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Hitler e rancori: gli anti-Cav son sempre i peggio

Repubblica dà del Fuhrer al premier, Bocca e Flores D'Arcais delirano. Se il Pdl sbaglia, a sinistra lo superano / MAGLIE

Hitler e rancori: gli anti-Cav son sempre i peggio
Una non fa in tempo a risentirsi per le castronerie che candidati e leaders del centro destra si concedono in una delicatissima campagna elettorale, che le tocca ancora una volta scoprire come gli avversari riescano a essere non solo sempre i peggiori ma talmente infami, talmente anti italiani, talmente rancidi nel loro rancore, da giustificare di nuovo le suddette castronerie. Ricordatelo se siete dei moderati, perfino turandovi il famoso naso, in cabina elettorale, leggetevi il vecchio giurista rosso Franco Cordero in trasferta militante  al Salone del libro di Torino, dove si vota, e opportunamente anticipato dalla Repubblica  mentre paragona il   premier a Hitler; oppure Giorgio Bocca, che delira contro il capitale e sogna dialetto e baratto quando basterebbe un buen retiro in pensione, Flores D’Arcais che ciancia di scontro finale di civiltà in assenza di adeguati psicofarmaci, il commissario Davanzoni, alias Giuseppe D’Avanzo, che si inventa menzogne   assassine senza le quali non ci sarebbe il tiranno Berlusconi.
Una non fa in tempo a pensare che il garantismo non si pratica a giorni alterni, cara signora  Moratti, ma è virtù tanto solitaria quanto degna di essere coltivata, e allora a Pisapia si  deve dire semplicemente che non è all’altezza, e che sì, in passato ha flirtato con il terrorismo, peraltro in buona compagnia, non che forse ha rubato un’auto  che non ha rubato, e dicendoglielo così  goffamente; non fa in tempo a pensare che Berlusconi le ardite battute sui lavacri e i deodoranti degli  esponenti della sinistra ce le potrebbe risparmiare, anche perché si sa da decenni che si vestono dal sarto esclusivo, comprano Church e Prada, vanno in barca e si provano ad arricchirsi come tutti quelli che criticano; e che non si dice alle signore in età che si fanno paura a guardarsi allo specchio, anche perché lo specchio fa male anche agli uomini in età, pure a quelli potenti, e un po’ di rispetto non solo per le belle fighe  ci vuole se sei uno statista.
Tutto dimenticato, perché gli altri sono peggiori, pieni di disprezzo radicato e profondo per l’Italia e per gli italiani, animati da storica  diffidenza e incomprensione, pervicacemente convinti che qualcosa di profondamente sbagliato nella natura stessa del Paese la condanni ogni volta al fallimento, che poi vuol dire non votare per loro. Repubblica, l’Unità, la gazzetta delle procure, Il Fatto, anche in questa campagna hanno tradito quotidianamente i propri ideali libertari, seguito ciecamente la causa giustizialista. Pier Luigi Bersani, come un marxista di un secolo fa, chiama da mesi Silvio Berlusconi «il miliardario», e arriccia schifato il labbruccio inferiore, diciamogli serenamente che lui è un relitto della politica, se non ci fosse Berlusconi non saprebbe come occupare le giornate.
Vi cito alcune frasi dell’incomprensibile Bocca pensiero, poi gli altri tre,  in ordine di delirio di odio, furore calunnioso, disprezzo per il libero arbitrio degli italiani.
«Ma che cos’è in questa vigilia elettorale questa Milano? Una metropoli feroce del capitalismo avanzato in cui sotto varie forme comandano i ricchi che hanno il favore e la fedeltà della maggioranza benestante o soddisfatta del suo stato, diciamo il sessanta percento degli abitanti. Gli altri quaranta, che in teoria dovrebbero stare all’opposizione, sono rassegnati a essere cittadini di serie B, per non parlare dei poveri che sono come la pula del grano che vola a ogni soffio di vento; un po’  ridicolo che questa società autoritaria dei pochi ricchi e potenti abbia la fedeltà sicura dei benestanti e dei comunque soddisfatti».
Cordero: «Pro forma siede un Parlamento, organo vociferante del padrone; ai bei tempi era antagonista del re, sub divo Berluscone riprodurrebbe Reichstag nazista o Camera dei fasci e delle corporazioni, quod deus avertat, ma lo vediamo già nelle Camere attuali, sebbene in una il sovrano sia forte appena di un minimo margine. Vuol riscriversi la Carta e comandare la giuridizione come a stento vi sarebbe riuscito Re Sole».
Flores D’Arcais «A Milano e a Napoli le cricche del regime chiedono un voto contro la legalità e la decenza, un voto a favore dei ladri, delle mafie, dei corrotti, un voto a favore della menzogna e dell'impunità. Un voto di inciviltà».
D’Avanzo: «Senza una menzogna deliberata, accuratamente studiata, Berlusconi non potrebbe  “assassinare”  i suoi avversari politici, minacciare i non conformi, costringere al silenzio e all’obbedienza i più deboli».

di Maria Giovanna Maglie

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Commenti all'articolo

  • GMTubini

    16 Maggio 2011 - 13:01

    ... Paolino2 che accusa il Cav. di avere introdotto nella politica italiana una sorta di faziosità di tipo calcistico, e poi scarica una carrettata di slogan antiberlusconiani che potrebbero essere tranquillamente urlati dalla Curva Nord allo stadio A. Picchi di Livorno.

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  • paolino2

    16 Maggio 2011 - 10:10

    verso il Cav. ha ridotto la politica ad un tifo calcistico (furbo perche' molti berluscones capiscono solo quello), o di qua' o di la'. Ha assoggettato un parlamento ai fatti suoi, si e' arricchito na dismisura alla faccia del conflitto d'interesse ed alla vfaccia vostra cari berluscones dalla mente cariata. MA siete vivi?

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  • Ciacio Venezian

    15 Maggio 2011 - 22:10

    Ormai il sinistrume che imperversa di questi tempi fa più pietà che che altro. Paragonare Berlusconi a Hitler è puerile e sbagliato: se analizziamo senza falsi pudori, e non dimenticandone i crimini, i risultati economici e sociali ottenuti da Hitler nei primi anni della sua dittatura con quel poco che ha fatto il Nostro, vien da ridere. La cecità dei suoi detrattori, involontariamente, lo mette su un livello che le sue azioni mai gli permetterebbero di raggiungere. Sveglia gente! Non è così che si convince gli elettori di avere le carte migliori. Ne avete di strada da fare.....

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  • mauroluchetti1

    15 Maggio 2011 - 21:09

    I pseudo intellettualoidi sinisti hanno sempre le loro madri gravide. Ma quando la smetterete di gettare fango su tutto e tutti senza una minima vergogna di voi stessi. Solo le Regioni,Provincie e Comuni in cui amministrano i sinistronzi i cittadini sono veramente liberi, onesti e colti. Ma ritengo che in quelle Regioni,Provincie e Comuni in cui hanno sempre amministrato, dal dopo guerra ad oggi, Giunte di sinistra i cittadini non sono veramente liberi se non per la paura di subire ritorsioni inquanto i sinistronzi sono maestri. A questi intellettualodi e giornalistoidi di sinistra dico: ma andate a fare in : "dal cul fece trombetta"

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