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"Referendum s'ha da fare". Romani: "Futuro a rischio"

Cassazione e Agcom, due 'sì' al voto contro il nucleare. Il ministro: "Pericolo per la strategia energetica"

"Referendum s'ha da fare". Romani: "Futuro a rischio"
La Cassazione si è espressa: il 12 e 13 giugno gli italiani saranno chiamati a votare anche sul nucleare. La seduta del collegio della Corte di Cassazione ha infatti deciso di ammettere  il terzo quesito referendario sull'energia atomica, nonostante il decreto Omnibus abbia  - per ora -  congelato il piano di costruzione delle centrali.  L’ufficio elettorale presso la Corte di Cassazione ha quindi accolto l’ istanza presentata dal Pd, che chiede di trasferire il quesito sulle nuove norme appena votate nel dl omnibus: quindi la richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà appunto alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare (art. 5 commi 1 e 8).

"Il referendum s'ha da fare": colpo di mano della Cassazione - Guarda il servizio su LiberoTv


ROMANI: "ASSOLUTO STUPORE" - Il ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani, non ha nascosto la sua rabbia per la decisione. "Governo e Parlamento hanno abrogato tutte le norme che consentivano l'installazione di centrali nucleari - ha sottolineato -. La decisione della Cassazione desta dunque assoluto stupore. Bisognerà attendere le motiviazioni della decisione dell'Ufficio Centrale della Corte, ma è evidente che formulare un quesito con il titolo Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare, in assenza di una norma che consenta il ritorno all'atomo, è una scelta che può solo creare confusione nei cittadini".

"STRATEGIE A RISCHIO" - Romani prosegue sottolineando come "la sentenza cambia la natura del referendum, introducendo un nuovo quesito, che rischia di cancellare non il ritorno all'atomo, che non è in discussione, ma il coordinamento in sede europea sul tema della sicurezza e - sottolinea il ministro -, cosa ancor più grave, la possibilità di elaborare una strategia energetica per sopperire al fabbisogno del Paese anche con fonti alternative". "Il voto - conclude Romani - può avere l'unico effetto di lasciare il Paese con un vuoto normativo sulla costruzione del futuro energetico del Paese".
LE REAZIONI - Ricevuta la notizia, Idv e i verdi hanno cominciato a festeggiare davanti alla Corte di Cassazione. "E' una grande vittoria della democrazia", ha detto il presidente regionale veneto dei Verdi. Plauso anche da parte del Comitato 'Vota sì per fermare il nucleare'. "Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano -  si dichiara in una nota - . Oggi ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi". "Sarebbe improprio l'uso di uno strumento, come quello del referendum, per dare una spallata al governo", sottolinea invece il vicepresidente del Pdl, Maurizio Lupi. "Ci preoccupa come l'opposizione non abbia ancora capito il messaggio arrivato dalle elezioni: i cittadini dicono basta con le risse - ha spiegato, ricordando che il governo - oggi intende dare priorità alla sicurezza e fare una riflessione con gli altri paesi europei".

IL MONITO ALLA RAI  - L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), striglia la televisione di Stato perché "la collocazione nei palinsesti dei messaggi autogestiti relativi ai referendum del 12 e 13 giugno, finora attuata dalla Rai, non è conforme ai principi del regolamento della Commissione sulla par condicio referendaria". La Rai, quindi, è richiamata "affinchè realizzi una collocazione dei messaggi idonea a garantire l'obiettivo del maggior ascolto".

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Commenti all'articolo

  • tigrin della sassetta

    07 Giugno 2011 - 18:06

    Io so benissimo che, qualsiasi cosa io dica, sosterresti comunque che si tratti di un nulla narcisista: è l’unico trucco a cui puoi ricorrere per illuderti di saper condurre questa tediosa (sì, qualsiasi cosa ti riguardi o coinvolga è quanto meno stucchevole) polemicuccia. Purtroppo per te, chi ci legge non solo ha memoria ma – sempre che non si tratti di un ovino idrofobo tuo correligionario, ed in tal caso persino tu puoi capire quanto me ne importi - sa trarre le sue brave conclusioni. Pare infatti che un mio post sulla coda del guercio sia molto più piacevole, significativo e logico della tua isterica caccia al pretesto per chiocciar qualcosa. Valga come esempio l’estrema lucidità con cui prima sostieni che ciannosecco ed io siamo un’unica persona (da che pulpito!) e poi che ribattere a lui sia troppo facile. Fa niente, comunque sia, se volevi provare di non aver letto quello su cui starnazzi, ci sei riuscito benissimo. Ma non solo: quando dici di non riuscir a decifrare i miei post, ne hai azzeccata anche un’altra. Effettivamente capire non è per te. Però insegni, oh quanto insegni! Anima cattiva

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  • ciannosecco

    07 Giugno 2011 - 12:12

    Non mi aspetto che un sinistroide sia sveglio e intelligente , ma dire che ciannosecco e Tigrin sono la stessa persona, vuol dire essere al di sotto del minimo sindacale.C

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  • tigrin della sassetta

    06 Giugno 2011 - 19:07

    Poerino! Anima cattiva

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  • tigrin della sassetta

    06 Giugno 2011 - 18:06

    (art. “Pomezia, il Duce …” – sez. Italia), solo perché non si tratta di appunto personale ma di ristabilire la verità che, disgustato dalla tua infantile ossessione per l’ultima parola, ti avevo lasciato mistificare senza replica. La “mia” storia non è “mia”, ma è fatta dai titoli dell’organo ufficiale del PCI e dalla commemorazione del Segretario del PCI, con tanto di virgolettati ad indicarne la trascrizione letterale e vuol ribadire la falsità di chi affermava con burbanzosa sicumera “Di comunisti che adorano Stalin ce ne sono sempre stati pochi”; per questo non servono né il piglio dello storico né arie particolari che non si sa bene da cosa tu, burattonzo bugiardo, abbia potuto evincere. Il riflesso “pavlovoviano” (sic!) invece è affar di pulci che tossiscono formulette quali ‘berlusco-d’antan’, ‘berluscone-medio’, ‘drone eterodiretto’, ‘vulgata di rete4’ (balle coticanti, la testuale dichiarazione di Veltroni è “Si poteva stare nel PCI senza essere comunisti. Era possibile, È STATO COSÌ”), cercando di applicare gli stereotipi di cui si sostenta la loro sciocca presunzione a chi non sono in grado di capire. Anima cattiva

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