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Mappa del voto: "Non fate vincere estrema sinistra"

Sono ore di incognite e di sfide. Berlusconi: "Mai Milano ai centri sociali". Duello a Napoli. C'è la 'questione Lega Nord' e i malumori dentro al Pdl

Mappa del voto: "Non fate vincere estrema sinistra"
Sabato 28 maggio è calato il silenzio elettorale. Lo impone la legge: tutti zitti a una manciata di ore dal ballottaggio di domenica e lunedì. I politici non parlano, ma rimane un rumore di fondo. Un rumore di fondo assordante: quello di una delle campagne elettorali più cattive, infarcite di insulti e accuse, di una delle campagne elettorali più brutte che la Seconda Repubblica ricordi. Di queste settimane ci ricorderemo lo 'scivolone' della Moratti nel faccia a faccia con Pisapia, la demagogia violenta di De Magistris, la preoccupante avanzata a Milano di rifondaroli e vendoliani, la sede di Gianni Lettieri incendiata, le minacce a Gigi D'Alessio che rinuncia a cantare, le botte dei sostenitori della sinistra a quelli del Pdl. Ci ricorderemo pure degli editoriali taroccati del Mattino: l'obiettivo è uno e uno soltanto, abbattere Silvio Berlusconi. La sinistra sente l'odore del sangue, e aver respirato soltanto una boccata di quell'aria di vittoria - che manca da anni - ha incendiato il clima.

IL PROGRAMMA DI PISAPIA -
Ora, però, è arrivato il momento di scegliere. Gli scontri più importanti vanno in scena a Milano e Napoli. Ma il verdetto che uscirà dalle urne meneghine è quello che ha maggior peso specifico. Per il centrodestra, perdere la roccaforte sarebbe una mazzata, come una mazzata la riceverebbero i cittadini di Milano se a governare fosse l'estrema sinistra. Il programma di Giuliano Pisapia non prevede soltanto la tanto discussa moschea. Non prevede soltanto lo svuotamento delle funzioni dei vigili urbani e la creazione dei registri per le coppie di fatto. Prevede anche, come ha ricordato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, "una pioggia di addizionali". Ovvero una tempesta di tasse. Il titolare del dicastero dell'Economia, facendo una semplice equazione (in rima) ha spiegato inoltre  che "con Pisapia l'Expo se ne va via". L'Esposizione, come ha più volte sottolineato il sindaco Moratti, "è ossigeno per Milano". Ossigeno che non va disperso 'grazie ai virtuosismi' del Palazzo Marino che può essere con Pisapia, con i corridoi zeppi di simpatizzanti dei gruppi No-Expo.


La mappa delle sfide e i risultati del primo turno

flickr


POLITICA NAZIONALE - Il peso specifico dei ballottaggi potrebbe farsi sentire anche sul piatto della bilancia degli equilibri politici nazionali. Non è un mistero che all'interno del Pdl ci sia in atto un conflitto tra fazioni, un conflitto che in caso di sconfitta potrebbe trovare nuova linfa, soprattutto nell'ottica di un'ipotetica successione a Silvio Berlusconi. Il premier, da par suo, continua a ribadire l'importanza di proseguire il percorso riformista, "ora che la maggioranza è più solida che mai" e ora che "è possibile legiferare grazie alla diaspora di Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini". In molti, sia nella maggioranza sia tra le fila del centrosinistra, ritengono che una sconfitta del Pdl ai ballottaggi possa portare a una crisi di governo e ad elezioni anticipate. Un eventualità lontana: il Cavaliere ha ripetuto: "Una crisi non ci sarà mai". Ma l’eventualità resta, ed è rischiosa per un Paese che, alla pari di tutto il Vecchio Continente, attraversa un (lungo) periodo di difficoltà economiche, con i rigurgiti della crisi mondiale che ancora si fanno sentire. Un’eventualità rischiosa in un momento in cui il Partito Democratico – quello della patrimoniale e delle politiche dell’accoglienza nei  confronti degli immigrati – si sente forte, nonostante stia cavalcando due candidati non suoi (Pisapia è di Sinistra e Libertà, De Magistris corre con l’Idv. E' lecito chiedersi, nel caso in cui vinca la sinistra, se si possa parlare di una vittoria del Pd, piuttosto che di una nuova sconfitta dei democratici).

