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Il diktat di Bossi ai suoi: "Ora silenzio assoluto"

Caos meneghino. Prima Calderoli: "Tutti uniti per ballottaggio". Poi c'è l'ordine de Senatùr: "No tv e dichiarazioni". A Bologna pronto ricorso

Il diktat di Bossi ai suoi: "Ora silenzio assoluto"
La Lega Nord è arrabbiata, e il primo degli scontenti e il 'guru' delle camicie verdi, Umberto Bossi. Ma da via Bellerio spiegano: sarà tregua fino al ballottaggio, concetto sposato in toto da Roberto Calderoli. L'obiettivo è troppo importante per essere mancato: "Dobbiamo vincere a Milano". Poco dopo le dichiarazioni di Calderoli, però, arriva la 'rettifica' del Senatùr, che impone il 'silenzio stampa': la rabbia per ora è troppa, meglio non rilasciare dichiarazioni, a nessuno. Il panorama politico nel centrodestra appare nuvoloso e aperto a diversi scenari, soprattutto se all'ombra della Madonnina arriverà una sconfitta. Dove però la Lega non tace e non ha nessuna intenzione di 'concedere' una tregua è a Bologna: farà ricorso contro la vittoria del candidato di sinistra, Virginio Merola. Le schede nulle, considerata la manciata di voti con cui ha vinto, potrebbero rivelarsi decisive.

CALDEROLI: "MAI CON IL PD" - A ricompattare il Carroccio attorno al governo e al Pdl ci aveva provato Roberto Calderoli. "La Lega, tutta la Lega, è impegnata per vincere i ballottaggi di fine mese, e ce la metteremo tutta", ha spiegato il ministro per la Semplificazione. "Ho letto in questi giorni su alcune agenzie delle supposizioni assolutamente prive di fondamento - ha aggiunto circa quel che la Lega starebbe facendo. Sono elucubrazioni - ha sottolineato - prive di qualsiasi sostanza. La Lega è riunita in queste ore (il riferimento era al vertice, terminato, in via Bellerio, ndr) proprio per trovare la strada per vincere i ballottaggi, e Bossi per primo sta pensando a come vincere. E quando ci mettiamo ce la facciamo". Poi Calderoli spazza via le voci secondo le quali sarebbe iniziato un processo di avvicinamento tra il Carroccio e le forze di opposizione, magari proprio con il Partito Democratico. "Noi non ascoltiamo le sirene dell'ultimo momento, non caschiamo in giochini di seduzione. La Lega sta con chi le riforme le vuole fare davvero e può realizzarle", ha spiegato.

BOSSI IMPONE IL SILENZIO - Dopo Calderoli, però, trapela il diktat di Bossi: "Noi non parliamo con nessuno". La delusione dei risultati elettorali non è ancora assorbita, e per arginarla è meglio il silenzio. Dal vertice di via Bellerio, da quanto si è appreso, non sarebbero emerse particolari novità sul comportamento che la Lega dovrà adottare in vista del ballottaggio milanese. Tutto, probabilmente, è rimandato a dopo l'incontro tra Bossi e il premier che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni, forse già mercoledì. L'ordine di scuderia, nel frattempo, è quello di non apparire in televisioni e di non rilasciare dichiarazioni: atteggiamento che la dice lunga sullo stato d'animo del Senatùr. Dopo il lungo vertice Calderoli e Roberto Maroni hanno lasciato in auto la sede del Carroccio. Bossi, con i suoi sigari, rimane chiuso in ufficio.

SALVINI: "PARLARE DI TEMI CONCRETI" - Umberto Bossi, pur senza rilasciare nessuna dichiarazioni, ha fatto capire che non gli è piaciuta la troppa esposizione di Berlusconi nel corso della campagna elettorale per le amministrative. Ha parlato invece il milanese Matteo Salvini: "Mi auguro che il ballottaggio non si trasformi in un referendum pro o contro berlusconi", ha sottolineato. Poi Salvini ha garantito l'assoluto impegno per vincere alle urne alla fine di maggio: il Carroccio "si spenderà al 101 per cento". Ma dopo le rassicurazioni, ecco la stoccata a Letizia Moratti: "Ora occorre condurre una campagna elettorale su temi concreti - ha richiamato - e non sulle vicende degli anni '70".

RICORSO A BOLOGNA - La Lega Nord non si arrende: a Bologna farà ricorso contro la vittoria del candidato a sindaco del centrosinitra Virginio Merola, che ha evitato il ballottaggio per il rotto della cuffia totalizzando il 50, 5% dei voti.  A spingere la Lega a chiedere una verifica e forse un riconteggio sono le 3.574 schede nulle, pari ad un 1,65% che potrebbe cambiare gli equilibri. Le schede contestate e non assegnate sono state invece 73, quelle lasciate bianche 1.702. Il candidato sindaco per il centrodestra, il leghista Manes Bernardini, si è fermato al 30,4% dei voti, ma sperava nel secondo turno per dare battaglia alla colaizione capeggiata dal Pd.

BERNARDINI: "TROPPE IRREGOLARITA'" - Secondo la sentarice del Carroccio Rosy Mauro, nello scrutinio, svoltosi molto lentamente, in 12 ore e terminato alle 3 di notte, ci sarebbe "qualcosa che puzza". La plenipotenziaria leghista ha atteso l'esito del voto in via Nazario Sauro, a casa di Bernardini, che davanti ai giornalisti, a spoglio ultimato, ha così commentato l'ipotesi ricorso: "I ricorsi non mi sono mai piaciuti, li ho sempre visti come un pretesto di chi perde ma ci sono state tante segnalazioni di elettori. E poi Merola - ha aggiunto il candidato del Carroccio - ha vinto con solo uno o due voti in più a seggio". Secondo quanto riferisce la Lega in un caso ci sarebbe stato anche un elettore che presentatosi al seggio ha scoperto che il proprio voto era stato già stato espresso il giorno prima.

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Commenti all'articolo

  • FLIB

    18 Maggio 2011 - 10:10

    Un certo Fidel diceva " No hay revolucion si no hay muertos " che tradotto ed addolcito ai nostri tempi significa che non si cambia nulla senza sporcarsi almeno il vestito. Troppi proclami e slogan e poca sostanza: fora di bal e poi miglialia di permessi di soggiorno alla faccia di chi é in lista d'attesa da anni per una colf a Milano; meglio il silenzio si, ma attenti a non addormentarsi troppo perchè l'ora va ed il tempo non ritorna. La Francia che non é federalista ci ha dimostrato quanto vale con i clandestini della Tunisia e della Libia e noi a parte qualche sterile minaccia abbiamo messo la coda tra le gambe. Se si perde Milano il movimento leghista sarebbe ad un passo dalla sua fine perchè un effetto domino la travolgerebbe e Bossi ne é consapevole di questo.

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  • coolhandluke

    18 Maggio 2011 - 10:10

    Ma a questo punto ci tocca sperare che siano i napoletani a venirci a dare una mano.

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  • villiam

    18 Maggio 2011 - 10:10

    io fossi nella lega farei controllare tutto,come mai in emilia con le votazioni ci sono sempre casini?i rossi sono specialisti,non dimenticarlo mai!

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  • bellissimo

    18 Maggio 2011 - 10:10

    Lega sveglia ! Il problema non sta nei ballottaggi !Anche voi vi siete adagiati nel grande marasma dell'eterno compromesso cattocomunista all'italiana. La gente si aspetta cambiamenti reali e soluzioni reali ai problemi. Se continua cosi',fra poco nascerà la LEGA GRILLO NORD.

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