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La Lega torna alla carica: "Niente ministeri? No tasse"

Calderoli non molla e lancia la provocazione: "Senza dicasteri al Nord non pagheremo". E i futuristi ne approfittano / SONDAGGIO

La Lega torna alla carica: "Niente ministeri? No tasse"
Niente ministeri al Nord? Allora i cittadini del Nord non paghino le tasse. La provocazione è del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli ed è il nuovo capitolo della querelle sul decentramento dei dicasteri che divide non solo Roma e Milano, ma anche Pdl e Lega. "Ci sono problemi sui ministeri al Nord? Benissimo, vorrà dire che la frase No taxation without representation diventerà No representation? No taxation", ha caricato la cartuccia Calderoli. Parole a metà tra l'ironico e il serio, visto che la questione è in ogni caso molto sentita nella maggioranza. Nei giorni scorsi c'è stato il botta e risposta tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha assicurato che i ministeri non si muoveranno dalla Capitale ("Berlusconi mi ha dato la sua parola") e i vertici leghisti, Bossi e lo stesso Calderoli in testa. L'unico distinguo all'interno del Carroccio viene da Mario Borghezio, secondo cui i ministeri fonte di "fancazzismo" è meglio che rimangano dove sono. Il premier Berlusconi, a Porta a Porta, ha provato a gettare acqua sul fuoco: "E' un non problema ingigantito dalla stampa di sinistra".

FLI CI PROVA - I terzopolisti provano ad approfittarne. "La nota del coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord sembra certificare il divorzio da Berlusconi e dal Pdl - accelera Roberto Menia, coordinatore nazionale di Futuro e Libertà. "Ancor prima dell'esito dei ballottaggi, i toni e la citazione usati da Calderoli evidenziano l'insofferenza della Lega, che insiste su un insensato e impossibile trasferimento dei ministeri al Nord". "E' evidente - prosegue uno dei luogotenenti di Gianfranco Fini - che, a fronte di una debacle nei consensi, alcuni dirigenti della Lega si siano spogliati delle loro vesti istituzionali per compiacere la parte più secessionista del loro elettorato".

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Commenti all'articolo

  • Florian

    26 Luglio 2011 - 17:05

    Chiunque avesse lavorato in proprio per un periodo relativamente lungo si sarebbe reso conto che le energie profuse nella gestione dell'attività al fine di renderla redditizia, liquidità da poter spendere o accantonare post costi fissi, non sono purtroppo proporzionali ai risultati ottenuti a causa di innumerevoli balzelli e ostacoli di carattere burocratico. Quando sei riuscito a costruirti la Ferrari, ti rendi conto che le strade sono tutte sterrate. Un imprenditore onesto dovrebbe essere agevolato e il carico fiscale non dovrebbe fargli rimpiangere di aver messo su un'azienda. Invece in Italia, paese comunista nella sostanza, l'imprenditore è considerato una persona da vessare, che deve dimostrare la propria innocenza in quanto considerato uno sfruttatore o moralmente inadeguato. Molti imprenditori hanno già dato forfait, molti altri lo daranno. Pagare le tasse che serviranno a sostenere tutta quella realtà avversa, dipendenti pubblici, comunisti e parassiti vari, è grottesco.

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  • Angeli1951

    26 Luglio 2011 - 17:05

    certo che i legaioti sono veramente sub-dotati mentalmente, ad ascoltare queste ridicole (pur se ci sarebbe da piangere data la situazione della nazione) boutades dei loro eletti che si sono immediatamente ed ottimamente acclimatati alla greppia di roma-ladrona

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  • ciannosecco

    27 Maggio 2011 - 00:12

    Caro Gaspare,sei peggio che sfigato ,sei un sinistro,il masssimo del disastro.

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  • medvedek

    26 Maggio 2011 - 21:09

    Anch'io voglio partecipare, che bel modo di protestare. Datemi un'attico a Piazza di Spagna altrimenti faccio lo sciopero fiscale... ECCO !!! Voglio l'auto nuova e l'iphone altrimenti faccio lo sciopero fiscale..ECCOOO !!!

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