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Tremonti, nuovo 'no' sul fisco. Maroni: 'Sì a scelte impopolari'

Il ministro: "La prima condizione è equilibrio finanze". Maroni: "Governo deve avere coraggio". Reguzzoni: "No manovra? Ci arrabbiamo"

Tremonti, nuovo 'no' sul fisco. Maroni: 'Sì a scelte impopolari'
"Scassare il bilancio pubblico è una strategia che non è nell’interesse della gente ed è prodotto dell’irresponsabilità": così Giulio Tremonti all'assemblea annuale di Confartigianato. Secondo il ministro dell'Economia, l'equilibrio delle finanze pubbliche "è la prima condizione in assoluto". Frasi che assomigliano tanto a una nuova chiusura del titolare del Tesoro alla tanto auspicata riforma del fisco, sulla quale crescono le tensioni all'interno della maggioranza. La rivoluzione fiscale è invocata sia da Silvio Berlusconi sia dalla Lega Nord, e se Tremonti non deciderà di allentare i cordoni della borsa, rischiano di saltare gli equilibri nella maggioranza. Però il ministro pare irremovibile: "Le cause della crisi sono ancora tutte presenti. La crisi c'è, ed è inutile dire che non è così".

Conti pubblici - Tremonti, di fronte alla platea dell'assemblea degli artigiani, torna a sottolineare come la tenuta dei conti pubblici "non è stato solo un esercizio di ragioneria, un'applicazione di oscure e misteriche discipline ragioneristiche. Noi abbiamo tenuto il bilancio dello Stato: lì dentro c'è il risparmio delle famiglie e c'è la coesione sociale". Per il ministro, "tenere il terzo debito pubblico mondiale (oggi Bankitalia ha comunicato che è stato raggiunto un nuovo record, ndr), diventato il quarto nella crisi, credo sia stato un dato positivo. Tutti insieme abbiamo ottenuto un bene costituzionale fondamentale: il risparmio delle famiglie. L'Italia - ha aggiunto - in questi tre anni, non solo per l'azione del Governo, ma anche delle persone, delle famiglie, degli imprenditori, delle organizzazioni sociali, ha tenuto".

Lega Nord infuriata
- Ma la tenuta, all'interno della maggioranza, sembra non bastare più. Roberto Maroni prima ha minacciato ("O si cambia o si va al voto"), quindi ha ribadito: "Un governo politico deve avere il coraggio di fare scelte popolari o impopolari, ma scelte che vanno nelle direzione giusta". Il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni, ha aggiunto: "Noi non abbiamo paura di niente. I primi ad arrabbiarci se non facciamo le riforme siamo noi", ha risposto ai giornalisti a Montecitorio sull'ipotesi che ci possano essere dei fischi al raduno di Pontida, domenica prossima, a causa dei maulmori nella base Leghista. Reguzzoni taglia corto: "Non c'è uno scollamento con la base. Loro vogliono le cose che vogliamo noi: fermare l'immigrazione, abbassare le tasse, riformare questo sistema istituzionale ormai obsoleto. Lo vuole la nostra militanza e lo vogliamo noi". L'urgenza, dunque, è quella della riforma fiscale. E la Lega non farà passi indietro. "Noi abbiamo un programma di governo che prevede la riforma fiscale - prosegue Reguzzoni -, e questo va realizzato. Tremonti ha detto che bisogna studiare perché i conti tengano, e questo è giusto. Non è una cosa facile - ha ammesso il capogurppo -, ma si deve fare".

Messaggio della Marcegaglia
- Dall'assemblea di Confartigianto è arrivato il messaggio anche del leader degli industriali, Emma Marcegaglia. "Confindustria è pronta ad accettare una riforma fiscale - ha spiegato - a invarianza di pressione, purché si abbassino le tasse sui lavoratori dipendenti e sulle imprese". Per la Marcegaglia, la necessità "è abbassare le tasse su chi tiene in piedi il Paese: cioè lavoratori dipendenti e imprese. Ci deve essere certezza del diritto e non si devono cambiare continuamente le leggi fiscali", ha concluso.

L'allarme di Confartigianato - Dalla stessa assemblea è arrivato anche il grido di dolore degli artigiani: in Italia il carico tributario è superiore di 3,5 punti di Pil rispetto alla media europea, pari a 54 miliardi di euro di maggiori imposte per i contribuenti, ha sottolineato il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, nella sua relazione. Secondo l'organizzazione "gli imprenditori devono dedicare agli adempimenti di burocrazia fiscale 285 ore all'anno, pari a circa 36 giorni lavorativi, il 43% in più rispetto alla media Osce. Noi crediamo in una riforma del fisco - ha sottolineato Guerrini - che abbia l'obiettivo di consolidare il rapporto di reciproca fiducia e rispoetto tra acontribuenti e amministrazione finanziaria". Per Confartigianato serve "un riequilibrio della pressione fiscale tra imprese e lavoro".

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Commenti all'articolo

  • guidoboc

    15 Giugno 2011 - 21:09

    Chiedo con umilta' una piccola cosa ci faccia fare la fine della Grecia. Grazie.

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  • tigrin della sassetta

    15 Giugno 2011 - 18:06

    il picchio più beota della nidiata, si produce in una minuscola deflagrazione di cretinismo pirotecnico (piccola setta semi.ereticale interna all’ecumene del cretinismo sintetico automatico di ubikino), tanto per dimostrare a se stesso di esistere. Vedi bestiola, nel tuo caso, l’unica speranza di veder manifestare un barlume d’intelligenza in un post si aggrappa disperatamente al teorema di Bernoulli: quindi – te ne prego per poter conservare le mie superstiti certezze matematiche – sforzati di postare più di frequente. Anima cattiva

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  • tigrin della sassetta

    15 Giugno 2011 - 18:06

    la magistratura è priva di risorse per le cartucce e la carta delle stampanti ma ne ha talmente in abbondanza per le pagliacciate da permettersi indispensabili strumenti come gli stendardi autocelebrativi formato campo da tennis sulla facciata del lupanare di Milano. Quanto alla leggenda dell’indefesso lavoro accessorio del giudiciume, beh, se esiste, bisogna dire che viene molto ben nascosto dalla durata di una qualsiasi causa come pure dagli innumerevoli rilasci per decorrenza dei termini, dai tempi biblici per motivare una sentenza, dalle multe U.E. e via di questo operoso passo. Questo per lo specifico dei pupazzoni togati, mentre, per quel che riguarda te personalmente, non sarebbe stato più onesto dire che hai l’hobby del bricolage? Ah no, scusa, dimenticavo che quello è solo per rimbesuiti di destra: i kompagnonzi pensionati “creano arte”! E non farti commiserare con ridicoli proclami bellicosi, ché non sei in grado di far rotolare dalle scale manco la palla del nipotino. Anima cattiva

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  • ateo39

    15 Giugno 2011 - 09:09

    non contenti di aver fatto ban bassa in Roma ladrona, adesso preferiscono mandare in completa rovina l'Italia pur di rimanere incollati alle tanto prima vituperate poltrone, ed il Cav. li avalla. Complimenti.

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