensioni, tanto per alleggerire la spesa pubblica.

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  • bruno osti

    09 Maggio 2011 - 16:04

    ha preso l'esempio dal suo capo

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  • bruno osti

    09 Maggio 2011 - 16:04

    il tuo nickname ci evoca la città di Taranto che, da sempre amministrata dalla destra, è statata da essa portata in bancarotta; così come Catania che, dopo che Bianco (CSX) l'aveva strappata alla disastrata DX, era considerata la Milano del nord ed ora anch'essa in bancarotta, devastata da Scapagnini (e per questo promosso a senatore del PDL); così come sta succedendo a Parma, per 50 anni amministrata dalle sinistre ed una delle città al top di tutte le classifiche di qualità e servizi e presa come esempio in gran parte del mondo, ora sulla bancarotta per colpa degli ultimi dieci anni di CDX; così un debito da Fossa delle Marianne creato e lasciato da Storace nella sanità del Lazio e per la voragine della sanità nel veneto del doge Galan.

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