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De Magistris, vento "nuovo": lascia Napoli nella monnezza

L'uomo del 'no' al termovalorizzatore. A dieci giorni dall'elezione dell'ex pm in città è tutto sporco come prima. Ma alle tv non interessa

De Magistris, vento "nuovo": lascia Napoli nella monnezza
Stavolta si fa sul serio, non è più tempo di chiacchiere: vuoi mettere, sono dieci giorni che «’amm scassat’», poco più di venti da quando la rivoluzione ha germogliato. A Napoli c’è stato il miracolo, niente a che vedere col sangue del martire Gennaro, è molto di più: come d’incanto, è sparita l’immondizia, non c’è più una schifezza su cui inciampare, una mascherina da indossare, è svanita nel nulla la catena montuosa dei sacchetti, neppure il ricordo del peggiore tra gli odori alberga nella mente di ciascuno. Tutto a posto, «’amm scassat’», appunto. È questo ciò che pensa il cittadino napoletano -ma pure l’italiano- che legge i giornali, guarda la tv, naviga in rete, smanetta con gli smartphone: che sarà mai stato? a chi si deve tale e tanta palingenesi?

Luigi De Magistris non c’entra, almeno non ancora: anche se le sue intenzioni non lasciano presagire nulla di buono (e di nuovo) per la soluzione dell’epica tragedia dei rifiuti, è al solito sistema dell’informazione che va riconosciuto il merito dell’incantesimo. Un po’ come succedeva con il principe rinascimentale Antonio Bassolino: una volta arrivato lui svanì ogni affanno napoletano, e giù tutti a scrivere, nel volgere di poche ore, che non ce n’era più per nessuno. Si è visto com’è andata. E allora «Libero», incuriosito da tanta efficienza, un giretto nel capoluogo è andato a farlo. Brusco il risveglio, amara la delusione: il recinto centrale della città è pulito, per quanto sia possibile dirlo di una città che da secoli combatte con la sporcizia. Appena superi il primo girone ed inizi a penetrare nel secondo, terzo e quarto cerchio concentrico allargandoti verso l’esterno, ripiombi in quell’inferno fatto sparire con un click dai cantori della liberazione.

Percorri viale Kennedy e vedi che dinanzi al cancello di una scuola i sacchetti sono più alti dei bimbi che le mamme vanno a prendere. In viale Augusto sembra abbiano lasciato un intero appartamento prima o dopo il trasloco: c’è perfino una bicicletta all’apparenza funzionante. E così in viale Giulio Cesare, in via Brecce a Sant’Erasmo. Per non dire dell’area dei Campi Flegrei. Manca il coraggio di spingersi verso Capodichino o allungarsi a Secondigliano: è peggio di prima, soprattutto ieri che se non c’erano 40 gradi poco ci mancava. E allora? Allora «’amm scassat’» e nessuno se ne lamenta più. Ci penserà il nuovo sindaco a completare il miracolo: troverà i circa 100 milioni di euro per estendere la differenziata a tutta la città. Lo farà in 9 mesi e, soprattutto, con un asso nella manica: senza costruire il termovalorizzatore. Prima c’era il Rinascimento, da circa 10 giorni (a leggere i giornali) siamo già in pieno Illuminismo.

di Peppe Rinaldi

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Commenti all'articolo

  • rita47

    13 Giugno 2011 - 16:04

    Cari napoletani l'avete votato ed ora affogate nellam.... Mi dispace soltanto le care TV FAZIOSE, non fanno vedere piu' la vostra cara immondizia. Oggi il Pres. della Rep. e' venuto lì, non dice nulla?......Complimenti io vorrei che vi scoppiasse il colera con il caldo....

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  • t.costantini

    12 Giugno 2011 - 11:11

    Avete voluto De Magistris ora crepate nella merda e nei rifiuti. A proposito ma perché qui coglioni giornalisti di sinistra non nominano mai il camorrista Bassolino, autore del sacco di Napoli a vantaggio dei Casalesi? E non gli convìene a loro moralisti di m...! Perche' Santoro non manda il topo di fogna Ruotolo a rovistare nell'immondizia di Napoli ora che la sinistra governa la citta'? Forse per non far vedere che nulla e' cambiato bravo Michele, stronzo anche te anzi piu' di chiunque altro.

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  • o' surdat nnammurat

    12 Giugno 2011 - 09:09

    Viento scioscia stanotte trase pe' sotta e fatte sentì' viento viento viento nce resta pe'nce 'ncazzà' Viento trase dint'e piazze rump'e fenestre e nun te fermà' Viento viento puorteme 'e voci ' chi vo' alluccà'. Viento scioscia stanotte trase pe' sotta e fatte sentì' viento viento viento nce resta pe'nce 'ncazzà' Viento trase dint'e piazze rump'e fenestre e nun te fermà' Viento viento puorteme 'e voci ' chi vo' alluccà'. PINO DANIELE

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  • ciannosecco

    11 Giugno 2011 - 20:08

    Vai a fare il buffone da un'altra parte,puoi prendere per i fondelli i tuoi paesani,non certamente noi.

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