Cerca

Fli, non resta più niente: la fuga di Ronchi e Urso

Roma, Assemblea di un ex partito. Bocchino fa Grillo: "Destra e sinistra uguali. Berlusconi è un dittatore". Fini guarda, i due dissidenti filano via prima di votare

Fli, non resta più niente: la fuga di Ronchi e Urso
L'assemblea nazionale di Futuro e Libertà prende contorni ben definiti: quelli della resa dei conti. Ma la formazione politica di Gianfranco Fini doveva anche sancire la non-decisione: quella, in perfetto stile terzopolista, di non stare con nessuno ai ballottaggi. Puntuale, la non-decisione è stata rivendicata dal pasdaran Italo Bocchino, vicepresidente di Fli. "Milano e Napoli sono questioni politiche nazionali - ha esordito -. Ha perso il Pdl, ma ha perso anche il Pd. Noi esprimiamo la nostra libertà di voto non come concetto astratto, nel senso che nessun dirigente può dire voterei per gli uni o per gli altri, perché sono uguali". Poi Italo si è profuso nel consueto attacco a Berlusconi, il tutto sotto gli occhi sconcertati dei 'dissidenti', Adolfo Urso e Andrea Ronchi, ai quali non è stato strappato nemmeno mezzo applauso. E sono proprio Urso e Ronchi a certificare la crisi del derelitto partito futurista: le due 'colombe' lasciano l'assemblea nazionale prima del voto di ratifica della relazione di Bocchino. Urso si è limitato a dire: "Quello che dovevo dire l'ho già detto, qui del resto si ratificano decisioni annunciate tre giorni fa: scelgo di restare in silenzio per non alimentare polemiche e parlerò dopo i ballottaggi".


BOCCHINO COME GRILLO - Italo Bocchino, nel suo discorso, ha proseguito il processo di trasmutazione che lo ha portato ad assumere fattezze sempre più simili a quelle delle 5stelle e dei grillini capeggiati dal "buffone" (il copyright è di Giuliano Ferrara) genovese, alias Beppe Grillo. Pure Italo, insomma, non sta con nessuno "perché sono tutti uguali". Secondo Bocchino, applauditissimo dalla scarsa platea assembleare (ma non da Urso e Ronchi), a Milano "abbiamo assistito al fallimento del berlusconismo", mentre a Napoli "si è di fronte alla scelta tra il giustizialismo dipietrista da una parte e la scelta di Lettieri, che è l'uomo di Cosentino che la procura di Napoli insegue per rapporti con la camorra dall'altra". Sulla base di queste considerazioni, ha concluso Bocchino, la linea del partito è che "non si darà nessun appoggio ai candidati delle due coalizioni che correranno per i ballottaggi".

IL DITTATORE BERLUSCONI - Il disco rotto Bocchino poi si è poi speso nel consueto attacco a Silvio Berlusconi, accusato di aver "inquinato il centrodestra italiano". I futuristi, ha tuonato Italo, "non stanno con chi disdegna la legalità e il merito e con chi si allea con una forza antinazionale come la Lega Nord. Le amministrative - ha proseguito -, in particolare a Milano, hanno dimostrato che le elezioni sonos tate perse dalla deriva estremistica di Berlusconi e Bossi che noi avevamo denunciato con il nostro strappo. I milanesi hanno detto no a Berlusconi e ai manifesti di Lassini perché non ritengono brigatisti i giudici. A Napoli invece - scende al Sud Bocchino - ha perso un altro aspetto del berlusconismo, quello del ghe pensi mì. Senza Fini e Casini, Berlusconi non vincerà mai più (evidentemente Italo non ha visto i risultati del primo turno in Campania, ndr), perché lui non è l'incarnazione dell'anima moderata, ma è un imprenditore che in quanto tale non può essere democratico ma è moncratico".

CI SONO I 'DISSIDENTI' - Al residence di Ripetta, dove si è svolta l'Assmblea (di cui presidente è stato eletto Salvatore Tattarella) Urso e Ronchi sono stati presenti e freddi come ghiaccioli. I due sono in prima linea nel criticare la scelta di Fli e Terzo Polo di non apparentarsi con i candidati di centrodestra al secondo turno elettorale, tanto che lo strappo con Fini pare inevitabile. L'Assemblea è anche un occasione - o meglio, un tentativo disperato - da parte di Gianfranco Fini di tenere insieme i cocci di un partito che, alla recente tornata elettorale, si è dovuto accontentare di una percentuale di voti irrisoria. Ma i cocci sembra impossibile ricomporli: mentre Bocchino parlava, Ronchi e Urso guardavano perplessi e non hanno mai applaudito. Nemmeno le frasi più populisticamente condivisibili, quali "non stiamo con chi disdegna la nazione". Urso e Ronchi, inoltre, erano tra i pochi - insieme a un gruppo di delegati - a sedere nelle ultime file, senza nemmeno avere al collo il badge futurista. Gianfranco Fini, con loro, non ha scambiato una parola, ed è restato seduto su una sedia laterale, appoggiato al muro: ormai è scontro aperto tra l'area minoritaria di Fli e quella sostenuta dal presidente della Camera.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • dondolino

    26 Maggio 2011 - 11:11

    non si schierano perche nessuno vuole schierarsi con loro neooure casini.

    Report

    Rispondi

  • giovannip

    25 Maggio 2011 - 19:07

    Ormai gli italiani hanno capito il bluff, di Fini, ed è stato punito alle amministrative con pochissimi voti, anche se fini si ostina a nasconderlo. Gli Italiani hanno capito che Fini non è superpartes e cha dalla poltrona di aprsidente della camera, fà politica solo contro Berlusconi. Italo bocchno è diventato estremista anche lui e come tutta la sinistra hanno giurato di buttare giù Berlusconi costi quello che costi. E purtroppo qualche Italiano ci stà credendo, perchè loro lo ripetono ogni giorno....al lupo....al lupo, e quindi qualcuno prima o poi ci crede, la sinistra conta su questo. Spero che berlusconi tenga duro e vada avanti con le riforme, solo così gli italiani gli daranno ancora fiducia. Questa sinistra non merita questa Italia.

    Report

    Rispondi

  • ennaz

    25 Maggio 2011 - 17:05

    L'inno di FLI:se prima eravamo in trenta a ballare l'alli calli,adesso siamo in tre a pestarci solo i calli!!

    Report

    Rispondi

  • gitex

    25 Maggio 2011 - 15:03

    (per non dire l'altro termine che sarebbe più consono) per Elisabetto Fini, Bocchino e gli altri due di cui non voglio nemmeno scrivere il nome tanto mi disgustano.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog