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Così Bocchino ruba Fli a Fini per fare il piccolo Mastella

Nasce il nuovo Udeur. Presente solo al sud grazie al feudo di Italo e pronto ad andare con chi vince. Ecco il futuro futurista / BESANA

Così Bocchino ruba Fli a Fini per fare il piccolo Mastella
Del batterio, Futuro e Libertà condivide le dimensioni, quanto meno nelle urne, e la pericolosità. Dopo aver contribuito a mandare il Pdl in terapia intensiva, si prepara a una nuova mutazione. I primi sintomi erano apparsi durante l’assise nazionale del partito che si è svolta tra il primo e il secondo turno delle amministrative: Fini non ha preso la parola e non s’è accomodato sul palco, restando in disparte, silenzioso e quasi infastidito, salvo squagliarsi appena possibile e raggiungere Pescara, dove l’attendeva Alessandro Campi per un’intervista pubblica (un po’ come se il Cav si facesse intervistare da Ferrara).

Il presidente della Camera, come la sua storia dimostra, detesta i partiti nei quali milita, soprattutto se gli tocca guidarli: ha liquidato prima il Msi, poi Alleanza nazionale e la destra in genere, sferrando infine una coltellata in pieno petto al Pdl; la prognosi rimane riservata. Adesso sembra impaziente di disfarsi anche della sua ultima creatura, il Fli, che non s’è rivelato lo strumento adatto a promuovere le sue smisurate ambizioni: per la corsa al Colle, o a chissà cos’altro, meglio smarcarsi.

Non sono al momento previsti gesti clamorosi: questa volta, salvo sorprese, il distacco sarà graduale e concordato con i suoi nuovi colonnelli. Italo Bocchino è di fatto il leader dei futuristi, e chi non è d’accordo è pregato di accomodarsi. Anch’egli, per realizzare il suo progetto, preferirebbe non avere Fini tra i piedi; i veterani ancora ricordano una lontana e travagliatissima direzione nazionale di An durante la quale cercò invano di spodestarlo. Anche il terzo polo gli sta stretto, almeno finché a trattare alleanze e indicare strategie sarà Casini, un altro con il complesso del primo della classe. Bocchino è uno spirito concreto e non si pone obiettivi di sistema, fuori dalla sua portata: vede Fli per quel che è, un partito da ricatto, piccolo e agile, ideale nelle manovre corsare. Oggi qui, domani là, io amo la libertà, come cantava Patty Pravo.

Il futuro dei futuristi sarebbe di occupare il posto lasciato libero dall’Udeur di Mastella: una formazione radicata nel sud, soprattutto in Campania, con al seguito fameliche clientele, provvisoriamente rimaste a secco. Questo il destino malinconico della destra “moderna ed europea”: correre in soccorso della sinistra, beninteso quando vince, o di chiunque sia disposto a corrispondere un prezzo adeguato.

 Sul piano delle amministrazioni locali nessun problema, vedi Manfredi Palmeri a Milano, in attesa di ricevere da Pisapia una cadrega, ma va benissimo anche uno strapuntino. A livello nazionale, invece, i tempi non sono ancora del tutto maturi. Servirebbe una legge elettorale più favorevole di quella in vigore, ovvero un proporzionale stile prima repubblica, senza premi di maggioranza, come la Lega vagheggia per non essere costretta a correre insieme al Pdl. Bocchino e Maroni stanno dalla stessa parte della barricata. Un buon inizio. Nel frattempo ci sono da accelerare le pratiche pensionistiche di Fini, sempre che nell’attesa non combini altri guai.

di Renato Besana

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Commenti all'articolo

  • nelloudeurpopolari

    09 Giugno 2011 - 22:10

    caro italo bocchino ce'è ne vuole di prendere il posto nostro NOI CI SIAMO ANCORA

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  • Angelo Lucci

    08 Giugno 2011 - 23:11

    Non capisco proprio perchè si debba dare così tanta importanza al nulla. Non credo proprio che il personaggio ne abbia. Lasciamolo in balìa di sè stesso, imploderà da solo....

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  • cantagallo

    08 Giugno 2011 - 19:07

    Penso che non ne valga la pena neanche parlarne

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  • rocambole

    08 Giugno 2011 - 18:06

    Per i tradirori futuristi non c'è futuro. Lo si sapeva fin dall'inizio.

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