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Amministrative, undici candidati per il dopo Iervolino ma la sfida è tra Lattieri e Morcone

Il centrodestra con l'ex capo degli industriali sfida la sinistra divisa tra il Prefetto e l'ex pm De Magistris. Banco di prova per Terzo Polo con Pasquino

Amministrative, undici candidati per il dopo Iervolino ma la sfida è tra Lattieri e Morcone

Undici candidati per Palazzo San Giacomo, pescati per lo più dalla società civile. Una ricchezza di cognomi che corrisponde probabilmente ad una povertà di proposte politiche forti per la città. A contendersi la poltrona di primo cittadino saranno soprattutto Gianni Lettieri (PdL - Forza del Sud - Noi Sud - Destra Storace - ), Mario Morcone (Pd - Sel), Luigi De Magistris (IdV - Partito del Sud), Raimondo Pasquino (Fli - UdC - Api), Clemente Mastella ( Udeur). Tra gli altri figurano anche Raffaele Di Monda (Pin) , il grillino Roberto Fico e Carlo Taormina (Lega Italia). Una rosa di nomi che denuncia l'incapacità del tessuto sociale di fare squadra, come emerge con evidenza nella sinistra, divisa tra Morcone e De Magistris - e dello stesso centro con Pasquino da un alto e Mastella dall'altro. Il  grande favorito è Lettieri, ma il ballottaggio è tutt’altro che da escludere.

TENSIONI – A quattro giorni dal voto, a Napoli si respira un’aria tesa - tesissima anzi - frutto di una campagna elettorale che non lesina colpi bassi. Le quasi 3.000 tonnellate di rifiuti ammassati sulle strade, la polemica sul voto inquinato che ha spinto la Prefettura al vaglio dei nomi, gli scontri tra militanti di estremisti di entrambe le parti, l’aggressione subita da Gianni Lettieri da parte di alcuni studenti così come lo stesso assalto alla sede del partito:  sono tutti segnali, questi, di una città che è non ne può più.

 FAVORITO – Nonostante tiri un’aria pesante, c’è un favorito ed è Gianni Lettieri. A confermarlo c’è il sostegno di  alcuni esponenti della società civile vicinissimi ad Antonio Bassolino (tra cui spicca Claudio Velardi, ex spin doctor di D’Alema, per altro),  firmatari  di un manifesto in  cui riconoscono  "con grande disappunto i fallimenti della classe dirigente della città". Un testo che documenta una effettiva virata verso il centrodestra, specie - si legge nel testo -  dopo il "grottesco epilogo delle primarie" .  Sì, quelle che avevano incoronato Andrea Cozzolino (altro uomo di Bassolino) a candidato sindaco del centrosinistra, per poi essere cestinate per  sospetti brogli elettorali. Cozzolino ha fatto un passo indietro e rimesso la decisione sul nome dell’aspirante primo cittadino al partito (Pd) che, dopo consulti vari, ha lanciato l’ex prefetto Mario Morcone, sostenuto anche da Sel ma non dall’ Idv che vi contrappone  l’ex pm Luigi De Magistris. Di qui, la frattura della sinistra che deve vedersela con un centrodestra in formissina e con la ferma determinazione del Cavaliere (che figura ancora come capolista del PdL) di strapparle il Comune, così come è avvenuto negli ultimi due anni con Provincia e Regione. 

COMUNALI 2006 -  Cinque anni fa, Rosa Russo Iervolino fu incoronata regina di Palazzo San Giacomo con il 57 % delle preferenze. Cifra, questa, cui contribuivano Ds e Margherita con un 31.7 %, Udeur con 7.1 % e IdV con 4%. Il concorrente del centrodestra, Franco Malvano, dal suo canto raggiunse il 37.8 % di preferenze con l'appoggio di Fi( 17.2%), An (8.8 %), e Udc ( 3.7 %). Quanto sia cambiato lo scenario politico nazionale - tanto a sinistra quanto a desta - è evidente e dopo il test delle amministrative ne saranno chiare anche le conseguenze.  

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Commenti all'articolo

  • jerrycapellone

    11 Maggio 2011 - 15:03

    Se lo stipendio elergito alle classi dirigenti sono commisurati al livello di responsabilità, a Napoli, avremmo l'intera classe dirigente che non dovrebbe ricevere quelle migliaia di euro al mese, ma risarcire lo Stato e la città di Napoli dei danni che ha procurato ai propri concittadini. Danni alla salute, ai mancati introiti della filiera turistica per l'immagine poco edificante che la città ha mostrato al mondo..ma che dico! la colpa è del governo di Roma che, secondo la squalificata dirigenza, si deve occupare di un problema che in tutte le città del mondo civile (e qui Borghezio ha al 100% ragione) non è un problema ma una normale pratica burocratica...ma sappiamo che i problemi portano soldi e a Napoli sono 20 (diconsi venti) anni che c'è il problema. Ma sti signori non si saziano mai?

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