QUI LEGA NORD - Chi aspetta alla finestra l'esito del ballottaggio di Milano è Umberto Bossi, schierato insieme a tutto lo stato maggiore della Lega Nord. Al Senatùr la Moratti non è mai piaciuta molto, e mai ne ha fatto mistero. Ora però si rischia di perdere la capitale economica d'Italia. Così il Carroccio è costretto ad ascoltare la rabbia della base, e in cambio di un maggiore impegno al fianco della Moratti ha suonato la carica chiedendo il trasferimento dei dicasteri al Nord. Un altro argomento che ha creato non pochi maldipancia all'interno della maggioranza. Ma la Lega, spaventata dagli esiti del primo turno a Milano, nonostante le smentite, parla anche con l'opposizione. Il terreno su cui si confronta è quello della riforma della legge elettorale. Il sogno di Bossi è tornare al Mattarellum ed eliminare il premio di maggioranza: se tutto dovesse andare a rotoli la Lega potrebbe correre da sola. E avere un buon successo, anche superiore a quello registrato dal partito che fece faville incuneandosi nelle crepe aperte da Tangentopoli. Ma c'è anche l'altra metà della Luna: l'Italia farebbe un tuffo nel passato, con l'addio al bipolarsimo e il ritorno di partiti e partitini che garantirebbero una cosa soltanto: l'ingovernabilità del Paese (Prodi docet).

SERVE UNA SORPRESA - Come spiega il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, sul quotidiano in edicola sabato 28 maggio, in questo clima avvelenato "i sinistri sono diventati più aggressivi e sprezzanti, quasi non vedessero l'ora di iniziare le dovute rappresaglie". Belpietro sottolinea poi come il clima peggiorerà più rapidamente "tanto più sarà lento l'arrivo alla meta. Se, cioè, Berlusconi riuscirà a resistere nonostante l'azzoppamento di Milano e Napoli, l'incanaglimento sarà assicurato". La loro ambizione "come vaticinò mesi fa Giampaolo Pansa, è quella di un nuovo piazzale Loreto". Dunque l'appello: "Se ne ricordino gli elettori quando andranno a votare e, come scriveva Montanelli, si turino il naso": questi ballottaggi devono riservare delle sorprese. Altrimenti le conseguenze potrebbero essere difficili da superare. Non soltanto per una Milano stravolta da una giunta rossa che vuole insediare nella città un "enorme polo della cultura islamica". Non soltanto per Napoli dove l'emergenza rifiuti, con i bislacchi metodi proposti da De Magistris, è destinata a rimanere perenne emergenza.

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Commenti all'articolo

  • gioanbernardo

    30 Maggio 2011 - 15:03

    rassegnati alla mazzata di milano e grattati la rogna con la tua unghia lercia di fascio

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  • scorpion

    30 Maggio 2011 - 15:03

    Ma che mi combina? Fa il difensore dei poveri come i bambinetti dell'asilo? Capisco che ad una certa età ci sia una regressione senile verso l'infantilismo, ma abbia una dignità, la prego! E poi non si innervosisca troppo, ha scritto il post con una mano talmente tremante che la punteggiatura era quasi corretta, diversamente dal solito.

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  • UNGHIANERA

    30 Maggio 2011 - 13:01

    Ti manca la "t"che noi italiani usiamo spesso(quando va messa!)e poi,quella barzelletta la raccontavamo noi di destra agli extracomunitari(come te) quando governava Prodi...aggiornati!

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  • scorpion

    30 Maggio 2011 - 13:01

    Ha ragione, da quando c'è il PdL questo paese è una fogna, ergo io vivo nella fogna. Ogni tanto mi morsica qualche pantegana abituata a sguazzare nella fogna, ma basta schiacciarla come merita e già la giornata cambia.

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