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Campagna da sonnifero Il Cav è l'unica scossa

CORSA ALLE URNE A RILENTO: SOLO SILVIO CI METTE LA FACCIA Un mese di silenzio, poi i botti targati Berlusconi, dallo slogan di Lassini al caso Moratti-Pisapia. La scalata Lega, Grillo e il "buson" Vendola. Da Milano a Napoli, Fini e Bersani non pervenuti

Campagna da sonnifero Il Cav è l'unica scossa
Cosa resterà di questa campagna elettorale? Di gaffe e scivoloni, candidati e politici ne hanno lasciate. Proclami di vittoria al primo turno, promesse mirabolanti, manifesti bislacchi, reciproche accuse: c'è n'è per tutti i gusti. Soprattutto, c'è il silenzio della sinistra e dei terzisti. Se per questi ultimi però il profilo basso è alquanto comprensilbile - Fli, Udc e Api puntano al ballottaggio e meditano sulle alleanze del secondo turno -, quello di Bersani & Co è preoccupante. Di loro si ricorderà una battaglia politica mai intrapresa, armi deposte a terra prima ancora di brandirle. L'Agcom ha lamentato l'eccessivo presenzialismo del centrodestra sui media, dal Tg1 al Tg4 e Sky. Sarà forse perché a buona parte del centrosinistra è sfuggita la chiamata alle urne?

IL CENTRODESTRA -
Protagonista assoluto, manco a dirlo, è Silvio Berlusconi che per queste elezioni ci ha messo molto più che la faccia. Capolista a Milano e Napoli, è qui che il premier ha dato il meglio di sé. Con Napoli ha giocato la carta dell'abusivismo edilizio e quella della Tarsu. Poi, il rischio-scivolone sul calcio. "Il Milan ha vinto lo scudetto", s'è lasciato sfuggire davanti alla platea della Mostra d'Oltremare. Ma al primo accenno di fischi è subito corso ai ripari: "Ma il Napoli conquisterà certamente la Champions League". E pace fu. A Milano, invece, è andato in scena lo scontro con la magistratura politicizzata, che qui è di casa. Solo qualche settimana prima il polverone si era alzato intorno a Roberto Lassini, l'autore del manifesto "Via le Br dalle procure". Scintille sono volate però anche da Letizia Moratti. Confronto in fair play? Anche no. Il sindaco uscente ha chiuso col botto: "Io sono una moderata, a differenza di Giuliano Pisapia,  colpevole del furto di un veicolo utilizzato poi per un sequestro e il pestaggio di un giovane". Il candidato Pd ha annunciato querela ma poco importa: Letizia tira dritto decisa e segue l'invito di Berlusconi "a tirar fuori le unghie".

LA LEGA - Se il Cav fa il gioco duro, Umberto Bossi esagera. Pure col PdL. Saranno soci in parlamento, ma queste amministrative sono un banco di prova importante (basti pensare a quanto il Senatur abbia puntato su Gallarate o sul candidato del sindaco di Bologna).  "La Lega ha quasi in mano il Paese: Berlusconi può fare, ma deve avere l'accordo della Lega", ha tuonato Bossi sulle mosse del governo. E sul delicato voto alla missione in Libia, la presa d'atto:  "La Lega ce l'ha duro". Chapeau.

"AT SALUT BUSON" - Novità a cinque stelle. Beppe Grillo ha smesso di insultare il centrodestra da tempo: le sue 'perle' sono tutte per la sinistra. Comico e politico a seconda delle occasioni, il genovese a Bologna non ha avuto peli sulla lingua e lasciando il palco ha lanciato un saluto equivoco: At salut, buson, che sta per Ti saluto, gay in dialetto bolognese. Non ci è dato di sapere chi fosse il destinatario ma considerando che in piazza Maggiore, quel giorno, Beppe Grillo si incrociava con Nichi Vendola, un pensierino è venuto a tutti. Ma si sa, la colpa è tutta dei giornalisti "cialtroni di sinistra, destra e centro". Detto da lui...  

I FASCIOCOMUNISTI - "Qualcuno dice che 'fascisti' e 'comunisti' non possono stare insieme: che noi ci dobbiamo solo mena' mentre loro si fanno i cazzi loro. Ci dicono che le ideologie sono tramontate... Certo che è così, ma è vero anche che se erano ancora quei tempi là da mo' che Berlusconi stava al confino.. ". Così a fine marzo, Antonio Pennacchi il vincitore del premio Strega annunciava la sua discesa in campo a Latina, con la 'lista Fasciocomunista' in sostegno del candidatio di Fli, Filippo Cosignani. Pare che lo scrittore sia diventato il nuovo portavoce di Fli. Applausi per la fantasia. E per l'impegno profuso.  

"SPERO CHE IL BOLOGNA VADA IN SERIE A"
- La gaffe è del candidato sindaco di Bologna,  Virginio Merola. Uno scivolone che pochi gli hanno perdonato.  Merola paga già per le sue origini non proprio emiliane al 100%. Eppure, a Bologna c'è cresciuto e che il club sia in A da tre anni lo dovrebbe sapere bene. Sarà la pressione... Si è ripreso poi, con un corso sulle tagliatelle. L'unico segno di vita di una sinistra al ragù.

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Commenti all'articolo

  • vittoriomazzucato

    16 Maggio 2011 - 07:07

    Sono Luca. I Francesi sì che sanno trovare le marachelle dei loro politici. Possibile che in Italia una La Repubblica, un L'Espresso, un Il Fatto e una Boccassini non riescano ad intercettare una telefonata tra una ragazza compiacente e un bravo imitatore che inscenassero una accusa di stupro ai danni di BERLUSCONI. Cosa ci vuole, poi un avviso di garanzia e se tra 10 anni si scoprirà che tutta una "bufala" intanto......... GRAZIE.

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  • luan

    15 Maggio 2011 - 19:07

    Niente profughi a Milano,dopo 2 giorni ne sono arrivati 420 però sono allogggiati a Pieve Emanuele a dieci minuti dal Duomo.

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  • imahfu

    15 Maggio 2011 - 18:06

    Il Giornale dice il cobntrario, cioé che la calma é del Premier, gli altri sono chiassosi, violenti. Vero é che Sallusti difende la paga, una paga Santa (Che'?) E costituiscono la coppia di violenza verbale, fasulla e bugiarda.

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  • Dream

    15 Maggio 2011 - 15:03

    ma come? nonostante tutto questa è anche liberta' ""d'espressione!"", il Santo si difese quando sbertucciava offensivamente tutti dicendo: "Ma qui nell'anno domini noi si fa satira!", e che la puo' fare solo lui! Oppure è meglio tutte le nefandezze sotto la cloaca maxima, e in superfice tutti incerati? Non è che amo particolarmente questo modo di far "politica": Il Tapino,Il Miliarfario, il Buco senza Ciambella, ecc,ecc. ma quanto meno sono alla luce del sole, coloro ai quali interessa il popolo, la nazione, e quelli che: "manco pa'capa"!..

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