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A Latina è in gioco il futuro della politca

La città pontina è un vero caso elettorale: banco di prova per Fli, crisi del centrodestra locale, pericolo cambio di bandiera

A Latina è in gioco il futuro della politca
Le amministrative di Latina sono uno dei " casi" di questa tornata elettorale. E' in questa città di provincia, infatti, che si possono riconoscere i prodromi di questioni politiche molto calde, tant'è che i più importanti vertici di governo sono accorsi per la campagna elettorale e fino all'ultimo si vocifera in un intervento dello stesso premier in sostegno del candidato di centrodestra Giovanni Di Giorgi. Dalla Brambilla a Sacconi, da La Russa alla Santanché i più alti vertici del PdL si sono stretti compatti a sostegno di Di Giorgi che, comunque, rimane il favorito. Curioso impegno per un capoluogo di provincia, neanche tanto grande  - conta circa 120 mila abitanti - e tradizionalmente legato poi ad amministrazioni di destra.

IL CASO LATINA - Eppure, l'attenzione sulla città pontina è alta. Per più motivi. Latina  detiene il record nazionale di candidati alla potrona di sindaco. Tredici aspiranti primi cittadini e ben 800 consiglieri sono il lizza. C'è poi da considerare la prova elettorale di Fli. Qui, il neo partito del presidente della Camera è sceso in campo da solo (senza Api e Udc) con un suo candidato Filippo Cosignani. La città pontina, quindi, servirà a Gianfranco Fini per testare il riscontro della suo strategia politica.

PERICOLO BALLOTTAGGIO -  L'attenzione della maggioranza di governo su Latina, però, è dovuta al timore che si finisca al ballottaggio tra Di Giorgi (PdL- Lega) e il candidato del centrosinistra Claudio Moscardelli. Fatto questo che fa tremare il più grande partito d'Italia: in questo caso, Fli ha già fatto sapere che darà l'appoggio a Moscardelli e qualora quest'ultimo venisse fatto sindaco, il cambio di bandiera a Latina risuonerebbe come una disfatta clamorosa per il PdL. 
Da diciotto anni, infatti, Latina elegge sceglie il primo cittadino tra le fila del centrodestra con un consenso allargato, inchidando ogni volta il centrosinistra al 20%, più o meno. A Latina, la destra è divisa. Una crisi che trova radici nelle stesse motivazioni che hanno portato l'anno scorso il neo eletto sindaco Zaccheo alle dimissioni e il Comune al commissariamento. 

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Commenti all'articolo

  • boss1

    boss1

    13 Maggio 2011 - 17:05

    spero e mi auguro che sanno quello che fanno. sarebbe il colmo se la sx vincesse al ballottaggio con l'appoggio di fli, ma tutto è possibile anche la neve domenica a Latina.

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