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Il prestigiatore/2 - La magia di Fini: "Fare Futuro!" Peccato che abbia fatto sparire la destra / Borgonovo

Evaporato il nuovo partito, ora può scomparire anche una parte culturale e politica del Paese

Il prestigiatore/2 - La magia di Fini: "Fare Futuro!" Peccato che abbia fatto sparire la destra / Borgonovo
Con la scusa di fare futuro, Gianfranco Fini ha disfatto la destra. Non si tratta semplicemente di constatare il fallimento di Futuro e libertà, condannato a raccattare briciole di consenso alle Amministrative, costretto ad aggrapparsi pietosamente al carro dei vincitori del referendum assieme al terzo polo (carro dal quale la sinistra tenta di disarcionarlo scalciando).

Siamo piuttosto di fronte a quel che Alessandro Campi ha definito, in un articolo sul nuovo numero della rivista Charta minuta di Adolfo Urso, «una vera e propria catastrofe politico-antropologica», un «collasso» che «ha finito per coinvolgere, al centro come alla periferia, un’intera comunità politica». La frantumazione - è una possibilità concreta - rischia di avere come «conseguenza estrema» la «definitiva scomparsa della destra politico culturale dalla scena pubblica nazionale». Non è irrilevante che sia proprio Campi - già consigliere di Fini e dunque non privo di responsabilità nella formazione del quadro attuale - a suggerire che «la destra post-missina» sia «arrivata negli ultimi mesi al suo punto massimo di disgregazione e dispersione».

LA SMANIA DI EMANCIPARSI
La smania del presidente della Camera di emanciparsi da Berlusconi ha prodotto un inevitabile slittamento a sinistra del suo partitino, che ha scontentato non solo gli elettori ma anche parte del gruppo dirigente (lo stesso Adolfo Urso, per esempio). Contemporaneamente, ha causato una polarizzazione a discapito della riconoscibilità dei valori conservatori.  Restano  figure di riferimento che non hanno mai dimenticato la loro provenienza (gli Alemanno, i Gasparri, i La Russa) e che rappresentano senza ombra di dubbio l’idea di «destra» nel Pdl. Ma lo smottamento dei finiani ha prodotto una dialettica innaturale: o con me o con Silvio. E chi è rimasto coerentemente  con Silvio,  almeno nella percezione comune e forse suo malgrado,  ha affievolito la luce destrorsa per illuminarsi meglio di quella berlusconiana.  Il blocco degli ex aennini si è disgregato, perdendo di forza nel suo complesso e dunque danneggiando la destra.
 
 Il Pdl e la Lega sono schieramenti variegati, nel fondo dell’anima hanno venature di sinistra, anche socialiste, liberali e libertarie e certo pure conservatrici. Ma si tratta, appunto, di venature. Di spicchi nei quali, finché il Cavaliere gode di ottima salute politica, ci si può eventualmente riconoscere. Il resto è polverizzato: qualcuno sta malvolentieri con Fli, altri si consolano con formazioni minori (comunque rientrate nella dimora comune berlusconiana). Il progetto di una destra moderna e liberale, in grado di superare le nostalgie senza devastare il passato è scaturito a Fiuggi ed è rimasto lì a ribollire assieme all’acqua minerale. Fini si è lasciato ammaliare dalle sirene della sinistra, restando sirena: né carne né pesce. Vaga stordito per la piazza, in cerca di una direzione coerente ormai impossibile da trovare. In nome dell’ambizione personale ha  frantumato un universo di ideali.

L'IMPORTANZA DELL'IDENTITA'

Chi difende, oggi, in modo unitario e chiaramente riconoscibile, la memoria di una comunità?  Chi crede nell’importanza dell’identità e nel dovere di preservarla - con modi decisi, senza concessioni alle varie forme di buonismo -  non ha altri santi che il Carroccio a cui votarsi. Il che è positivo per quanti stanno al Nord, ma gli altri? Tutti a cercare risposte nel Pdl, dove però una dialettica anche ruvida fra settori  identificabili senza ombra di dubbio manca.  E manca perché Fini e la sua truppa hanno fatto strame dell’idea di destra, sbriciolandola contro gli scogli dopo una navigazione in mare aperto che sarebbe stata forse possibile, ma a bordo di  una nave robusta, non  su una zattera.  

Può anche darsi che questo fosse il  reale obiettivo di Gianfranco: dissolvere la destra, rottamarla a costo di rottamare se stesso. Complimenti: la missione è compiuta, omicidio e suicidio sono riusciti. Se eutanasia di un’area doveva essere, tuttavia, ci aspettavamo che avvenisse con quel pizzico di dignità in più che si addice alle morti giovani e gloriose.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • Dracone

    22 Giugno 2011 - 07:07

    Grazie a mr. Creative per l'efficace metafora. Funziona bene per semplificare il tortuoso percorso mentale del meschino!

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  • folgore38

    17 Giugno 2011 - 10:10

    In politica nessuno vuole laverita'.Il perche' e' presto detto:Fini da sempre ,anche quando era protetto da Almirante, non era e non e' mai stato un politico vero;nel senso che avesse idee sue.No! E' diventato missino dopo aver visto un film americano "berretti verdi". Quest'uomo che senza saperlo era arrivato la dove mai si sarebbe aspettato di arrivere, grazie soprattutto alla discesa in cambo di Berlusconi che lo ha ripulito presentandolo come il nuovo.Si e' visto poi come ha saputo ripagare la fedelta' all'amico che lo aveva portato al Governo del Paese.Non solo questo:ha maledetto i morti e i vivi che lo hanno mantenuto da quando e' arrivato a Roma senza lavoro senza arte e ne parte.Un politico di razza non si comporta come uno stupido superficiale.Aveva ragione un bravo scrittore ,giornalista e direttore del " Secolo d'Italia":quello che dice lo sa dire ,pero', non capisce il significato di quello che dice.Ecco ,questo e' Fini che continiuamo a mantenere a....MONTECARLO.

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  • uemris

    17 Giugno 2011 - 09:09

    - IoSperiamoCheMeLaCavo. In modo molto civile le devo far notare che forse la memoria corta è la sua. Lo dimostra in maniera certa la registrazione del marchio FLI avvenuto due mesi prima di quel famoso convegno dove Lei dice che l'On. Fini è stato cacciato. Niente di pìù sbagliato. L'unica cosa certa è che quel miserabile aveva programmato il tradimento da parecchio. Che poi Lei voglia far passare la sua teoria, mi sembra poco vicino alla "VERITA'"; forse la sua. Cordiali saluti e buona giornata.

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  • prodomoitalia

    17 Giugno 2011 - 08:08

    Mi permetto di dissentire : fini ha fatto sparire solo se stesso , non la destra. Noi ci siamo ancora e ben ancorati ai nostri valori. Onestà, rispetto altrui ma soprattutto ORDINE in ogni cosa . Se ne accorgerà quel signore alle prossime elezioni.

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